Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Adieu

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Quando se ne va improvvisamente e in modo assurdo qualcuno cui hai voluto molto bene è sempre straziante, e la mia mancanza di fede in qualsivoglia aldilà rende tutto ancora più terribile, qualcosa di assolutamente definitivo.
L’assoluta mancanza di speranza che un giorno si possa riabbracciarsi.
Restano i ricordi di molteplici momenti bellissimi e felici e il pensiero va ad alcune parole di Shakespeare, dal Giulio Cesare.


“Se ci rivedremo ancora, allora sorrideremo, altrimenti sarà stato comunque un bell’addio”.

Written by Michele

12 marzo 2016 at 11:34

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D’equilibristi anonimi

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Ci muoviamo quotidianamente in un mondo intimamente e fortemente alieno, circondati e oppressi da infiniti automi, gente grigia e anonima che occupa lo spazio visivo solo lateralmente, come pallide ombre sgualcite.
Una massa compatta ed equilibrata che guarda ma non vede, sente ma non ascolta, parla ma non dice, mangia ma non gusta, tocca ma non percepisce, una profusione di ciechi sensoriali, avulsi da ogni più intimo contatto con la realtà, che invece andrebbe sempre vissuta nella sua essenza più profonda.
Forse che l’equilibrio, in questa vita dominata dal caos, sia proprio nel non-equilibrio?
Nell’oscillare danzando come magnifiche trottole impazzite?
Perché quando la trottola alla fine smette di roteare può solo cadere sbilenca e finire immota in un angolo.
E così per sopravvivere al grigiore io mi drogo!
Mi drogo di fantasia, di desideri, di voglie, di parole da leggere e scrivere, di baci e di abbracci, di profumi e di odori, di morsi e di graffi, di ottimo vino e fredda birra, di cocktail inebrianti e di cibo goloso, di film e persino di serial tv.
Insomma mi drogo quotidianamente di vita.
Per quanto riguarda invece le illecite sostanze varie non mi servono, sono già stupefacente di mio!

Written by Michele

4 febbraio 2016 at 17:27

Alice nel paese delle mie meraviglie

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Sfuggente dal Cappellaio Matto e rincorsa dal Bianconiglio, dimmi di te Alice, dimmi del mondo riflesso al contrario che vive così uguale e profondamente differente dentro allo specchio, di tutti i noncompleanni che potremmo festeggiare, e raccontami di tutti quegli amori che non finiscono mai, perché iniziano continuamente, scorrendo da soli sulla copertina senza mai spalancare il libro delle fiabe.
E e se fingessimo che la realtà sia quella oltre lo specchio e il sogno tutta questa noiosa e ammorbante quotidianità?
Così potrai ballare con me, estraendo dal cilindro del cappellaio matto una fantasia nuova a ogni passo di danza, volteggiando su cuori e pensieri che non vanno mai in frantumi e dove non sono solo o dolcetti a sussurrarti mangiami e bevimi, ma anche le mie labbra.
Certo, dolce Alice, sarebbe stato molto più facile lasciar fuggire il Bianconiglio senza inseguirlo.
Guardarlo semplicemente correre via, ma sarebbe così scappata anche la tua fantasia.
Potevi certamente restare nel tuo piccolo mondo, continuare a essere ciò che in realtà non sei, tutto più semplice, più logico, più normale.
Eppure hai deciso di spingerti oltre, oltre lo specchio, oltre il consueto, oltre il possibile, lasciando uscire le più segrete sfumature di te.
Per perderti in una infinita e turbinante ora del the con il folle cappellaio.
Perché in realtà il Cappellaio Matto vuole solo trovare il cuore di Alice e stringerlo tra le dita, mostrarglielo e farle vedere come batte e quanto può fermare il tempo, o scorrere con esso, all’unisono, come un vitale metronomo.
Sa che è sommerso da schegge di vetro, perduto e sparso negli incubi di tutto il mondo ma non teme il buio. Seppur folle era un cavaliere, un tempo.
Sa scendere nei profondi abissi delle sue stesse paure, noncurante dei tagli sposta a mani nude le lame e le schegge acuminate che nascondono e proteggono i segreti di Alice, pronto a sfidare il tempo stesso per assaporarli e viverli, uno a uno.
E così dopo aver ammazzato lo stesso tempo, fermandolo in un’interminabile ora del the, perduto nell’attesa di lei, continua a cercarle il cuore.
E lo trova, alla fine.

Written by Michele

9 novembre 2015 at 11:37

Scrivere, scrivendo dello scrivere in sé

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Scrivere in fondo è la mia ecstasy, la mia marijuana, il mio narghilè o la mia pipa d’oppio.
È la mia personale, estatica ed estraniante droga.
È il mio vizio.
È la mia ebbrezza alcolica.
È il mio sfiorare menti sconosciute, accarezzarle, stuzzicarle e condurle a qualche emozione.
È il mio indulgere in tentazione, il mio peccato, la mia confessione e insieme assoluzione.
È la mia preghiera al dio che risiede nella mia testa.
È la mia evocazione ai demoni più oscuri, gridata a volte nelle notti più nere permeate dagli innominabili pensieri.
È uno dei modi che conosco per fare l’amore con me stesso, perché dopo mi rimane l’odore dell’estasi sulle dita, mentre conduco il mio corpo in luoghi dove non sto respirando davvero, con illusioni che diventano però infinite sensazioni.
È
il mio modo di vivere un’emozione speciale, profonda, personale e intima, persino più del sesso, che tante volte si fa senza pensare e senza sapere quali misteri e meraviglie possa racchiudere io quando mi stringono tra le braccia, invece scrivendo mi spoglio totalmente di fronte a qualcuno, persino più nudo del nudo, molto più di quando mi tolgo semplicemente i vestiti. Totalmente esposto, ogni difetto, ferita e intimo segreto.
È il tempo, che passa e scorre insieme ai caratteri che via via si rincorrono sulla tastiera e nella mente, perché o
gni carattere alla sinistra di quello che sto scrivendo, ogni lettera alla sinistra di quello che state leggendo, è il passato, mente ilo spazio vuoto, bianco che appare alla destra, la prossima lettera, è il futuro. La penna, l’inchiostro che macchia il foglio o il dito che sta per appoggiarsi sulla tastiera, spinto dal pensiero della lettera, della parola, è il presente che, appena viene realizzato, smette di essere tale per diventare altro.
È l’atto malinconico per eccellenza, il vano, frenetico e fremente tentativo di trattenere nel presente tutto ciò che sta inesorabilmente scivolando nel passato, di fissarlo e renderlo eterno, o almeno più duraturo.
È
mettere la mia anima su un foglio, renderla un foglio di carta e poi strapparla a volte, oppure accartocciarla e farla rotolare via, come gettata in un angolo, oppure piegarla come una barchetta da lasciar navigare in acque tumultuose, tra onde immani e tempeste perfette, e persino farne un aeroplanino da lasciar volare verso l’isola che non c’è.
Scrivere in fondo è semplicemente il mio cammino, la mia seconda stella a destra, e poi dritto fino al mattino.

Written by Michele

24 ottobre 2015 at 10:48

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Acrobatico swing

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Perché in fondo io sono solo sono semplicemente complicato.
Percorro la vita come un acrobata ubiraco, ondeggiando sulla corda che collega me e tutto ciò che vorrei, tesa sull’abisso delle delusioni e dei rimpianti.
Con la voglia e la fantasia che dà fiato e toglie le vertigini.
E non mi basto mai.

Written by Michele

5 ottobre 2015 at 16:59

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Bambini assenti e presenti, attenti!

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Looking back over my shoulder
I can see that look in your eye
I never dreamed it could be over
I never wanted to say goodbye



Sono stato molto, persino troppo distante da questo blog ultimamente, probabilmente la più lunga assenza dal tempo della sua creazione.
È però questo il mio eterno modo di essere, se una cosa non posso farla bene non la faccio per nulla, e rendendomi conto ultimamente di non aver sufficiente tempo (o voglie?) da dedicargli l’ho abbandonato solo soletto fin troppo a lungo.
In verità ho passato meno tempo al pc di recente, sono tornato a dedicarmi di più ai racconti, e a Tumblr soprattutto, che confesso impera sul mio tempo in rete e che si confà perfettamente alla mole di brevi minchiate che si originano di continuo dalla mia mente.
Però non posso lasciarlo così a vagare abbandonato nell’immensità della rete, così mi riprometto di tornare ad aggiornarlo almeno ogni tanto, nella speranza mi torni piena l’ispirazione.
Quindi alzo i calici al ritorno qui, in un brindisi purtroppo solo virtuale con tutti coloro che (incredibilmente?) Hanno continuato lo stesso a passare da queste parti.
Anche perché la chiave etilica e allucinatoria è l’unica possibile per decifrare la realtà che mi circonda, che mi risulta, senza alcolici, totalmente incomprensibile.

Written by Michele

16 agosto 2015 at 11:13

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Crediamoci addosso

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Credo che ci voglia un dio ed anche un bar
credo che stanotte ti verrò a trovare per dirci tutto quello
che dobbiamo dire o almeno credo
credo proprio che non sia già tutto qui e certi giorni invece
credo sia così redo al tuo odore e al modo in cui mi fai sentire
a questo credo

Io credo.
Credo che ci voglia un bar, ma del dio posso anche fare a meno (scusa Liga)
Credo che il sesso sia fantastico, ma fare l’amore ogni tanto irrinunciabile

Credo che la carbonara con la panna, o con l’uovo che sfiora solo la padella sia atto di lesa maestà
Credo che bere per dimenticare sia assolutamente inutile, ma farlo per godersela sacrosanto
Credo che i social abbiano unito innumerevoli solitudini, ma parlare con qualcuno senza usare le dita sia sempre meglio
Credo che l’universo non sia infinito, ma la mente umana sì
Credo che leggere sia viaggiare da fermi e vivere molte più vite di quante si potrebbe avere naturalmente
Credo che
senti dentro di te un grande, intenso, profondo e inesplicabile senso di vuoto… Devi mangiare, è fame!
Credo che tutti si desideri cogliere l’attimo, sempre, ma poi si passano innumerevoli giornate abuliche sul divano pensando, lo farò domani
Credo
che se non hai mai riso profondamente, sguaiatamente e liberamente mentre fai l’amore, del piacere non sai nulla
Credo che ogni uomo abbia in sé un tremendo mostro incatenato capace delle azioni più scellerate, se per sbaglio viene liberato
Credo che suscitare una qualche forte emozioni con ciò che scrivo sia sempre un immenso e profondo orgasmo cerebrale
Credo che
se decidi di rifiutare e rinnegare il sogno, poi puoi solo masturbarti con la realtà
Credo che
ciò dona veramente intensità a una tentazione non sia la grinta del male, del peccato, ma il luccichio del bene e dell’innocenza che vi è mischiato
Credo che l’ultimo cucchiaino di nutella e poi basta, non sia mai davvero l’ultimo
Credo che esagerare nel gioire di una vittoria di qualcuno per cui semplicemente tifi sia come pensare di aver scopato dopo aver visto un porno
Credo che sia vero che la
sessualità femminile viaggi su un piano superiore a quella maschile, più cerebrale, ma poi abbiano voglia di scopare come animali anche loro
Credo che tutto quel tempo prezioso sprecato a dormire sia mostruoso, però restare a sonnecchiare al mattino è puro piacere
Credo che dopo ci sia solo l’oblio, il nulla più spaventoso, ma spero ardentemente di sbagliarmi
Credo che molti abbiano già smesso di leggere, ma se giungi fin qui hai sicuro dentro una scintilla di rivelazione
Credo che l’Italia sia un paese assurdo, osceno, vergognoso, eppure meraviglioso ecco perché non vorrei mai essere nato o vivere in qualsiasi altro
Credo che la noia partorisca mostri, ecco perché in questo palloso pomeriggio in negozio mi sono cimentato in questa cosa assurda
Credo che troppi vizi siano deleteri, ma gola e lussuria irrinunciabili
Credo che la vera favola dovrebbe sempre iniziare con un ci sarà, mai c’era.
Credo che se fossi una donna mi innamorerei follemente di me, ma forse poi mi manderei anche affanculo
Credo che la sincerità sia qualcosa di stupendo, che se praticata assiduamente ti farebbe odiare da gran parte della popolazione mondiale
Credo che tutti siamo unici e speciali, ma tanti restano dei coglionazzi
Credo che mantenere il lato fanciullo sia stupendo, ma giocare ancora con le bambole da adulto preoccupante (anche quelle gonfiabili)
Credo che le persone speciali si trovino come per magia nella vita, ma si perdano con altrettanta facilità
Credo che tutti ci sogniamo un po’ troppo addosso
Credo che tutti dovremmo credere in noi stessi, sempre, anche quando ci mentiamo spudoratamente
Credo che
la principessa sul pisello non sia stata poi così tanto scomoda come raccontano
Credo che quasi ogni donna possa far fare a quasi ogni uomo quasi qualsiasi cosa (tranne quelle poche che vorrebbe però davvero)
Credo che la vita sia veramente come un gelato, devi solo imparare bene a leccarla
Credo che a questo punto io abbia scritto veramente troppo
E tu? Tu cosa credi?

Written by Michele

9 aprile 2015 at 18:36

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Noras Erotica

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the.blonde.emigrant

Random feelings, crazy life

Un Folletto in abito da sera

Io sono quella che, con le parole, crea origami per decorare le pagine

Rupestreblog

Tutte le montagne sembrano basse per chi è già giunto in vetta.

Marmellata di pensieri

Cosa dice la mia testa

Note di Rugiada

Scrivere è dar voce al silenzio

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

I PENNAIOLI USANO ANCORA CARTA, PENNA E CALAMAIO. SCRIVONO DA ANNI RACCONTI E LI DIFFONDONO ATTRAVERSO PICCIONI VIAGGIATORI AI LORO LETTORI. ALCUNI AMICI NE HANNO SELEZIONATI E RACCOLTI UNA PARTE E HANNO APERTO UNA “BOTTEGA DELLE LETTERE” PER POTERLI DIVULGARE SPONTANEAMENTE ATTRAVERSO INTERNET. NE “LA BOTTEGA DELLE LETTERE” SONO CUSTODITI FRAMMENTI DI QUOTIDIANITÀ, VISSUTA O IMMAGINATA: ESPERIENZE, PARADOSSI, INNAMORAMENTI, EROS. UNA BOTTEGA APERTA AGLI AMICI E A TUTTI COLORO CHE PASSERANNO A trovarci e che con il loro sostegno ci stimoleranno ad esprimerci in modo sempre più creativo e fantasioso.

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