Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Cucinare

with 34 comments

Ma che bontà, ma che bontà,
ma che cos’è questa robina qua, m
a che bontà, ma che bontà,
ma che gustino questa roba qua,

A me piace da sempre molto cucinare, ma perché cucino?
Semplice, per passione, anche perché quello è il solo modo per farlo bene.
Naturalmente per prima cosa passione per il cibo visto che mi piace mangiare bene, mangiar male è delittuoso, mi mette di cattivo umore, mi indispone.
Il gusto, il piacere per il buon cibo è parte integrante della sensualità, che parte dalla bocca, dalla lingua e dal naso, passando attraverso le mani, la pelle e giungendo poi fino al sesso.
Un buon cibo e un buon vino, danno un piacere profondo, strettamente legato a quello sessuale, anche il suo fulcro è un po’ più in alto, se poi a questo unisci la passione per una persona, ecco la ricetta ideale, qui si giunge all’apice culinario, i piatti possono arrivare ad avere un sapore talmente delizioso da far innamorare.
Perché forse dio fece il cibo, ma senza dubbio è il diavolo che ha fatto i cuochi.
Credo di aver iniziato a cucinare (oltre che per la necessità di cibo nelle lunghe estati da ragazzo da solo nella casa al mare) per il piacere incommensurabile di assaggiare i cibi durante la preparazione, per godere ancora della gioia infantile di infilare un dito dentro ad ogni cosa e portarlo alla bocca, scoprendone il sapore.
Lo facevo da bambino, con qualsiasi cosa passasse dalla cucina, ricordo il fascino provato ad osservare le mie nonne nelle lunghe preparazioni di un tempo, il piacere dell’assaggio dei ripieni degli agnolotti, o l’impasto dei dolci.
Fu certo allora che iniziai ad apprezzare il piacere del cibo freddo, che esalta molto di più i sapori e i contrasti di gusto.
Ancora adesso mi scopro spesso, quasi inconsapevolmente, ad assaggiare l’impasto delle torte, la pasta cruda, o i sughi mentre cuociono. Insieme al piacere del gusto e olfatto poi, c’è naturalmente il piacere del manipolare le cose, del tatto.
Adoro per esempio impastare, con movimenti dolci e insieme forti, affondare le dita e la mano nella cedevole soffice profumata massa della pasta, quasi come massaggiare la morbida e soda insieme carne di un sedere, o un seno femminile.
Poi il ritmo dell’uso di un coltello affilato, mentre affetto sottili le verdure da mettere in padella, scartocciare l’aglio tra le dita, lacrimare copiosamente nell’atto di affettare la cipolla, persino sbucciare la frutta per una macedonia.
Perché le mani in fondo poi conservano l’impronta, il succo, l’aroma dei cibi che hanno sfiorato, un profumo sottile, così, annusando le punte delle dita, si sente il profumo stesso della mia cucina, quasi in anticipazione del piatto finale.
Il piacere finale è poi nel condividere ciò che si è creato e nell’atto del mangiare.
Nel piacere del gusto, si può scoprire molto di una persona. Per esempio io diffido di chi pilucca appena nel piatto, quasi svogliatamente come se nutrirsi fosse solo un dovere, una necessità oppure degli iperschizzinosi, che per principio non assaggiano, non amano sapori forti e nuovi, e che evidentemente sono chiusi ad ogni passionalità frenata.
Mi piace invece chi mangia con gusto, con il sorriso e chi sa apprezzare quello che cucino, o anche chi critica, purché abbia almeno assaggiato prima, chi almeno prova qualunque cosa si trovi davanti, per poter poi dire ho assaggiato, ho gustato.
Perché se non c’è uomo che non possa bere o mangiare, non sono poi così tanti davvero in grado di capire che cosa abbia veramente sapore.
A volte mi piace anche viziarmi un po’, quando sono solo a casa, magari mi cucino qualcosa di delizioso, un po’ di musica, imbandisco la tavola con ogni ben di dio.
Certo poi non mi piace mangiare proprio così, da solo, e penso che ci vorrebbe la presenza di qualcuno, che renderebbe tutto ancora più buono…
L’ideale sarebbe un’orfanella affamata che guarda da dietro i vetri, mentre cade la neve…

 

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Written by Michele

18 marzo 2013 a 10:22

Pubblicato su pensieri

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34 Risposte

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  1. già scrissi ad un altro blogger, bravo cuoco ma certamente meno vanitoso, che un uomo che sa cucinare per me rasenta già la perfezione. Dopo anni passati a “dover” preparare cibo, la gioia della cucina tende un tantino a decrescere e avere accanto un masterchef è impagabile. tranne poi scoprire che invece di guardarti attraverso la flute di champagne si diletta a ghignare all’orfanella fuori dalla finestra.

    elinepal

    18 marzo 2013 at 20:48

  2. ah! uomo dalle mille risorse, pure bravo in cucina 🙂

    germogliare

    18 marzo 2013 at 18:20

  3. … e se cucinare alla perfezione servisse solo a riempire quel vuoto che uno ha dentro?
    Quella voragine che ti divora e tu cerchi di riempirla con quanto di meglio sai cucinare sperando non arrivi a fagocitare tutto di te rendendoti ogni giorno sempre più vuoto, sempre più spento butti dentro cibo solo perchè oramai dentro non c’è più nulla da mangiare e… aspetta… mi sa che sto parlando di me. Douh!
    Sta sera mi consolo con filetto a scacchi -_- sigh.

    ialeene

    18 marzo 2013 at 17:01

    • Hahaha boh. Può anche essere. Ma io a cucinare e mangiare mi diverto e emoziono molto. E poi gola è il mio secondo peccato preferito 😉

      Michele

      18 marzo 2013 at 17:05

      • Faccio una certa fatica invece a capire quale diamine è il primo… bah.
        Oh proprio non ci arrivo sai! :p :p :p :p

        ialeene

        18 marzo 2013 at 17:18

  4. Wow! non amo molto cucinare… 😦
    Buon inizio settimana 🙂

    lella

    lella

    18 marzo 2013 at 13:02

    • eh si può sempre scoprire il piacere della cucina 😉
      buon lunedì a te lella

      Michele

      18 marzo 2013 at 13:09

  5. Sono orfana, sono affamata, ti guardo da questo blog che è come una vetrina: che vogliamo fare? 😉

    Diemme

    18 marzo 2013 at 12:15

    • haahhah ok ok, cedo all’ironia e ti faccio entrare a cena 😉

      Michele

      18 marzo 2013 at 12:24

  6. Non amo molto cucinare ,mi piace di più mangiare ! 😉
    Sei un sadico a lasciare che una poveretta ti guardi mangiare dai vetri della finestra. :mrgreen:
    Potresti invitarla e chissà che da cosa non nasca cosa! 😆 🙄 :mrgreen:
    Ciaooooo
    liù

    liù

    18 marzo 2013 at 11:19

    • hahahaah dici? beh sì un poco sadico lo ammetto….
      mangiare è delizioso, ma anche cucinare mi piace assai
      ciao ciao a te 😉

      Michele

      18 marzo 2013 at 11:21

  7. Si, Chef! 🙂

    …e qui si “va di panza” eh….

    tramedipensieri

    18 marzo 2013 at 11:18

    • hahaha si va si va…
      e io da solo non mi “diludo” mai 😉

      Michele

      18 marzo 2013 at 11:20

  8. Anche per me è così, soprattutto con i dolci, invento ricette le perfeziono le provo e riprovo, ha un valore catartico immenso. Hai visto il film la cuoca del presidente? E’ ore al cinema, ninete di che ma c’è questa passioneper la cucina che rende bella l’atmosfera.

    Calipso la Liberidea

    18 marzo 2013 at 11:04

    • no, mi manca quel film (uno dei miei preferiti di cucina è il pranzo di babette)
      io sono più per il salato, anche se il mio tiramisù è famoso!
      ma è vero, cucinare, provare, assaggiare e scoprire nuovi sapori è catartico

      Michele

      18 marzo 2013 at 11:06

      • No a me piace prprio la creazione sai, come uan strega mescere ingredienti e trarne sapori spettacolosi e le decorazioni **

        Calipso la Liberidea

        18 marzo 2013 at 11:09

        • sì sì anche, io non ho mai seguito una ricetta esattamente, non resisto senza aggiungere, modificare e assaggiare ogni volta qualcosa di differente (anche le mie modifico)

          Michele

          18 marzo 2013 at 11:11

  9. sei un masterchef!! 🙂

    itacchiaspillo

    18 marzo 2013 at 10:35


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