Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Scrivere, scrivere, scrivere

with 35 comments

Certe notti sei solo più allegro,
più ingordo, più ingenuo e coglione che puoi
quelle notti son proprio quel vizio
che non voglio smettere, smettere, mai…

Certe notti, e anche certi giorni bisogna proprio scrivere, scrivere!
Scrivere a volte per far passare il tempo, per fare gocciolare sulla carta (o meglio sullo schermo ormai) i sentimenti, le sensazioni e le emozioni, per dare infine ritmo e colore al tempo.
Poi ho così tanto da scrivere, ben due racconti, un lungo horror e un romanzo da finire, e manca sempre il tempo.
E accade poi che, in verità, le cose che scrivo più spesso non sono poi così importanti o profonde, sono in fondo solo lettere, parole che giocano a rincorrersi nella mia testa e a furia di girare ogni tanto si scontrano formando insieme di senso apparentemente compiuto, fuoriuscendo così dalle mie dita (le due che hanno imparato a picchiettare) su questa tastiera, come fossi un piccolo Schroder, con un pianoforte giocattolo a suonare emozioni.
E in questi attimi ho davvero bisogno di non fermarmi, di scrivere tutto quello che penso, di esprimermi, anche se so che spesso le persone che leggono non ci arrivano, non giungono magari nemmeno in fondo,
Forse dovrei essere meno prolisso, più comprensibile o abbordabile, ma in fondo io stesso non sono niente di tutto questo e ammetto che nonostante tutto questo mio essere mi piace, e molto, e il pensiero reale è che chi non arriva a me non è tanto perché io fugga veloce, un po’ troppo presuntuoso o egocentrico, ma perché non è in verità abbastanza speciale.
E allora in questi giorni di freddo e di mancata primavera, in cui pensieri e sogni vagano ancora prepotentemente verso calde isole lontane e mari scintillanti e trasparenti, verso sogni lontani di vacanze, di piaceri con cui giocare, ho già una voglia sfrenata di fuggire, di rivoluzionare tutto, anche a costo di non fare capire chi sono cosa voglio.
Forse in certi momenti sono davvero un uomo incoerente, come mi accusa qualcuno, che non sa davvero realmente ciò che vuole, e in un certo qual modo potrebbe anche essere vero, d’altra parte credo che anche questo mi renda ciò che sono, un me stesso un po’ speciale, un po’ complicato, un po’ unico.
Certo è vero, spesso nella vita ho sfruttato piccole scorciatoie, diciamo l’applicazione del pensiero laterale.
Ricordo per esempio da bambino il mitico famigerato cubo di rubik, lo ricorderete tutti quel malefico cubo ruotabile che doveva essere ricomposto con tutte le facce dello stesso colore, beh dopo innumerevoli tentativi, non volendo cader preda della frustrazione, con una risata ho staccato tutti i quadratini di carta colorata adesivi, riattaccandoli ricomponendo il cubo originale.
Semplicemente pensiero laterale.
Perché in fondo c’è sempre una seconda possibilità, e se è pur vero che se la vita non ti sorride, è inutile continuare a farle il solletico.
Venderò cara la pelle!
Come disse Annabella di Pavia all’associazione pellicciai…

 

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Written by Michele

25 marzo 2013 a 10:16

Pubblicato su pensieri

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35 Risposte

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  1. Ciao Michele
    Penso che un pò tutti noi siamo incoerenti e che in fondo non è semplice sapere sempre quello che si desidera veramente I desideri sono spesso contrastanti tra di loro e qindi si potrebbe dire che l’insieme di emozioni e sensazioni e pensieri e idee che ci rendono una persona fanno di ognuno di noi persone speciali, e uniche. Il problema è che non sempre i tempi coincidono e purtroppo con tanti ci si sfiora appena o non ci si trova mai. Ed è un vero peccato…

    Ti saluto
    Elena

    ely1space

    28 marzo 2013 at 19:41

    • Ciao elena. Proprio così. Spesso è la tempistica che ci frega 🙂
      Un sorriso. Buona serata

      Michele

      28 marzo 2013 at 19:49

  2. Bravo, intenso!
    “c’è sempre una seconda possibilità”?
    Non ne sono così certa, anzi…
    Dimmi come fare, per favore?:-)
    In barca a vela una seconda possibilità non è complessa per me.
    Nella vita, sì.

    Molto indovinata la chiusa!
    Grazie.
    🙂
    gb

    gelsobianco

    26 marzo 2013 at 04:06

    • Grazie. Beh si spera ci sia sempre una seconda. E pure una terza possibilità. Infinite possibilità. Basta volerla credo.
      Non male la barca a vela. Una vita che non ci vado 🙂
      Buona giornata

      Michele

      26 marzo 2013 at 08:50

  3. Hai fregato pure il cubo? lo dico sempre che sei un mito! Ah, ha, ha,…
    Voglio la primavera e invece piove, piove e tira pure vento!
    Che barba, che noi, che barba! (grande e ironica Sandra)

    fulvialuna1

    25 marzo 2013 at 19:15

    • Ahhaha doppio mito. Con il fiocco 😉
      La primavera arriva arriva.
      (Mitica Sandra. È grande Raimondo. Li adoravo fin da bambino)

      Michele

      25 marzo 2013 at 19:18

  4. Bello cambiare rotta ogni tanto…uno ci prova, vive, trova soluzioni…come per il cubo di Rubik 🙂
    basta camminare al meglio delle nostre possibilità…
    Buona settimana
    lella

    lella

    25 marzo 2013 at 17:53

    • eh sì, la rotta va adattata e modificata secondo l’istinto e il vento.
      e le soluzioni, a cercarle ci sono sempre
      buona settimana a te

      Michele

      25 marzo 2013 at 17:56

  5. Siamo tutti noi stessi…
    E la vita ci sorride di più se ci cammuffiamo ogni tanto da altri
    Happy week
    Kiss
    Mistral

    ombreflessuose

    25 marzo 2013 at 13:07

    • Hahaha bella teoria. Potrei provare a camuffarmi da brad pitt. Chissà se funziona 😉

      Michele

      25 marzo 2013 at 13:08

  6. Ma che bello il tuo blog………
    Tornerò a trovarti.
    Buon inizio di settimana,
    Luciana

    lucianaele

    25 marzo 2013 at 12:55

    • Ma grazie. Sarà un vero piacere riaverti qui.
      Buon lunedì.
      Ciao ciao

      Michele

      25 marzo 2013 at 12:56

  7. Trovami uno nella vita che sa quello che vuole e che non cambia rotta, ti sfido. Direi più che altro che lòa vera sfida nonè tanto prenderti ciò che vuoi, ma lottare per averlo, ti cito la frase inflazionata “conta il cammino e non ilraggiungimento dellameta”, quindi credi davvero di aver sbagliato?

    Calipso la Liberidea

    25 marzo 2013 at 11:45

    • ah no, non penso, anzi cerco di godermi il cammino, anche se spesso cambio via, torno indietro e faccio giravolte tortuose 😉

      Michele

      25 marzo 2013 at 11:47

  8. Ma che bello…sei riuscito a trovare comunque la soluzione… incantata da tanta fantasia… 😉

    (rimavoluta)

    tramedipensieri

    25 marzo 2013 at 11:23

  9. “Vola via, fantasia,
    È il tuo tempo, fai il tuo nido dove vuoi,
    Non c’è niente che ti può fermare,
    Niente che non vuoi.
    Fantasia, mia vecchia amica, quanto bene che mi fai,
    Che pazzia questa estate,
    Ti ho seguita ovunque andavi,
    Fantasia.
    Ho bevuto al tuo bicchiere, mi hai tenuto compagnia,
    Anche se quando sei stanca ridiventi nostalgia,
    Senza meta né bagaglio, noi viviamo in libertà,
    Catturando un po’ di nuvole qua e là,
    Preferendo l’avventura,
    Noi rischiamo, fantasia,
    Non esiste l’impossibile ma esiste la magia,
    Fantasia…..
    Fantasia, quanti chilometri che faccio a spese tue,
    Raccogliendo gioie e lacrime, facendo poesie, …”

    ecco cosa mi ha fatto venire in mente questa lettura 🙂

    liberadidire79

    25 marzo 2013 at 10:30

    • wow bellissimo, la mia fantasia è generalmente così, sfrenata 🙂
      grazie

      Michele

      25 marzo 2013 at 10:32

  10. Ti sorrido, anche se qui fa un freddo bestiale… cazzarola… Ed io che credevo fosse primavera 😦
    Ho fatto già tre volte le scale, senza indossare nemmeno un giacchino, per andare dal mio babbo, sotto.
    Carina, questa cosa di preccuparmi per lui e di lui che si preoccupa per me, ché prendo freddo.
    Vorrà dire che, se mi beccherò l’influenza, farò un fischio ad Annabella 😉

    Baci 4 U!

    P.S. Odio profondamente il Cubo, perché vince quasi sempre.

    Elisabetta Lelli

    25 marzo 2013 at 10:27

    • buongiorno, eh fa freddo pure qui, parecchiotto per una primavera.
      baci a te, il cubo è odioso, dopo averlo così abilmente fregato non l’ho mai più ripreso in mano 🙂

      Michele

      25 marzo 2013 at 10:29

      • Da quando feci morire di fame e di sete il mio piccolo Tamagotchi cerco accuratamente di evitare le cose morte la cui esistenza dipende da me 😉

        Elisabetta Lelli

        25 marzo 2013 at 10:33

        • Ah, il tamagotchi credo non abbia sofferto.
          Credo. Uhm…
          Però, il mio, non è stato un TamagotchiCIDIO doloso. Lo giuro!
          😀

          Elisabetta Lelli

          25 marzo 2013 at 10:34

          • ahahah credo di averne avuto uno pure io, mi sa sia finito dopo pochi attimi di vita in un cassetto a svanire persino nella memoria…
            magari è finito su un altro piano esistenziale 😉

            Michele

            25 marzo 2013 at 10:36

        • haahha povero tama 🙂

          Michele

          25 marzo 2013 at 10:35

  11. mi limiter a dire: “Vender cara la pelle! Come disse Annabella di Pavia all’associazione pellicciai…” OLD.

    ialeene

    25 marzo 2013 at 10:26


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