Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Ne conquista più la Gola della Spada

with 26 comments

Piccola personale dissertazione psico-afrodisiaco-culinaria.

Mi capita saltuariamente tra le mani un vecchio libro di cucina (forse il primo che abbia mai comprato), la cucina di Afrodite, scritto dal grande Ugo Tognazzi, un bellissimo libro di ricette, che l’autore sostiene essere molto afrodisiache.
In realtà io credo che ciò che possa rendere davvero eccitante una cena siano più che altro i pensieri, gli sguardi, i gesti di chi partecipa (specialmente se si tratta di una cena a due).
L’osservarsi reciprocamente gli occhi, le labbra, la bocca mentre si riempie e si svuota progressivamente, la lingua che, a volte, appare lieve a solleticare e ripulire le labbra.
Il saper godere con ogni senso mentre si assapora, anche in maniera deliziosamente provocante, i bocconi più succulenti.
Saper cogliere la sensualità delle mani che si muovono sul piatto, sulle posate e ancora di più intorno al calice, di come il vino scivola lungo il cristallo per riversarsi tra le labbra, bagnandole delicatamente.
Ed è proprio in queste percezioni sensoriali, capaci di provocare sguardi e gesti di reciproca intesa e di profonda complicità, che risiede e vive il vero potere afrodisiaco del cibo, perché la stimolazione del palato non tarda mai a espandersi e coinvolgere tutti gli altri sensi.
Anche perché, onestamente, cosa si desidera sempre appagare prima di tutto se non la mente?
Non esiste quindi piacere più grande per soddisfare il cervello e la mente delle curiosità e delle fantasie, il vero alimento dell’intelligenza e dello spirito.
In fondo nati non fummo a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza, e qui esco un attimo dal discorso e mi autocompiaccio per la dantesca citazione, alla faccia della cara professoressa di italiano che per 5 anni di liceo ha sostenuto (in verità abbastanza a ragione) che non aprissi mai la divina commedia, e anche del buon Benigni che ormai sembra il solo depositario della suddetta.
In fondo è innegabile che il rapporto con il cibo sia un momento importante della nostra vita, con una simbologia e un valore che trascendono ormai la sua semplice, iniziale funzione nutritiva.
Così, insieme al piacere della gola, la stessa Afrodite balza protagonista, perché le sensazioni gustative inconsciamente rievocano le molte altre piacevoli sensazioni corporee fino ad unire indissolubilmente eros e cibo.
Ma tornando all’argomento iniziale, i “cibi afrodisiaci”, sorge spontanea la domanda:
Esistono davvero cibi afrodisiaci o sono solo un’invenzione della mente?
Certo non è facile dare una risposta, in genere molti reputano certi cibi afrodisiaci per via del loro contenuto in sostanze piccanti o vasodilatatorie, applicando quindi una base di ragionamento scientifica, altri si basano più sulle caratteristiche tipiche del cibo in questione, ma certo nulla di sicuro si conosce davvero al riguardo.
Sicuramente ci sono molte esagerazioni, ad esempio si dice che le ostriche siano molto afrodisiache, ma l’ultima volta che ne ho mangiate una dozzina, solo sette hanno poi fatto effetto (per chi eventualmente non capisse qui la battuta, sono disposto anche a una dimostrazione pratica).
Quali sarebbero quindi esattamente i cibi Afrodisiaci?
Il termine “Afrodisiaco” risale agli albori della cultura Greca.
Discende appunto da Afrodite, la dea dell’amore e della bellezza, gli afrodisiaci comprenderebbero quindi bevande, cibi, odori, erbe, prodotti chimici e altre sostanze che incrementano (o dovrebbero incrementare) la libido.
Gli Afrodisiaci nascono per influenzare uno o più dei sei sensi, Vista, Udito, Odorato, Tatto, Gusto e, ultimo, non considerato tra i 5 sensi classici, ma non meno importante, Mente.
Ma certo alla fine sono immaginazione, complicità e gioco i presupposti su cui si basa il vero potere afrodisiaco di certi cibi.
Alcuni alimenti derivano il loro “potere” da evidenti associazioni visive, dall’aspetto quindi (fallico o vaginale), come l’asparago, il cetriolo, l’avocado, la polvere di corno di rinoceronte, il fico, l’ostrica e i molluschi in genere, che sono peraltro ricchi di minerali e sostante nutrienti ed erano usati allo scopo in abbondanza dai Romani.
Altri dalla loro stessa natura genitale, come i testicoli di vari animali o lo sperma di cervo o asino (sempre retaggio dei Romani).
Molti, specialmente diverse erbe e spezie, conterrebbero poi diverse sostanze atte ad aumentare o migliorare il desiderio, il caviale (ricco di zinco e anche ricco di suo visto il prezzo), il cioccolato (ricco di antiossidanti ed eccitanti), il peperoncino (estremamente vasodilatatorio), e poi zafferano, anice, chiodi di garofano, coriandolo, origano, pepe, zenzero, noce moscata, senape e vaniglia.
Infine gli alcolici, che in piccole dosi tendono ad euforizzare e far abbandonare le inibizioni.
Ma ciò che occorre veramente perché la cucina sia Afrodisiaca è che riesca a i
nebriare davvero tutti i sensi.
La vista.
L’occhio vuole la sua parte perché prima l’immagine forma i sogni e poi sviluppa desideri, quindi in cucina come in amore la vista va stupita, stuzzicata. Quindi occorre sbizzarrirsi con la fantasia e la cura del piatto.
L’udito.
Durante una buona cena il piacere di una buona, intima e profonda conversazione, i rumori discreti e l’atmosfera ovattata, al limite con una lieve musica di sottofondo, creano una situazione di benessere che predispone all’intimità ed alla seduzione.
Gusto.
Senza dubbio il senso più coinvolto, con i molteplici sapori dei piatti, che devono quindi contenere sapienti contrasti di caldo-freddo, morbido-croccante, dolce-amaro-piccante, atti a stupire e coinvolgere.
Olfatto.
L’odore anticipa il piacere della gola, fa sognare, stuzzica la fame ricordandoci anche sensazioni già vissute o prospettandone di nuove.
Tatto.
Nella tavola tutto partecipa al piacere e quindi va accuratamente predisposto e pensato, proprio come il vestito e la biancheria nel corpo dell’amante. E poi usare le mani spesso rende ancora più afrodisiaco, eccitante l’atto del mangiare, soprattutto se ci si scambia il cibo con le dita.
E’ pertanto in questa combinazione di tutti i sensi che si trova la magia dell’indissolubilità di gastronomia ed eros.
Ed è
certo che se inviti a cena una deliziosa fanciulla e grazie al cibo e all’ambiente preparato con cura le sue labbra si fanno infuocate, i suoi tremiti si fanno impetuosi tra le tue braccia, gli occhi ardono e si dilatano…
Scordatela, sicuramente ha la malaria…

 

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Written by Michele

11 aprile 2013 a 19:06

Pubblicato su pensieri

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26 Risposte

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  1. OVAZIONE PER QUESTO POST ❤

    La Rockeuse

    13 aprile 2013 at 17:15

  2. Scusami, Michele, per il mio ritardo nel risponderti! Sono alle prese con un lavoro estremamente complesso!
    Buon fine settimana!
    Ti sorrido
    gb

    gelsobianco

    13 aprile 2013 at 03:52

  3. AHAHAHAHAH la malaria addirittura?
    Io sono quasi sprovvista di olfatto, quindi il gusto dei cibi e compromesso, però penso che tutto nasca dal pensiero. e io, che buongustaia non sono, preferisco un duello prima dell’amore… ma perché far pace è sempre dolce 😉 meglio di una torta deliziosa!
    ciao!

    blanca mackenzie

    12 aprile 2013 at 18:52

    • Eh già. Un bel duello amoroso non è affatto male 🙂
      Mi trovi abbastanza concorde. Anche se la mia golosità apprezza anche la torta deliziosa

      Michele

      12 aprile 2013 at 18:53

  4. Scusami se passo di rado, ma vedi quanto mi tengono impegnata tutti? un abbraccio, sei sempre bravissimo..:))

    roselouise1

    12 aprile 2013 at 15:34

  5. divertente! indubbiamente infilare piccoli deliziosi chicchi d’uva fra le labbra dell’amato bene è più afrodisiaco che affettare maleodoranti braciole di porco grondanti unto.
    Non concordo tuttavia nell’idea che “la mente” sia così determinante nella buona riuscita dell’impresa. Forse sì se per mente intendiamo la suggestione. Ma afrodisiaco è tutto ciò che porta verso l’abbandono di una stato prettamente “mentale” per portare l’attenzione non più al pensiero ma alla sensazione: come scrivi tu, cioè, tutto ciò che attiene ai 5 (o più) sensi: dimensione corporea. Del resto la mente dov’è se non nel corpo?
    Ah, l’unico alimento di cui sia stato scientificamente dimostrato il potere afrodisiaco è la polenta. Sì sì, giuro!
    Grazie del passaggio sul mio blog
    Baci

    infranotturna

    12 aprile 2013 at 15:30

    • Eh si. Decisamente meglio uva. O frutti di bosco che braciole in quel senso 🙂
      Sai. Per mente io intendo desiderio. Complicità feeling. Passione. Tutto ciò che e suscitato dai sensi e dal pensiero.
      Sulla polenta mi cogli di sorpresa. Proverò a organizzare qualche polentata esagerata 🙂
      È stato un piacere passare. E tornerò
      Baci

      Michele

      12 aprile 2013 at 15:42

  6. Per me non esistoni i cibi afrodisiaci, quindi condivido la primaparte della tua stesura. Una volta mi è capitato di servire un piatto di spagetti piccantini a mio marito, ma ero in accappatoio che, guarda il caso, si è leggermente aperto sul decoltè…Addio spaghetti! Ah, ah, ah…Però mi è piaciuto il libro “Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci” di Isabel Allende: sensualità, amore, cucina una sana e divertente ironia.

    fulvialuna1

    12 aprile 2013 at 12:57

    • Hahahaha quello e sicuro afrodisiaco 😉
      Afrodita dell’allende è bellissimo davvero.

      Michele

      12 aprile 2013 at 12:58

  7. Io non ho mai creduto ai cibi afrodisiaci.
    Le ostriche a me non fanno sorgere niente!

    Penso che se la mente non parte…

    Buona serata, Michele.
    Bello e divertente il tuo post!
    Un sorriso
    gb

    gelsobianco

    11 aprile 2013 at 23:01

  8. Spero solo che sia un buon cuoco, che ami cucinare. Apparecchiare bene la tavola. Scegliere un buon vino….
    e che lavi i piatti, la cucina, spazzi e lavi il pavimento e che mi porti il caffè sul divano…..
    lol

    😉

    tramedipensieri

    11 aprile 2013 at 21:10

    • Haahhaha quasi. Io uso rigorosamente la lavastoviglie. E la colf 😉

      Michele

      11 aprile 2013 at 21:31

  9. Hai ragione, la mente prima di tutto.

    Jeanie Pooh

    11 aprile 2013 at 20:57

    • Assolutamente sempre. La mente fa tutto. Il corpo segue solo

      Michele

      11 aprile 2013 at 20:59

  10. Mai creduto al cibo afrodisiaco! Penso che quello che fa eccitare una persona sia ben altro ,esattamente come dici tu nel post,

    liù

    11 aprile 2013 at 19:44

    • Eh già. Decisamente. Il cibo giusto ha più che altro una componente psicologica
      A meno che tu sciolga del viagra nella sangria 😉

      Michele

      11 aprile 2013 at 19:47


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