Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Maschera!

with 39 comments

dietro questa maschera
c’è un uomo e tu lo sai
con le gioie, le amarezze
ed i problemi suoi
e mi trucco perché la vita mia
non mi riconosca e vada via

A volte mi sento quasi speleologo.
Mi dilungo in profonde riflessioni per cercare di comprendere e apprezzare il mio animo, le mie idee e pensieri e proprio come uno speleologo mi sembra di scendere sempre più nelle viscere, in grotte sempre più oscure e tenebrose per portare una strana tenue luce che forse non le aveva mai sfiorate.
Ultimamente mi trovo spesso a soffermarmi in riflessioni sulle maschere che tutti portiamo. Nietzsche, ricordo, scrisse “tutto ciò che è profondo ama la maschera. Dammi ti prego una maschera ancora! Una seconda maschera.”
Indubbiamente il portare una maschera è a volte una sensazione affascinante, forse anche utile o necessaria a volte, la maschera nasconde, cela tutto ciò che di oscuro o fantastico (dipende spesso dai punti di vista) ci sono in noi, profondità che spesso temiamo nessuno potrebbe comprendere pienamente (a volte nemmeno io stesso le capisco completamente).
n realtà è intenso il desiderio di trovare una persona che non solo sappia abilmente sfilare dal nostro viso una maschera dietro l’altra e portare alla luce, nuda e indifesa la nostra anima tenebrosa, ma che possa soprattutto amare ed apprezzare davvero ciò che è fuoriuscito.
Un blog, una chat e internet stessa sono in fondo la più grande, complessa e attraente delle maschere, ma nello stesso tempo possono anche rivelarsi quella non-maschera definitiva, che in realtà è il vero nostro essere, perché come Wilde, anch’io penso che fornendo ad un uomo una maschera, costui probabilmente ti dirà la verità.
Quest’ultima delle infinite maschere consente allora di liberare davvero quello che è profondamente celato in noi mostrandolo al mondo e alla luce indagatrice dei pensieri altrui ?
Siamo forse tutti attori?
Chi sono io in verità? Uno, nessuno, centomila. Ed ecco le mie verità, con la v minuscola, ovviamente.
Spesso nel liberare i pensieri mi contraddico persino, ma in fondo sono grande e contengo moltitudini. Moltitudini che premono per uscire e dire la loro opinione.
Il mondo intero in fondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne, tutti, non sono che attori (trovo veramente impossibile passeggiare tra i dilemmi della mia anima e non citare Shakespeare), ma il piacere è poter recitare ogni tanto il nostro vero e profondo io, quando si incontra una persona speciale si desidera così fortemente spalancare insieme gli oscuri cassetti segreti dell’anima ed essere per una volta davvero nient’altro che se stessi.
Non per cercare la perfezione nel riflesso dello specchio rappresentato dalla società e dalla gente che ci osserva quotidianamente, ma andare oltre, come alice e magari rompere addirittura lo specchio e giungere nel mondo aldilà, dove nessun desiderio, nessuna passione nessun pensiero debba essere mai nascosto. Per vivere davvero, anche se per pochi attimi, tutta la propria personalità.
Questa è una di quelle rare volte in cui sento quasi inadeguata la parola scritta, in questo momento mi piacerebbe veramente essere di fronte alla persona che sta leggendo, magari persino ognuna di esse, guardare i suoi occhi e parlare di tutto questo (e magari molto altro) per potermi davvero esprimere pienamente. Sfuggire da questa piccola, adorabile prigione che è lo schermo del pc, dalla gabbia dei tasti per volare libero guardando negli occhi ogni interlocutore.
Perché in fondo si deve sempre assolutamente prendere la vita cum grano salis…
Più possibilmente una fetta di limone e una abbondante tequila.

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Written by Michele

10 giugno 2013 a 10:23

Pubblicato su pensieri

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39 Risposte

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  1. complimenti sentiti per ciò che hai scritto. credo che una maschera aiuti a svelarsi di più. non condivido l’altra accezione di maschera al fine di fingere. gli attori si fanno sul set o sul palco. una maschera quindi che aiuti a scoprire le proprie verità e non per fingere. leggendo i commenti è anche vero che spesso sono gli altri ad attribuirci una maschera, un’etichetta che gli impedisce di andare oltre. da tempo ho rivalutato Nietzsche (che a scuola mi era stato presentato “troppo politicamente”). “tutto ciò che è profondo ama la maschera”, come tutto ciò che è passionale, sensuale e attraente; paradossalmente anche un nudo può avere la sua maschera secondo me

    ludmillarte

    13 giugno 2013 at 21:50

    • Grazie.
      È vero. La maschera a volte aiuta a essere ancora più se stessi. Se usata nel modo giusto.
      Nudo mascherato compreso 😉

      Michele

      13 giugno 2013 at 23:17

  2. Uno, nessuno, centomila.
    Appunto. Appena ho letto ‘maschere’ ho pensato a Pirandello. Secondo me ha reso alla perfezione una cosa a cui di solito non pensiamo: ognuno ci vede in una maniera diversa e nessuno ci vede come ci vediamo noi.. Quindi sì, tutti indossiamo maschere e tutti siamo attori nell’interpretazione di noi stessi.

    apheniti

    12 giugno 2013 at 20:58

    • Eh si. Credo sia proprio così. Chissà come sia davvero il proprio io segreto

      Michele

      13 giugno 2013 at 02:51

  3. Mi ha ricordato la frase di Whitman: “Spesso mi contraddico, contengo moltitudini”

    annam11

    12 giugno 2013 at 18:43

    • già, adoro whitman, quella è una delle frasi che preferisco 🙂

      Michele

      12 giugno 2013 at 18:46

  4. ciao Michele,
    su questo post si potrebbe scrivere un trattato.

    TADS

    TADS

    11 giugno 2013 at 14:16

  5. Io ho indossato strati di cerone che sono diventate maschere . Fino al 2004. Fino a quando non è finito tutto ed ho ricominciato a vivere. E li ho giurato che sarei stata “incoerentemente me”. L’unica maschera al momento indossata è quella costante con mia madre.
    Per il resto: lavoro, casa, blog, amici. Sono io. Infatti spesso non mi si comprende.
    Storica, ed ancora aperta è la ferita, di un’incomprensione con un blogger. Ero nervosa per i fatti miei ed ho scritto così un commento senza pensarci da li mi sono piovuti circa 50 commenti contro. E la fine di una forse amicizia con la persona. Questo mi ha fatto capire che non devo andare in giro verso altri blog e scrivere di me nei commenti.
    Infatti nella mia incoerenza con te lo sto facendo! Questa sono io! Aahahha
    Poi sul fatto che non ci si conosce fino in fondo, sono d’accordo. Ci sono meccanismi che scattano in me e mi fanno essere aggressiva, cattiva. Comprendo che sono legati al mio vissuto, ma non li afferro. E forse Me e medesima non si parlano per davvero, indossano entrambe una maschera.
    Il tutto però è racchiuso in quello che tu scrivi qui: “è intenso il desiderio di trovare una persona che non solo sappia abilmente sfilare dal nostro viso una maschera dietro l’altra e portare alla luce, nuda e indifesa la nostra anima tenebrosa, ma che possa soprattutto amare ed apprezzare davvero ciò che è fuoriuscito”

    pepe

    11 giugno 2013 at 14:12

    • Già proprio così. E tranquilla qui puoi commentare quanto vuoi. Lo apprezzo sempre e comunque 🙂
      Anche se parli di te. In fondo il blog serve a quello.
      Un sorriso demascherizzato H24

      Michele

      11 giugno 2013 at 14:15

  6. Io sono un classico esempio di maschera, per creare questo blog mi sono inventata un personaggio, con tanto di nome e cognome ed un mondo parallelo alla mia vita reale…il risultato é che il mio blog si é trasformato in un diario del mio quotidiano dove il personaggio del blog, segue attentamente il suo creatore…lo prende in giro, a volte lo odia e spesso lo ama profondamente…
    Le maschere sono solo piccole sfaccettature di noi stessi…ed ora tequila per tutti.

    mysouldress

    11 giugno 2013 at 00:07

  7. Io non porto maschere. Dico sempre quello che penso alle persone che incontro. Sono un libro aperto.
    Vuoi saperne il titolo? Pinocchio. 😀
    Nicola

    Nicola Losito

    10 giugno 2013 at 19:54

  8. Io sono uno, nessuno, centomila, non perchè porto la maschera, ma perchè ho un’anima multipla, salto dal romanticismo alla violenza, cammino in strada e poi volo oltre l’immenso…Non una maschera ma l’ecletticità, questo mi affascina. Essere “tanti” non vuol dire necessariamente nascondere o nascondersi, il difficile è trovare chi ama guardare tante sfaccettature.

    fulvialuna1f

    10 giugno 2013 at 19:43

    • Esatto. Concordo sull’avere moltitudini dentro. Anche se molti non hanno la pazienza di gustarle

      Michele

      10 giugno 2013 at 20:15

  9. Le maschere ce le mettiamo e ce le mettono perchè non vogliamo farci conoscere o non vogliono, anzi preferiscono, non conoscerci.
    trovare persone che arrivino alla nostra essenza è per il mio modo di vedere, impossibile.
    ma mai dire mai nella vita, me lo hai insegnato tu! 🙂

    itacchiaspillo

    10 giugno 2013 at 18:57

  10. a…però!
    sai che ho pensato ultimamente? che a volte non siamo tanto noi a metterci la maschera, ma sono gli altri a mettercene una, quella che più gli piace, gli fa comodo, li fa sentire al sicuro…forse dietro questa grande maschera di internet, ci viene messa la maschera che ognuno vede di noi…pensa quante maschere abbiamo!!!! altro che moltitudini!!!!…prendiamo la maschera di ciò che gli altri vedono, ma quello che vedono non è altro che se stessi…a…però! che complicazione!!!! vabbè…
    e siamo solo a lunedì e non ho toccato tequila!!!! sono astemia… 😉

    Buona settimana!
    lella

    lella

    10 giugno 2013 at 14:49

  11. Io però non saprei davvero cosa sarei, se non fossi sul grande palcoscenico del mondo, non saprei proprio da dove iniziare per tirar fuori l’autentico, non so neanche sei ci sia.
    E, sì, hai ragione: “Perché in fondo si deve sempre assolutamente prendere la vita cum grano salis…
    Più possibilmente una fetta di limone e una abbondante tequila.”
    🙂

    ellagadda

    10 giugno 2013 at 12:22

    • eh sì, molto abbondante la tequila, in fondo è un bel palcoscenico il mondo

      Michele

      10 giugno 2013 at 12:30

  12. …io sono centomila, lo so già…

    tramedipensieri

    10 giugno 2013 at 11:36


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