Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Giocare giocare giocare

with 16 comments

Ogni favola è un gioco
se ti fermi a giocare
dopo un po’ lasciala andare
non la puoi ritrovare
in nessuna città
perché è vera soltanto a metà!

Io sono un giocomane, da sempre.
Adoro giocare, praticamente a tutto, e ho sempre amato i giocattoli; fin da bambino restavo anche ore davanti alle vetrine dei negozi specializzati a guardare, e immaginarmi alle prese con ognuno di quei mirabolanti giochi, e visto che, per mia grande fortuna, ero, come il bimbo Gigi di mai dire gol (i più maturi lettori lo ricorderanno sicuramente), un bimbo benestante, i miei me ne hanno sempre comperati parecchiotti.
Però in fondo i giocattoli sono anche lo specchio della nostra anima, dimmi con cosa giochi e ti dirò chi sei, vale senza dubbio.
Essi possono poi essere persino utilizzati come termine di paragone tra le innumerevoli religioni e idee politico-filosofiche che esistono (infestano?) nel mondo.
Perché se è vero che nel capitalismo vince indubbiamente chi possiede più giocattoli, nel comunismo ciascuno avrà diritto allo stesso misero e squallido numero di giocattoli, ma sarà severamente punito in caso cercasse di rivendere i propri al mercato nero.
Il cattolicesimo insegna misteriosamente che chi nega a se stesso la maggior parte dei giocattoli vincerà poi alla fine, mentre per gli Amish tutti i giocattoli forniti di pile sono peccato mortale.
Per i mormoni e i mussulmani invece solo i maschi possono avere tutti i giocattoli che vogliono, bambine comprese.
Per i testimoni di Geova vince solo chi ne vende di più porta a porta.
Per gli agnostici non è in realtà possibile sapere se in fondo i giocattoli facciano davvero qualche differenza.
E per me? Per gli atei?
Beh immagino voglia dire che in realtà non esiste alcun fabbricante di giocattoli.
Quindi, filosofeggiamo meno e giochiamo di più, anche perché la vita stessa in fondo è semplicemente un gioco…
Resta solo il sottile dubbio: per il divertimento di chi?

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Written by Michele

26 ottobre 2013 a 14:31

Pubblicato su pensieri

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16 Risposte

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  1. Da Aristotele a Kant, passando per Freud a Piaget il gioco ha sempre avuto un ruolo di grande importanza nella vita dell’essere vivente. E non, come spesso si crede, solo per lo sviluppo del bambino ma anche per le tappe successive in cui l’uomo piu’ degli altri necessita dello stesso per un sano equilibrio emotivo-psicologico. Insomma Michele, da vera De Coubertiana quale sono, l’importante e’ partecipare. 😉

    Daniela Pungitore

    30 ottobre 2013 at 20:43

    • Esatto. Partecipare e giocare sempre. Senza mai smettere.
      Il giorno in cui non giocherò più. Sarò senza dubbio defunto 🙂

      Michele

      30 ottobre 2013 at 20:44

  2. Da piccola giocavo al Lego e alle Tigri di Mompracem con i miei amici tutti maschi…ora che ci penso non è che siano cambiate molto le cose crescendo 😉

    LuceOmbrA

    30 ottobre 2013 at 15:17

  3. Io adoro i giochi con le costruzioni di legno…ma anche i mattoncini della lego….a d o r o….:D

    tramedipensieri

    26 ottobre 2013 at 18:25

  4. Giocare è fondamentale per la crescita del bambino, giocare oggi vuol dire pc, fb, playstatyon…che si, aiuta la mente, ma limita la fantasia. Io ho giocato molto e, confesso, gioco ancora adesso: comn mio figlia, i miei cani, i miei amici (ballando) e….con mio marito. Comunque la vita è veramente un gioco che però va definito con la responsabilità, per il divertimento di chi? Ovviamento il nostro, ti pare poco? A me tanto.

    fulvialuna1

    26 ottobre 2013 at 17:48

    • Ah io gioco ancora tanto. Dal pc ai giochi da tavolo. Carte biliardo e tutto quello che capita 🙂

      Michele

      26 ottobre 2013 at 18:01

  5. E’ vero, spesso ci prendiamo troppo sul serio e dimentichiamo l’importanza del gioco

    P.S.: grande il bimbo gigi!!

    incostantericerca

    26 ottobre 2013 at 14:56

    • già, per fortuna io gioco ancora, e molto…
      (immenso il bimbo gigi)

      Michele

      26 ottobre 2013 at 14:57

  6. Bellissimo 🙂

    Emily

    26 ottobre 2013 at 14:56


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