Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Zucca o non Zucca… noi arriveremo a Halloween

with 24 comments

I walk this empty street
on the boulevard of broken dreams…

halloweenHalloween.
Tipica festività anglosassone, certamente ispirata alle tradizioni celtiche e antiche, ma a me sinceramente rammenta più che altro letture dei peanuts della mia giovinezza.
In speciali modo linus, il suo passare tutta la notte di ognissanti con un lumino nel campo ad attendere il grande cocomero!
Peraltro come scoprii molto più tardi questa figura mitica è frutto di uno di quegli errori di traduzione che si ripercuotono a vita su un personaggio illusorio, perché in realtà linus aspetta the great pumpkin, la grande zucca, che distribuisce regali a tutti i bambini buoni del mondo. E
in verità la zucca ha ben più senso per halloween, e anche perché a novembre è dura trovare campi di cocomeri maturi.
Alla fine, ciò che mi affascinava di più però, non era tanto il grande cocomero, quanto la fede impetuosa di linus nella sua venuta, quell’attesa incessante, perpetua di qualcosa di impossibile, spesso molto presente nei peanuts.
Basti pensare a lucy appoggiata al pianoforte di schrooder, in eterna attesa di suscitare in lui un interesse maggiore che per la sua musica, o alla lotta senza speranza di snoopy pilota della prima guerra mondiale contro l’invincibile e invisibile barone rosso, oppure al povero, tremendamente fragile charlie brown che passa il suo san valentino sotto la cassetta della posta aspettando una “valentina” dalla mitica ragazzina dai capelli rossi, seppur intimamente consapevole che non giungerà mai.
Eppure sono tutti saldi nella loro speranza, nel loro sogno, nella loro infinita fantasia.
Perché in fondo la fantasia si può paragonare al sogno di Adamo, e  Adamo si destò, e scoprì che era verità.
Per quanto incredibile, impossibile, assurdo possa essere un sogno, qualche volta scopri che si avvera davvero, e allora nulla è stato vano, ed è valsa davvero la pena di attendere una vita il grande cocomero o la valentina per vivere il sogno.
A tal proposito poi mi sovviene che anche io non ho mai ricevuto una “valentina”, e la cosa mi lascia oltremodo triste, che io abbia più del buon vecchio charlie di quanto immagini?
Meglio soprassedere al dilemma e tornare al sogno, anche perché se devo scegliere, mi sento precisamente molto più Snoopy!
L’universo poi ci aiuta sempre a lottare per i nostri sogni, per quanto sciocchi possano sembrare, perché sono i nostri, e soltanto noi sappiamo quanto ci costa davvero sognarli.
I grandi filosofi, logici insegnano: penso, dunque sono.
Ma l’anima, con la sua forza, la sua potenza, sussurra nei nostri sogni: sento, dunque posso essere libera.
Certo però i peanuts insegnano anche che gli altri giorni la vita procede, e occorre comunque viverla, dedicando al sogno non più di qualche giorno, pena lo scoprire infine di aver vissuto solo un lungo infinito sogno.
Anche perché il sogno a volte può divenire frustrante, come ieri notte, ho sognato una immensa porta chiusa, con una grande targa, ma grande, grande.
E io volevo, dovevo andare oltre, e spingevo e spingevo , e sudavo, mi sforzavo oltre ogni limite, ma niente, non riuscivo proprio ad aprirla, nemmeno uno spiraglio.
Quindi sconfitto sono crollato, e ho letto cosa diceva la targa…
Diceva: tirare!

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Written by Michele

31 ottobre 2013 a 12:49

Pubblicato su pensieri

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24 Risposte

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  1. Peanuts tutta la vita! ❤
    È poesia pura a scaturire da quelle strisce

    lajulz

    5 novembre 2013 at 18:25

  2. Ciao, mi hai fatta sorridere con il sogno, ahahah, che ben venga una sana risata 🙂
    Ho letto un po’ in giro e mi complimento per il libro delle ricette. Cucinare per divertimento e sperimentazione è divertente, se lo fai per sopravvivenza quotidiana è tutto diverso.
    Buona serata,
    Maria Rosaria

    ili6

    3 novembre 2013 at 15:25

    • Ma grazie.
      Un sorriso è sempre magnifico da far sorgere. 😉
      Cucinare è molto piacevole. È vero. Sopratutto se lo fai per diletto

      Michele

      3 novembre 2013 at 15:27

  3. Evviva i sogni!

    incostantericerca

    31 ottobre 2013 at 17:51

  4. secondo me ci deve essere un limite all’ attesa,anche perché a volte si aspettano cose sbagliate.

    V.

    31 ottobre 2013 at 15:08

    • eh già, anche se alcune attese possono rallegrare l’animo a prescindere, purchè non siano troppo vincolanti per la vita 🙂

      Michele

      31 ottobre 2013 at 15:09

  5. ciao Michele,
    perdona la mia ignoranza tecnologica, come fai a “followingarmi” senza aver avuto il tempo materiale di leggere il post? me lo mandi in automatico a prescindere??? è solo per capire

    chiedo scusa per l’OT

    TADS

    TADS

    31 ottobre 2013 at 14:41

    • ? mica ho capito

      Michele

      31 ottobre 2013 at 14:47

      • mi è arrivato un tuo liked tre secondi dopo aver pubblicato il post, mi domandavo come fosse possibile visto che certamente non hai avuto il tempo materiale di leggerlo, ripeto, è solo una curiosità tecnica

        TADS

        31 ottobre 2013 at 14:54

        • ah il like? beh ho visto il post sulla pagina principale di wordpress, foto e incipit con citazione di Depardieu, mi hanno fatto sorridere entrambi, quindi ho cliccato mi piace e aperto la pagina per leggere il resto, non mi pare complicato 🙂

          Michele

          31 ottobre 2013 at 14:55

          • ho capito, non sapevo di passare sulla hp di WP, grazie 😉

            TADS

            31 ottobre 2013 at 14:56

            • ahaha sìsì, da lì vedo, e poi sulla tua pagina il mi piace non si trova, (almeno io non l’ho mai trovato) quindi per forza da lì devo metterlo

              Michele

              31 ottobre 2013 at 14:57

  6. “Era una notte buia e tempestosa…” 😀
    Noi ieri sera abbiamo fatto un workshop di zucche.
    Penso che qualsiasi cosa porti con sé qualcosa di bello, meriti di essere festeggiata. Buon Halloween a tutti!

    salinaversosud

    31 ottobre 2013 at 14:14

    • eh già, mitico incipit quello, prima o poi scriverò un racconto che inizia così 🙂
      buon halloween a te

      Michele

      31 ottobre 2013 at 14:16

  7. Charles Monroe Schulz scrisse la storia dei Peanuts, per oltre 50 anni, dal Lun al Ven con brevissimi periodi di vacanza. Dal 1970 la definizione “coperta di Linus” e’ stata ufficialmente inserita nel Webster’s Dictionary , e i piu’ prestigiosi musei del mondo hanno dedicato a Schultz mostre e retrospettive.
    Come tu ben hai percepito Michele, il microcosmo dei Penauts c’e’ un sostanziale rispetto per tutte le forme di vita…da un insetto ad un fiocco di neve.
    La sfera onirica parla molto di noi 😉

    Daniela Pungitore

    31 ottobre 2013 at 13:15

    • Eh si. Molto. Sempre 🙂
      E ho sempre amato i peanuts. Così infinitamente umani e vivi

      Michele

      31 ottobre 2013 at 13:17

  8. Ahahahahahahahah!
    Bellissima la tua rilettura ed interpretazione dei peanuts.
    E comunque “il grande cocomero” è stato un errore madornale imperdonabile, in my opinion.

    tilladurieux

    31 ottobre 2013 at 13:14

    • Eh già. Errore gigante e assurdo. E che perdura negli anni!
      🙂

      Michele

      31 ottobre 2013 at 13:15

  9. ahahahahahah….. buona giornata! 🙂

    Silvia

    31 ottobre 2013 at 12:58


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