Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Fine?

with 20 comments

Il vento freddo dell’inverno sferzava il suo viso.
Si fermò al centro della campata, appoggiandosi al gelido, irregolare granito scuro del basso parapetto.
Guardò giù. Diversi metri più in basso, il movimento delle onde del fiume si intuiva, più che vedersi davvero, celato dall’oscurità della notte.
Era più l’odore dell’acqua, il suo ritmico rumore che la rendeva reale.
Sfilò i piedi dai mocassini neri e si issò sul largo bordo, appoggiando i piedi ora praticamente nudi, velati solo da una calza a rete nera, sulla dura pietra. Lassù il vento era ancora più intenso. Fece un paio di respiri profondi, con il cuore che batteva tumultuosamente forte.
Sono pronta. Pensò.
Ora, subito, prima che il coraggio svanisca!
Poi lo vide. Si avvicinava lentamente, camminando lungo il ponte deserto.
Lei si irrigidì, aspettandosi che urlasse, che si mettesse a correre, a fermarla.
Non fece nulla di ciò. Procedette lento, sollevando appena la testa, guardandola da sotto quell’anacronistico cappello a cilindro.
Accanto a lei si fermò.
È davvero pronta a abbandonare così il suo unico museo delle meraviglie perdute? Le disse con voce ferma e profonda. Rinunciare a scoprire cose dimenticate del mondo che la circonda, recuperare cose nascoste nel mondo dentro di lei, svelare cose che non sono di questo mondo?
Quindi la salutò con un cenno e riprese a camminare.
Lei continuò a guardarlo finché fu quasi al termine del ponte, quindi urlò: aspetti! Mi dica almeno chi è lei, come si chiama!
L’uomo estrasse qualcosa dall’interno della giacca, che posò sull’ultimo pilastro del ponte, quindi sparì nell’oscurità.
La ragazza saltò giù, si rimise le scarpe e corse.
Non lo vide più, trovò solo un bianco biglietto da visita. Diceva solo: Dottor Stranamore.

 

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Written by Michele

25 novembre 2013 a 11:47

Pubblicato su racconti

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20 Risposte

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  1. bello il tuo racconto e decisamente forte…bravo

    melodiestonate

    26 novembre 2013 at 14:37

  2. direi decisamente sublime…grazie per avere condiviso con noi un racconto tanto bello..
    Ciao Michele!

    Alessandra

    26 novembre 2013 at 13:49

  3. Romanticamente divertente 😉

    mezzaria

    25 novembre 2013 at 23:58

  4. Che bello! Delicato e forte allo stesso tempo. L’amore può fermare il tempo, basta saperlo prendere….al volo

    fulvialuna1

    25 novembre 2013 at 19:47

  5. Che romantico…
    Ma i mocassini con le calze a rete sono da lunedì mattina pesante?

    tilladurieux

    25 novembre 2013 at 12:02

    • haahaha più da domenica notte triste (secondo me facevano molto disperatamente parigi) 😉

      Michele

      25 novembre 2013 at 12:04

      • Tipo con la faccina da minchia di Amelie? Si, po’ esse. Il mio lunedì mattina di solito è crudo e crudele. Senza pietà.

        tilladurieux

        25 novembre 2013 at 12:06

        • haahaha magari un po’ meno di minchia la faccina la immaginavo 😉
          eh sai, da buon negoziante il mio lunedì mattina è sonnolento, cuscinoso e rilassato

          Michele

          25 novembre 2013 at 12:09

          • E’ che Parigi, mocassino e calza a rete mi ha immediatamente evocato faccetta di minchia Amelie.
            Ma ora mi cambio l’immagine mentale.

            tilladurieux

            25 novembre 2013 at 12:14

            • hahaaha brava, in effetti meglio amelie free 😉

              Michele

              25 novembre 2013 at 12:15

              • T’apprezzo e ti stimo. Di solito quando dico che Amelie mi sta sulle balle vengo guardata con disgusto.

                tilladurieux

                25 novembre 2013 at 12:17

  6. Ma che bello questo mini racconto! Complimenti… buon inizio settimana! 🙂

    Silvia

    25 novembre 2013 at 11:57


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