Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Fragile, contiene Anima

with 33 comments

E tu
chissà dove sei
anima fragile
che mi ascoltavi immobile
ma senza ridere

“Gnothi sauton” (conosci te stesso) era il famoso motto di Socrate posto sul tempio di Apollo a Delphi, e il filosofo scriveva che luomo è la sua anima e il prendersi cura della medesima rappresenta il fine più alto cui debba aspirare.
Sarà… ma esattamente come ci si prende cura della propria anima?
Curando il corpo forse? Ma in fondo il corpo è solo la cenere del fuoco della nostra anima, quindi occorre indubbiamente fare molto di più.
Forse l’anima si cura e si alimenta nutrendola di un’altra anima simile? Come scriveva Hesse: “l’anima tua sono venuto a rubare, ora lei è mia e del tutto mi appartiene, nel male e nel bene, dal mio impetuoso e ardito amare nessun angelo ti potrà salvare”
Forse le anime riescono a conoscersi e nutrirsi solo vicendevolmente, e siamo un po’ tutti dei vampiri di anime, anche perché spesso puoi comprendere davvero te stesso solo attraverso il riflesso degli occhi e della mente di chi hai di fronte.
Ecco perché in questo momento, proprio ora, ho una voglia, un desiderio irrefrenabile di un’anima accanto, un’anima (possibilmente femminile) con cui condividere, anche per un solo interminabile momento, tutte le emozioni, i desideri e la vitalità che sento erompere dentro di me.
E non parlo solo di sesso naturalmente, perché si sa, sesso non è mai la risposta, al limite sesso è la domanda, e sì è la risposta.
Quindi credo di dover continuare a scoprire me stesso, conoscere sempre più a fondo la mia anima, e che l’unico sistema sia la condivisione di me stesso con altre anime, lasciare, come nel canto di saffo, che sia scossa da eros l’anima mia, così come il vento sui monti aggredisce le querce, e mi sciolga le membra e le agiti, come una dolce, amara e indomabile belva.
E poi è indubbio che per scoprirsi davvero, e arrivare a comprendere ciò che siamo dentro, ci si debba sempre, e con coraggio, lasciare andare totalmente.
Perlomeno se non si è appesi ad un cornicione…

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Written by Michele

25 marzo 2014 a 13:50

Pubblicato su pensieri

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33 Risposte

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  1. Da soli è in effetti è difficile capirsi….quasi come lasciarsi andare.
    O di più?

    ciao Michele
    Mi piace molto questo che hai scritto 🙂

    tramedipensieri

    26 marzo 2014 at 14:32

  2. …con i pompieri che tendono il telo…possibilmente!
    Difficile parlare d’anima; è astratta, non possiamo toccarla, annusarla..ma possiamo udirla se ne abbiamo veramente voglia. Ognuno di noi può sforzarsi di trovarla. Non è facile, lo ripeto, ma ci si può riuscire.

    fulvialuna1

    26 marzo 2014 at 13:32

    • ahahha ai pompieri non avevo pensato 🙂
      ma sì, si può riuscire, quantomeno ad ascoltarla un poco

      Michele

      26 marzo 2014 at 13:44

  3. è difficile capire la propria anima, cmq molto bella la canzone……bacio

    melodiestonate

    26 marzo 2014 at 12:28

    • grazie, già difficile, ma non per questo si rinuncia a tentare un po’ 😉

      Michele

      26 marzo 2014 at 13:26

  4. Capire la propria anima? Pensi davvero che sia possibile? Io ci sto provando da un pezzo, ma ogni volta trovo altre porte di cui ignoravo l’esistenza… la mia anima è un labirinto di porte chiuse, per alcune trovo la chiave e le apro e proseguo in un nuovo labirinto… per altre la chiave non c’è, e devo ripassare di lì più e più volte prima di trovarne una che vada bene… un macello.

    Bia

    26 marzo 2014 at 11:27

    • eh già, in fondo siamo splendidamente complessi, però spalancare nuove porte conduce a un labirinto sempre più meraviglioso, non dovremmo mai smettere 🙂

      Michele

      26 marzo 2014 at 11:29

      • in fondo, il proprio labirinto personale è il posto migliore in cui perdersi! 🙂

        Bia

        26 marzo 2014 at 17:09

        • Eh sicuro. E il più intrigante. Anche se ci si perde meglio in compagnia 🙂

          Michele

          26 marzo 2014 at 17:09

          • diciamo che nel labirinto altrui preferirei perdermi meno… poi a volte, ci sono alcune porte di cui è meglio non trovare la chiave!

            Bia

            26 marzo 2014 at 17:10

  5. il mio preferito….Vasco….un abbraccio Michele, vado via davvero
    Nicole

    Anonimo

    25 marzo 2014 at 20:16

  6. lasciare che tutto…
    accada

    [sEmPrESuLLoRLo]

    un bacio

    I.

    interrotta

    25 marzo 2014 at 19:59

  7. Il punto è che troppo spesso e troppi di noi a quel cornicio ci stanno appesi e la paura di lasciarsi andare è tanta.

    sheranchedapianoterrasipuòsfracellarsi

    sherazade

    25 marzo 2014 at 17:37

    • Hahaha ogni tanto occorre davvero lasciarsi andare e via. Un bel volo

      Michele

      25 marzo 2014 at 17:45

      • certo che si magari da piano terra è anche più improbabile eh? ma non meno brividoso.
        hai visto twitter? Fragile di Sting?
        sherahahahah

        sherazade

        25 marzo 2014 at 17:54

  8. Molto bella la tua riflessione, buon pomeriggio 🙂

    Silvia

    25 marzo 2014 at 15:17

  9. E sicuramente un’anima ti salverebbe da quel cornicione, perche’ le anime si sanno circondare di anime “belle”.
    Un bacio 🙂

    Daniela Pungitore

    25 marzo 2014 at 15:12

  10. bel post caro….un abbraccio

    mairitombako

    25 marzo 2014 at 15:00

  11. Ma se tu fossi appeso al cornicione, potresti sempre scoprire le ali di cui prima e imparare che puoi volare! 😉

    Carrie

    25 marzo 2014 at 14:35

  12. Come no? Se è il cornicione è metaforico, il lasciarsi andare credo sia l’unica via di salvezza 🙂

    Scribacchina

    25 marzo 2014 at 14:20

    • Hahaha purché sia metaforico sicuro. Un bel volo nell’assouta fantasia

      Michele

      25 marzo 2014 at 14:21


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