Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Incubando l’Incubo

with 8 comments

Notte strana quasi lugubre
senza luna, stelle, lucciole
prego che tu non ti accorga mai
dei miei fari dietro che ti seguono
Mi stai scorrazzando fuori città
chissà questa dove mi porterà

Questa notte, forse a causa delle abbondanti libagioni pasquali, dopo molto tempo forse anni, non ricordo bene, è tornato a tormentare il mio sonno l’incubo che da bambino chiamavo con timore “la seggiovia”.
In realtà non ha molto dell’incubo, o almeno ce ne potrebbero essere di decisamente più terrificanti, però questo aveva il potere di angosciarmi immensamente da bambino, e lo ha mantenuto ancora adesso.
Il sogno poi è di una semplicità quasi disarmante: ci sono solo io e mi trovo su questo piccolo, fragile seggiolino sospeso a una infinita fune metallica in salita verso il nulla.
E risalgo lentamente, incessantemente, nel grigio più totale e nulla si vede intorno, solo in qualche raro momento mi pare di scorgere delle vette lontane, ma solo con la coda dell’occhio e se cerco di fissarle spariscono.
E risalendo questa interminabile seggiovia l’angoscia aumenta, diventa quasi un fastidio fisico, come mancasse l’aria o avessi la gola gonfia.
È stano, non lo ricordavo nemmeno più, era molto che non pensavo a quello che è stato il mio primo vero incubo ricorrente, e le prime volte ero davvero molto piccolo.
Ancora adesso poi non so perché mi atterriva talmente da farmi svegliare e farmi persino stare male fisicamente.
E in tanti anni, oltre tutto, non ho ancora scoperto dove cazzo porta quella maledetta seggiovia.
Credo proprio che se oggi fosse ancora vivo Sigmund Freud avrebbe qualcosa di importante da dire.
Direbbe sicuro:
«Però! Sono ben longevo!»

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Written by Michele

21 aprile 2014 a 11:04

Pubblicato su pensieri

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8 Risposte

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  1. Eh, i sogni ricorrenti sono un bel daffare per la mente! Sei in viaggio, la tua meta non ancora raggiunta. Ma stai viaggiando, il che è sempre positivo!

    Bia

    22 aprile 2014 at 11:11

  2. La mancanza d’aria e la sensazione della gola gonfia può essere dovuta a problemi respiratori o apnea notturna che spiegherebbe anche il malessere fisico del risveglio. Sicuramente Freud spiegherebbe l’atto di salire con il sesso e se fosse ancora vivo ne approfitterebbe per praticarlo, finalmente, anziché farsene ossessionare. Un saluto.

    Antonio Tomarchio

    21 aprile 2014 at 15:23

  3. Freud direbbe qualcosa sul sesso dopo essersi stupito della sua longevità (che attribuirebbe al sesso fatto, immagino…). Chissà dove ti porta quella seggiovia… L’unica è monitorare il sogno nel momento prima di svegliarsi e scoprirlo… Magari vai verso la grotta dell’abominevole donna delle nevi… O l’incantevole donna delle nevi… Chissà! 😉

    itacchiaspillo

    21 aprile 2014 at 11:46


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