Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

BANG! e la felicità ti coglie sul coppino!

with 26 comments

Felicità
improvvisa vertigine
illusione ottica
occasione da prendere
parcheggiala
senza frecce o triangolo
tutti dormono già
e si è spento il semaforo


Oggi mi è tornata chissà perché alla mente una vecchissima vignetta dei Peanuts.
Il solito povero caro vecchio Charlie Brown stava discutendo con la solita tremenda acida Lucy.
Il discorso verteva sulla vita e ricordo che Charlie filosofeggiava sul fatto che la vita ha i suoi alti e bassi e ci dev’essere per forza un picco massimo, un momento che è il più bello, il più felice e più piacevole in assoluto.
Ma ciò che disarmava era la conclusione di Lucy., semplice e tremenda: e se… “BANG”, il tuo momento così è già passato? L’hai già vissuto?
Questa è una considerazione che ha un nonsoché di atroce, di inevitabile, seppur non si sappia mai se tale evento sia già davvero avvenuto, sarebbe profondamente triste la sola idea che il futuro non riserverà più un apice, un massimo assoluto di felicità cui tendere.
Perché in fondo noi dovremmo sempre tendere all’infinito, al massimo, ad un radioso indimenticabile futuro.
Peraltro quando faccio pensieri così mi sento veramente come il nano sempre confuso…
Brancolo!

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Written by Michele

11 dicembre 2014 a 17:55

Pubblicato su pensieri

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26 Risposte

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  1. la felicità non ha presente,
    quando non è una proiezione è un ricordo

    TADS

    19 dicembre 2014 at 11:51

    • Vero. Oppure è solo presente. Nel momento in cui la vivi

      Michele

      19 dicembre 2014 at 11:54

      • nel momento in cui la vivi non la valorizzi, non la percepisci, se non in minima parte, è il ricordo che ne enfatizza la caratura

        TADS

        19 dicembre 2014 at 11:57

        • Puó essere, o a volte il ricordo ne sminuisce l’intensita.

          Michele

          19 dicembre 2014 at 11:58

          • il ricordo è una lente, non può sminuire bensì solo accrescere, quando riduce significa che la felicità vissuta non era reale

            TADS

            19 dicembre 2014 at 12:04

            • Eh ma le lenti a volte sono deformanti 😉

              Michele

              19 dicembre 2014 at 12:06

              • non so se la cosa possa interessarti ma credo che alcuni punti della psicologia siano inamovibili, se poi li si abbina ad alcune concezioni filosofiche diventano anche intoccabili

                i ricordi sono una lente di ingrandimento, enfatizzano sempre, sia i momenti positivi che negativi, li elevano a potenze superiori, è un meccanismo autoprodotto per conservarli, nel caso in cui venissero, eliminati, distorti o sminuiti, come ti ho detto sopra, significa che il momento in questione è stato illusorio

                TADS

                19 dicembre 2014 at 12:12

                • Mm non riesco a concordare in pieno, ma mi riservo di meditarci sopra 🙂

                  Michele

                  19 dicembre 2014 at 12:13

                  • sei uno scrittore, non puoi non sapere certe cose 😉

                    TADS

                    19 dicembre 2014 at 12:16

                    • Hahaha probabile

                      Michele

                      19 dicembre 2014 at 12:17

                    • è semplice, chi non conosce l’essenza, la struttura delle emozioni non è in grado di decriptarle e quindi trasmetterle, ciò che scrive rimane in superficie.
                      Ti svelo un segreto, questa è la reale motivazione che fa di noi Italiani un popolo di scrittori ma NON lettori, sono in tanti, troppi a pretendere di comunicare ciò che non conoscono. Parlo in generale, non di te, non ho letto ancora niente di tuo.

                      TADS

                      19 dicembre 2014 at 12:27

                    • Ah beh. Per leggere qualcosa di mio basta scaricare i pdf dei miei racconti qui sulla colonna di destra 🙂

                      Michele

                      20 dicembre 2014 at 20:03

  2. io invece penso sempre al peggio, ma perchè ci sono sempre dentro!
    p.s. salut Miche

    solozero2.

    15 dicembre 2014 at 14:37

  3. Coppino? Ma eventualmente brancoli dove: Nebbie, Città? Campagne? O nel mondo di mezzo? (va di moda stò momento)
    Meglio brancolare nella felicità quando arriva. Carpe diem e te scordi Lucy 😉

    fulvialuna1

    13 dicembre 2014 at 18:48

    • Ma si brancoliamo nella gioia e acchiappiamo carpe tutti i giorni 😉

      Michele

      13 dicembre 2014 at 19:04

  4. Non esiste un momento soltanto, per nostra fortuna ce ne sono tanti. Il picco lo si raggiunge quando sei abbastanza scaltro da riconoscerlo… se te ne accorgi successivamente, non vale come picco. Devi esserne cosciente nel momento stesso in cui lo stai vivendo: solo così è un vero picco! Forza Brancolo!!! 😀

    Bia

    12 dicembre 2014 at 11:00

  5. Infatti..io ormai non lo aspetto più!
    Cerco di essere sempre nello stato ” potrebbe andarmi peggio!” Quindi mi accontento di quello che ho e di ciò che mi arriva. É rassegnazione!
    Ma poi ci si abitua e dopotutto non é neanche male!

    bom76

    12 dicembre 2014 at 07:10

  6. 😀

    tramedipensieri

    11 dicembre 2014 at 19:31


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