Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Bambini assenti e presenti, attenti!

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Looking back over my shoulder
I can see that look in your eye
I never dreamed it could be over
I never wanted to say goodbye



Sono stato molto, persino troppo distante da questo blog ultimamente, probabilmente la più lunga assenza dal tempo della sua creazione.
È però questo il mio eterno modo di essere, se una cosa non posso farla bene non la faccio per nulla, e rendendomi conto ultimamente di non aver sufficiente tempo (o voglie?) da dedicargli l’ho abbandonato solo soletto fin troppo a lungo.
In verità ho passato meno tempo al pc di recente, sono tornato a dedicarmi di più ai racconti, e a Tumblr soprattutto, che confesso impera sul mio tempo in rete e che si confà perfettamente alla mole di brevi minchiate che si originano di continuo dalla mia mente.
Però non posso lasciarlo così a vagare abbandonato nell’immensità della rete, così mi riprometto di tornare ad aggiornarlo almeno ogni tanto, nella speranza mi torni piena l’ispirazione.
Quindi alzo i calici al ritorno qui, in un brindisi purtroppo solo virtuale con tutti coloro che (incredibilmente?) Hanno continuato lo stesso a passare da queste parti.
Anche perché la chiave etilica e allucinatoria è l’unica possibile per decifrare la realtà che mi circonda, che mi risulta, senza alcolici, totalmente incomprensibile.

Written by Michele

16 agosto 2015 at 11:13

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Crediamoci addosso

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Credo che ci voglia un dio ed anche un bar
credo che stanotte ti verrò a trovare per dirci tutto quello
che dobbiamo dire o almeno credo
credo proprio che non sia già tutto qui e certi giorni invece
credo sia così redo al tuo odore e al modo in cui mi fai sentire
a questo credo

Io credo.
Credo che ci voglia un bar, ma del dio posso anche fare a meno (scusa Liga)
Credo che il sesso sia fantastico, ma fare l’amore ogni tanto irrinunciabile

Credo che la carbonara con la panna, o con l’uovo che sfiora solo la padella sia atto di lesa maestà
Credo che bere per dimenticare sia assolutamente inutile, ma farlo per godersela sacrosanto
Credo che i social abbiano unito innumerevoli solitudini, ma parlare con qualcuno senza usare le dita sia sempre meglio
Credo che l’universo non sia infinito, ma la mente umana sì
Credo che leggere sia viaggiare da fermi e vivere molte più vite di quante si potrebbe avere naturalmente
Credo che
senti dentro di te un grande, intenso, profondo e inesplicabile senso di vuoto… Devi mangiare, è fame!
Credo che tutti si desideri cogliere l’attimo, sempre, ma poi si passano innumerevoli giornate abuliche sul divano pensando, lo farò domani
Credo
che se non hai mai riso profondamente, sguaiatamente e liberamente mentre fai l’amore, del piacere non sai nulla
Credo che ogni uomo abbia in sé un tremendo mostro incatenato capace delle azioni più scellerate, se per sbaglio viene liberato
Credo che suscitare una qualche forte emozioni con ciò che scrivo sia sempre un immenso e profondo orgasmo cerebrale
Credo che
se decidi di rifiutare e rinnegare il sogno, poi puoi solo masturbarti con la realtà
Credo che
ciò dona veramente intensità a una tentazione non sia la grinta del male, del peccato, ma il luccichio del bene e dell’innocenza che vi è mischiato
Credo che l’ultimo cucchiaino di nutella e poi basta, non sia mai davvero l’ultimo
Credo che esagerare nel gioire di una vittoria di qualcuno per cui semplicemente tifi sia come pensare di aver scopato dopo aver visto un porno
Credo che sia vero che la
sessualità femminile viaggi su un piano superiore a quella maschile, più cerebrale, ma poi abbiano voglia di scopare come animali anche loro
Credo che tutto quel tempo prezioso sprecato a dormire sia mostruoso, però restare a sonnecchiare al mattino è puro piacere
Credo che dopo ci sia solo l’oblio, il nulla più spaventoso, ma spero ardentemente di sbagliarmi
Credo che molti abbiano già smesso di leggere, ma se giungi fin qui hai sicuro dentro una scintilla di rivelazione
Credo che l’Italia sia un paese assurdo, osceno, vergognoso, eppure meraviglioso ecco perché non vorrei mai essere nato o vivere in qualsiasi altro
Credo che la noia partorisca mostri, ecco perché in questo palloso pomeriggio in negozio mi sono cimentato in questa cosa assurda
Credo che troppi vizi siano deleteri, ma gola e lussuria irrinunciabili
Credo che la vera favola dovrebbe sempre iniziare con un ci sarà, mai c’era.
Credo che se fossi una donna mi innamorerei follemente di me, ma forse poi mi manderei anche affanculo
Credo che la sincerità sia qualcosa di stupendo, che se praticata assiduamente ti farebbe odiare da gran parte della popolazione mondiale
Credo che tutti siamo unici e speciali, ma tanti restano dei coglionazzi
Credo che mantenere il lato fanciullo sia stupendo, ma giocare ancora con le bambole da adulto preoccupante (anche quelle gonfiabili)
Credo che le persone speciali si trovino come per magia nella vita, ma si perdano con altrettanta facilità
Credo che tutti ci sogniamo un po’ troppo addosso
Credo che tutti dovremmo credere in noi stessi, sempre, anche quando ci mentiamo spudoratamente
Credo che
la principessa sul pisello non sia stata poi così tanto scomoda come raccontano
Credo che quasi ogni donna possa far fare a quasi ogni uomo quasi qualsiasi cosa (tranne quelle poche che vorrebbe però davvero)
Credo che la vita sia veramente come un gelato, devi solo imparare bene a leccarla
Credo che a questo punto io abbia scritto veramente troppo
E tu? Tu cosa credi?

Written by Michele

9 aprile 2015 at 18:36

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Ricette Afrodisiache Scampi alla Michele

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La mia prima videoricetta, tratta dal mio libro:
Sessanta sfumature di gola, ospite nel blog e nella cucina di Pina la peppina!

Pinalapeppina

Il martedì va in scena la rubrica L’Europa in un Cucchiaio che, per chi ancora non lo avesse capito, unisce libri e ricette. Storie e biscotti. Personaggi d’Europa e non solo a racconti scritti da me, reinterpretati o citazioni importanti.

Con oggi questo filone si tinge di Rouge. Ci saranno sfumature, molte. Sessanta Sfumature per la precisione. Di Gola.

Aguzzate i sensi, lucidate l’ormone perché sta per andare in scena la Cucina Afrodisiaca di Chef Michele.

Michele ha scritto un libro di cucina: 60 Sfumature di Gola di cui vi ho già parlato tempo addietro. Se te lo sei perso clicca qui.

Dal suo libro abbiamo deciso di fare le sue ricette afrodisiache facendo anche una chiacchiere sul cibo e l’eros. Rispondendo ad alcuni quesiti. Il cibo è davvero afrodisiaco? Quali sono i cibi dell’eros?

Come posso prendere il mio lui/lei per la gola?

Ricette per due, per passione, per…

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Written by Michele

10 marzo 2015 at 11:36

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…come un ragazzo segue un aquilone

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Io ho sempre avuto una passione sfrenata per il grandissimo Fabrizio De André, trovo le sue canzoni delle vere espressioni artistiche musicali-letterarie sublimi.
Quella capacità di coniugare il riso alla forte drammaticità, poesia a leggerezza.
Penso alla tristezza e commozione che suscita in me l’ascolto di opere come “la ballata del Michè”, “fiume sand creek” o “la canzone dell’amor perduto”

ma sarà la prima che incontri per strada, che tu
coprirai d’oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo

Oppure come “la guerra di Piero” o “la morte” da cui ho anche tratto un racconto pubblicato sul libro “Arcani maggiori vietati ai minori”.

davanti all’estrema nemica,
non serve coraggio o fatica,
non serve colpirla nel cuore,
perché la morte, no, non muore

Per non parlare del puro divertimento di “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers”

se ansia di gloria e sete d’onore
spegne la guerra al vincitore,
non ti concede un momento per fare all’amore;
chi poi impone alla sposa soave,
di castità la cintura, ahimè è grave,
in battaglia può correre il rischio di perder la chiave

E poi quella sapiente unione di amarezza e ironia presente in canzoni come “un giudice”, “don Raffaè”, “bocca di rosa”, o “la ballata dell’amore cieco”

e mentre il sangue lento usciva,
e ormai cambiava il suo colore,
la vanità, fredda, gioiva
un uomo s’era ucciso per il suo amore

Poi la mia preferita di sempre, quante volte l’ho persino sognata, vera pura poesia: “la canzone di Marinella”

bianco come la luna il suo cappello,
come l’amore rosso il suo mantello,
tu lo seguisti senza una ragione,
come un ragazzo segue un aquilone

O la stupenda “amore che vieni amore che vai”

quei giorni perduti a rincorrere il vento,
a chiederci un bacio e volerne altri cento,
un giorno qualunque li ricorderai,
amore che fuggi, da me tornerai

Per non dimenticare naturalmente la bellissima e indimenticabile “via del campo”

ama e ridi se amor risponde,
piangi forte se non ti sente,
dai diamanti non nasce niente,
dal letame nascono i fior

Una vera assoluta vetta poetica ed emozionale, anche se un sottile intimo dubbio mi tormenta da sempre…
Esisterà davvero al mondo una sola persona che, ad un sacchetto di diamanti, preferirebbe sul serio una bella badilata di merda?

Written by Michele

4 marzo 2015 at 13:37

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Ho aggiunto un pesto a tavola!

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Il piacere puro è anche ricevere l’immagine della copertina del mio nuovo libro di cucina: “Aggiungi un pesto a tavola”, che uscirà ad aprile!

aggiungiunpesto

E dalla prefazione vi offro alcune righe, giusto per stuzzicare il palato.

Sua maestà, il pesto!

Il pesto genovese è senza dubbio uno dei condimenti per pasta più conosciuti e apprezzati in Italia e nel mondo.
Sono soprattutto tre i principali fattori che ne hanno decretato il grande successo.

Semplicità di creazione:
Si tratta in fondo di una salsa “a freddo” che non richiede quindi alcuna cottura, preparata con pochi semplici ingredienti genuini e presenti, per la maggior parte, sempre in qualsiasi cucina o comunque facilmente reperibili.

Golosità:
Chiunque l’abbia assaggiato non potrà che convenire che nella sua semplice essenza di combinare così magnificamente pochi intensi sapori sia assolutamente goloso. Come resistere, ad esempio, dal intingere nella ciotola la punta del dito per assaggiarlo subito, appena fatto, quando il profumo di basilico olio e aglio invade le narici in modo così fragrante.

Duttilità:
Ha una quasi infinita possibilità d’utilizzo culinario. Condisce egregiamente qualsivoglia formato di pasta, infatti, a differenza della maggior parte dei sughi e delle salse, che comunque tendono ad avere un formato di pasta tipico e preferibile, i piatti classici con il pesto sono molteplici e tutti assolutamente imperdibili. Inoltre si presta ad essere utilizzato in molte altre preparazioni oltre che come condimento per le pastasciutte.

 

Written by Michele

15 febbraio 2015 at 10:26

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Mi auguro gli auguri più auguratamente augurali!

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Nel mezzo del cammin della mia vita
Mi ritrovai più vecchio, di un anno addirittura
Ché in un lampo il tempo è scivolato tra le dita.

Ahi quanto a dir come mi sento è cosa dura
Esta mezz’età selvaggia et aspra e forte
Che nel pensier fa proprio un pò paura!

Tant’è amara che poco più è morte;
Ma per parlar del bello ch’i’ vi trovai,
Dirò de l’altre meraviglie ch’i’ v’ho scorte.

 

Ed eccomi giunto all’ultimo compleanno degli ‘anta…
siamo già a 49… e dal prossimo si passa lo scoglio della metà, anche se da un po’ medito di arrivare ai 50 e da lì di ricominciare poi a contare tornando indietro.
Anche perché, in verità, mi sento più giovane che mai, vivo e vitale, sempre più affamato di emozioni, sensazioni, passioni.
Poi quest’ultimo è stato un anno davvero notevole, ricco di vita, vitalità, e di molti di quei momenti unici, speciali.
Di quelli che restano scolpiti nel marmo del ricordo, che non scivolano via, ma che rendono la vita davvero degna di essere vissuta, quegli attimi cui si ripensa poi spesso, che riportano il sorriso nei momenti tristi.
Perché in fondo i momenti davvero indimenticabili di una vita sono sempre pochini, e il resto fa solo volume.
Ma bando ai discorsi troppo seri e leviamo i calici… (vorrei veramente poter brindare, almeno una volta, con ognuna delle splendide persone che passano di qui, per me)
In un brindisi alla vita, che sia lunga e piena di passione.
Perché nel rammentare i piaceri da me provati, li rinnovo, ne godo di nuovo, e rido delle fatiche sopportate che ormai non sento più , e nel sentirmi una piccola particella dell’universo, rido e parlo all’aria.
In fondo so di aver vissuto, perché ho avuto delle sensazioni.
E bevendo alla mia e vostra salute gioisco, perché sono sicuro che il prossimo anno, il quarantanovesimo di una speriamo ancora molto lunga vita, sarà ancora più bello e emozionante, in un continuo e perenne crescendo. (vabbé in fondo io sono un ottimista, che volete farci)
E quindi voglio fare una cosa nuova, originale, e invece di apprestarmi a ricevere gli auguri, li faccio io a tutti voi che di qui passate.
Auguri di vivere infiniti giorni come questo…
Anche perché la scienza ha recentemente scoperto che avere molti compleanni, allunga molto la vita…

Written by Michele

22 gennaio 2015 at 13:27

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6 Gennaio

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GENNAIO

La neve scendeva furiosa e rischiarava appena l’oscurità notturna, i miei passi erano lenti e silenziosi, gli stivaletti imbottiti affondavano nella neve lasciando dietro di me una traccia profonda ed evidente. Il freddo era intenso e, per mia fortuna, avevo pensato di prendere la sciarpa e i guanti pesanti prima di uscire. Forse sarebbe stato meglio restare a casa, visto il clima inclemente, ma avevo proprio voglia di vedere gli amici e bere qualcosa di caldo e stimolante, un buon irish coffe, fatto come si deve, era stato proprio l’ideale.
Mentre continuavo ad arrancare nella neve fresca, che si spezzava con quel delizioso tipico suono croccante, i miei pensieri scivolavano lievi, svolazzando sulle deliziose gambe della ragazza bionda che avevo appena conosciuto al bar, sul suo irresistibile sorriso e, spietatamente, sulla mia stupidità per non aver trovato il coraggio di chiederle di uscire, o almeno il numero di cellulare.
Sarebbe sparita nel nulla? O avrei avuto la fortuna di rivederla?
Intento in queste elucubrazioni non notai un’oscura figura seduta in un androne accanto al quale ero appena passato, ma una voce lieve mi fermò.
Udii alcune parole sconosciute pronunciate da una persona probabilmente anziana e, incuriosito, mi avvicinai con cautela. Seduta su un freddo gradino vidi una vecchia signora, con il volto raggrinzito dal freddo, avvolta in un vecchio e sgualcito cappotto scuro e con uno scialle nero in testa, che sembrava quasi congelata. Mi avvicinai di più chiedendole se avesse bisogno di aiuto, lei mi rispose qualcosa, sempre in una lingua a me ignota, sorridendomi con una bocca storta e sdentata. Poi, tolte le mani intirizzite dalle tasche del cappotto, fece verso di me alcuni gesti che non riuscii ad interpretare.
Cercai di aiutarla ad alzarsi ma rifiutò il mio aiuto, sempre ridendo e parlando in quell’idioma incomprensibile, quindi sconsolato feci quasi per andarmene. Poi, sorridendole, mi sfilai la sciarpa dal collo avvolgendola intorno al suo e mi levai i guanti poggiandoli sul suo grembo, lei sorrise e li raccolse ma, quando feci per estrarre dal portafoglio alcune banconote, rispose con un gesto fermo e sicuro impedendomi di continuare.
Con una lieve alzata di spalle salutai allora la vecchia e ricominciai a camminare nella neve verso casa, giungendovi infreddolito e stanco, pronto a buttami nel letto per una abbondante dormita.

Guardo ora il sole fuori dalla finestra, i mille riflessi sui tetti coperti di neve e finalmente mi decido ad alzarmi dal letto. È tardi ma in fondo oggi è il 6 gennaio e sono a casa. in vacanza. Entrato nello studio però un’anomalia colpisce immediatamente il mio sguardo. Appesa al camino c’è una lunga e grossa calza rossa, come quelle che da bambino appendevo alla porta della mia camera in attesa che i miei genitori la riempissero di dolci.
“Che ieri sia passata da casa mia madre a farmi questo scherzetto?” Mi chiedo curioso.
“Però me ne sarei accorto”, penso, mentre mi avvicino al camino.
Guardo dentro e vedo una bellissima sciarpa rossa, soffice e calda, poi qualcos’altro di piccolo e verde in fondo alla calza.
Infilo la mano ed estraggo un minuscolo quadrifoglio che si sbriciola al contatto della mia mano, e, mentre mi chiedo cosa cavolo ci facesse lì dentro, uno squillo mi desta dai mille turbinosi pensieri che mi affollano la mente.
Rispondo al telefono, una dolce e calda voce:
«Ciao, sono Elena, ci siamo conosciuti ieri sera al bar. Scusa se chiamo così, è il tuo amico barista che mi ha dato il tuo numero, volevo solo dirti che mi ha fatto piacere conoscerti e che, se ti va, potemmo uscire uno di questi giorni.
E’ stata una lunga e piacevolissima conversazione, ora devo prepararmi e poi passare a prenderla a casa.
Sì! Penso proprio che sarà uno splendido giorno della Befana…

 

Written by Michele

6 gennaio 2015 at 12:28

Ricette pensieri e idiozie

Non è un food blog, non è un diario, allora cos'è?

La Pillaccherona

... stai sempre a spilaccherà.

Luminaria sprecata

L'essenziale è invisibile agli occhi

La ragazza che pedala

Scatto fisso, senza freni. Non posso fermarmi anzi non voglio farlo.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Anna Salvaje

Diario di una cougar

Noras Erotica

I'm just a puzzle that doesn't wanna be solved

the.blonde.emigrant

Random feelings, crazy life

Un Folletto in abito da sera

Io sono quella che, con le parole, crea origami per decorare le pagine

Rupestreblog

∃x(φ)

Marmellata di pensieri

Cosa dice la mia testa

Note di Rugiada

Scrivere è dar voce al silenzio

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

ipennaioli.wordpress.com/

I PENNAIOLI USANO ANCORA CARTA, PENNA E CALAMAIO. SCRIVONO DA ANNI RACCONTI E LI DIFFONDONO ATTRAVERSO PICCIONI VIAGGIATORI AI LORO LETTORI. ALCUNI AMICI NE HANNO SELEZIONATI E RACCOLTI UNA PARTE E HANNO APERTO UNA “BOTTEGA DELLE LETTERE” PER POTERLI DIVULGARE SPONTANEAMENTE ATTRAVERSO INTERNET. NE “LA BOTTEGA DELLE LETTERE” SONO CUSTODITI FRAMMENTI DI QUOTIDIANITÀ, VISSUTA O IMMAGINATA: ESPERIENZE, PARADOSSI, INNAMORAMENTI, EROS. UNA BOTTEGA APERTA AGLI AMICI E A TUTTI COLORO CHE PASSERANNO A trovarci e che con il loro sostegno ci stimoleranno ad esprimerci in modo sempre più creativo e fantasioso.

Laura Ruggiero

Sono solo [Luoghi]. Altrove. @LapostrofoAura

Alessandra Favaro

Le emozioni non possono guarire i mali del mondo, ma permettono di sognare forte!

intempestivoviandante's Blog

Racconti, teatro, letteratura

Una certa idea di inchiostro

di Deborah Talarico

Anna Salvaje

Diario di una cougar

Il Suono Visibile

perché, ogni tanto, è bello ricordarti chi sei...

libellula22

Non cedere mai alle passioni ma se cedi fallo con tutta l' anima

La Mela sBacata

qualche spicchio di me: pensieri caotici in ordine sparso

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Alice Ayres

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Entra in punta di piedi e spia nel buco della serratura

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