Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Posts Tagged ‘afrodisiaco

Mi son sognato addosso!

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sono sempre i sogni
a dare forma al mondo
sono sempre i sogni
a fare la realtà
sono sempre i sogni
a dare forma al mondo
e sogna chi ti dice
che non è così
e sogna chi non crede
che sia tutto qui


Un sogno davvero stupendo stanotte, intenso e profondo.
Eravamo completamente soli, io e te, con il rumore mare che si frangeva sugli scogli in candide onde spumeggianti, luce di candele ovunque che rischiaravano una notte calda e stellata.
Il dolce e delicato profumo di aranci che scendeva dai declivi alle nostre spalle.
Era tutto così profondamente romantico…
E ci siamo fatti un’impepata di cozze da paura!

 

Written by Michele

21 dicembre 2014 at 09:38

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Prigioniera dell’Ombra

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Esce oggi su tutti gli ebook store il mio ultimo racconto lungo:Prigioniera dell'Ombra

Prigioniera dell’Ombra

Al link Damster sopra trovate tutti i link ai vari store online. a ben 99 cent!
Invece di un caffè potrete assaggiare e gustare un piccante e appassionante racconto.

“….
L’aria era fresca e il piccolo sole saliva tra poche candide nuvole. Come sempre la stupì il fatto che la torre non era visibile da nessuna parte, questo poteva solo significare che il labirinto era più lontano da essa di quanto potesse immaginare. Scelse l’ingresso a ovest, per non avere il sole negli occhi, e si avviò tra le siepi. Iniziò girando a caso. Come sempre si imbatteva a tratti in statue curiose, situate in nicchie semicircolari lungo la siepe, oppure in qualche raro spazio più aperto, in cui trovava piccole fontane, panche di pietra e a volte persino qualche bassa costruzione. Curiosi Gazebo e piccoli padiglioni con all’interno quadri e altre misteriose e intriganti opere d’arte.
La cosa strana era che, anche rifacendo lo stesso percorso, o almeno le sembrava di farlo, le statue e le altre meraviglie architettoniche erano sovente differenti, come se il luogo mutasse di continuo mentre lo percorreva. Dopo qualche ora di svolte casuali e dopo aver visitato un piccolo padiglione mai visto prima, con all’interno dei dipinti davvero incredibili per l’emozione intensa donata da quei colori così cupi ma vividi insieme e lo sconvolgente realismo e umanità delle figure rese con una imperfetta perfezione davvero estatica, giunse a un piccolo spiazzo, con al centro un piedistallo sormontato da una splendida scultura di pietra nera.
Si avvicinò, salendo i due gradini del piedistallo, fino a trovarsi di fronte alla statua. Si trattava di una figura maschile, atletica. L’uomo, completamente nudo e dal volto concentrato, quasi corrucciato, tendeva i muscoli con le bracia aperte a compasso e, nella destra, stringeva un sottile giavellotto di metallo brunito. Gabie sfiorò con le dita la perfezione del corpo scolpito, il torace muscoloso, i cui capezzoli parevano quasi veri da tanto erano perfettamente e minuziosamente cesellati. Le sue mani percorsero i tesi muscoli delle braccia, gli accarezzarono il viso, il naso sottile e adunco, la lunga barba riccioluta che scendeva in una punta, tesa anch’essa verso l’invisibile obiettivo del suo lancio. Poi le dita di lei scesero, lungo i muscoli delineati del petto e del ventre, fino a entrare in contatto con il liscio pene, proteso verso il basso, in posizione di riposo, ma comunque sporgente.
Lo accarezzò, lasciando che la mano scivolasse dietro, scoprendo la perfezione della scultura anche nei punti più celati, stringendo tra le dita i marmorei testicoli e abbracciando inconsciamente la scultura. Il desiderio tornò a infiammare la sua mente, l’interno delle sue intime labbra si inumidì profondamente e lei premette il suo corpo, in modo voluttuoso, contro l’uomo di marmo.
…..”

 

Written by Michele

17 novembre 2014 at 10:46

Del fico e della sua gentile signora

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E il Garibaldi fissa il mare
e tira un sorso di rum
che di marsala qui all’Avana
non ne sbarcano più
ripensa ai fichi d’India della terra natia
le notti calde giù a Bahia
che malinconia

Profumo di Fichi…
Stanotte i miei sogni sono stati visitati da questa dolce e stuzzicante fragranza, e quanto mi piacciono i fichi, sono per me uno dei frutti più deliziosi e più interessanti.
Quel loro aspetto panciuto, ricco e morbido, le lievi goccioline di “miele” che spesso si osservano tremolare sui bordi del frutto, e l’attimo splendido in cui si apre rivelando il rosso, dolce e gustoso interno.
Non per niente sono uno dei simboli pi
ù evidenti e storici dell’intimo femminile e uno dei cosiddetti principali ingredienti afrodisiaci (e ovviamente del mio libro di cucina, di ricette appunto afrodisiache).
Che poi in cucina sono dotati di adattamento splendido, e si abbinano meravigliosamente sia con il dolce che con il salato.
Dai fichi al rum ricoperti di cioccolato al classico delle mie parti “salame e fichi” un abbinamento veramente delizioso, e poi il risotto di fichi e gorgonzola, il tortino di fichi e cipolle rosse, il tempura di fichi, i fichi al vino rosso, tutte ricette dal mio libro ovviamente (fine spazio pubblicitario).
Incredibile poi è l’immaginare una splendida fanciulla sotto la doccia, profumata dal bagnoschiuma al profumo di fichi.
Senza dimenticare poi che il femminile di fico resta da sempre il sinonimo di quella irresistibile e desiderabile parte femminile che fa perdere il senno e il sonno a tutti gli uomini (beh quasi).
Perché la verità è che se la fica è senza dubbio la migliore amica dell’uomo…
La sua portatrice sana può diventare invece la sua più agguerrita nemica in natura!

Written by Michele

19 ottobre 2014 at 10:50

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Quasi maggiorenne

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Seduto in quel caffè
io non pensavo a te
Guardavo il mondo che
girava intorno a me

Reduce dal festival dell’Eros di Zibello, ho ritirato gli ultimi due volumi, freschi di stampa in cui appaiono altri due miei racconti, e così ora (escluso il mio libro di cucina, che conteggio a parte) sono a 17 libri in cui appare qualcosa della mia lussuriosa fantasia.

Messaggi al Cioccolato

Messaggi al Cioccolato

L'Ultima Estasi

L’Ultima Estasi


Al prossimo divento quindi maggiorenne.
Curioso pensiero peraltro quello sulla maggiore età, mescolato ai racconti erotici, perché, anche se molti forse non ci hanno mai fatto caso, la letteratura è proprio la sola cosa che non ha alcun tipo di divieto o censura per età del fruitore.
Mentre un ragazzino non può entrare al cinema a vedere molti film, acquistare una rivista fotografica erotica, o sigarette o alcolici, per la letteratura niente limiti, mai.
Non che io sia contrario, per carità, ma fa sorridere il pensiero che si debba cliccare “sono maggiorenne” su internet per visionare corpi nudi o teoricamente presentare un documento per playboy e si possa invece tranquillamente acquistare un De Sade, o un Apollinaire (per citare due scrittori classici ma estremamente forti nella loro erotica letteratura).
Forse che leggere sia meno possente che semplicemente guardare?
Eppure secondo me è il contrario, è immensamente più immaginifico e sensuale poter completare con la fantasia la parola scritta in immagini mentali che meramente guardare una figura, trovo assolutamente più eccitante una storia coinvolgente che una serie di foto esplicite.
Perché alla fine è la fantasia che distingue tra eros e pornografia, il saper condurre almeno per un poco la mente oltre, aldilà del reale, del quotidiano.
Che è un poco la stessa differenza che c’è tra dire a una donna:
voglio far sgorgare appassionatamente e irrefrenabilmente l’erezione sorgiva della tua anima che, rinchiusa nella prigione dei tabù e delle paure, stenta a risalire in superficie”
O
ppure dirle:
“posso trombarti?”
È pur vero che la conclusione potrebbe essere la stessa, ma con molta meno poesia.
La sola cosa importante è che se lei, a quel punto, ti chiede: fammi godere con la lingua…
Tu non le legga delle poesie!

Written by Michele

29 settembre 2014 at 11:33

Mi Piace

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Mi Piace

Mi piace sorprenderti improvvisamente.
Mi piace quando provi a fermarmi, perché potrebbero vederci, ma i tuoi occhi urlano: ancora! Ancora!
Mi piace appoggiare la mano sul tuo collo, sfiorare le orecchie, la gola offerta, indifesa, in natura chi si sottomette al predatore offre sempre la gola, segno di resa totale.
Mi piace restarti dietro, così che la mano segua la tua schiena, provocando brividi.
Mi piace stringerti il culo, le cosce nude. Farti sobbalzare.
Mi piace far scivolare la mia mano sotto la tua corta gonna, oltrepassare il pizzo della calza e trovarti eccitata, desiderosa di me.
Mi piace scostare l’intimo di lato e penetrarti con le dita forti e delicate insieme, possessive, profonde, vogliose.
Mi piace sentire i tuoi sospiri, la diga dei tuoi tabù cedere improvvisa al fiume in piena della mia passione.
Mi piace sentirti completamente mia, così.
Mi piace avere tutto questo potere in una sola mano…

Written by Michele

8 settembre 2014 at 14:15

Presentando qua e là

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Mercoledì 27 agosto alle ore 21.00 a Lido degli Estensi (FE)
Presenterò nuovamente il mio Libro di ricette afrodisiache:

Sessanta sfumature di gola

Se qualche amico Blogger passerà da quelle parti naturalmente offro da bere!
Perché in fondo bere è la terza miglior cosa che puoi fare con le labbra…

saporidamare.preslibroferrara

Written by Michele

25 agosto 2014 at 11:12

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Crudità

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Crudità

Come celebrare la fine di un estate se non con un ricco, grande piatto di rosei gamberetti? naturalmente crudi e freschissimi, su un letto di ghiaccio, ognuno arrotolato sulla propria coda, assolutamente al naturale. E io che resto estasiato di te mentre inizi a mangiare.
Le tue dita afferrano la testa, salde e voluttuose, portandola verso le labbra tumide in attesa. La lingua leggermente protesa dona per un attimo appoggio al dolce e crudo corpo, offerto in dono al piacere della gola, quindi la tua bocca si chiude divorandolo. Infine le tue labbra si stringono, succhiando lussuriosamente il contenuto dolceamaro della testa, appropriandosi così totalmente del pasto.
I miei sensi si infiammano, il desiderio si impadronisce imperioso di me, del mio corpo, della mia intensa e durissima eccitazione che ti desidera ora febbrilmente. La fantasia vola, cresce, e quindi il resto del mondo sparisce all’istante intorno a noi, insieme a tavolo, posate e vestiti, così che io posso ora godere della visione del tuo pasto sulla tua nudità. Il tuo corpo nudo così come lo è in quel momento la tua anima, la tua mente attraverso il tuo sguardo su di me.
E poi lecco le tue labbra, afferro la tua lingua tra le mie, la succhio e stringo, e poi passo sul tuo collo, la tua gola e scendo lentamente gustandomi ogni parte di te, tutti i sapori che si susseguono sul tuo corpo bellissimo, e nei pensieri infine affondo tra le tue gambe, per dissetarmi alla tua eccitazione, e imprimere in me, nella mia bocca il tuo gusto più intenso, più ferino, in un pasto bestiale e sublime insieme.
Tutto questo avviene mentre mi guardi profondo negli occhi, pupille che spalancano ai miei sensi visioni di nuovi mondi, nuove emozioni, piaceri inenarrabili eppure così vicini, quasi potessi protendere le mani verso e te e afferrarli.
E poi vedo un altro gamberetto immolarsi al tuo appetito che pare insaziabile, e un altro ancora, mentre parte di me vorrebbe essere gamberetto ora, nudo indifeso, offerto alle tue labbra, alla tua bocca, alla tua lingua e ai tuoi denti, per divenire così parte di te. Godere dell’immenso piacere di esserti cibo.

Written by Michele

9 agosto 2014 at 13:20

Cuoco

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Cuoco

– Tu che sei un così bravo cuoco, mostrami una bella ricetta erotica, dai! Insegnami!
Qualcosa di piccante e stuzzicante, che faccia impazzire.
– Ma certo, ecco appoggiati al tavolo e inizia a fare a cubetti regolari questo cioccolato fondente.
– Allora è un dolce? Bello, mi piace.
Ma? Ma?
Perché mi spingi giù?
Perché mi sollevi la gonna?
Perché mi abbassi le mutandine?
Perché…? Perché…
Certo che è stata una ricetta davvero profondamente erotica, e molto molto gustosa.
Ma perché ho dovuto fare a cubetti il cioccolato?
– Perché io adoro il fondente nero con il Rum dopo l’orgasmo.

Written by Michele

24 aprile 2014 at 13:34

Cantù che ti passa

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sessantasfumaturedigolaA Cantùùù trallallà trallallà trallallà…
a Cantùùù…
No, non mi sono completamente rimbambito, non più del solito perlomeno.
Ma giovedì sera sarò al Ristorante Garibaldi al Cantù, per una serata di mangiacomescrivi, una cena “piccante” (Menu con 15 varietà di peperoncino, salse e oli, da aggiungere e degustare) per presentare di nuovo il mio libro di cucina afrodisiaca, Sessanta sfumature di Gola, oltre tutto devo pure decidermi a scrivere un nuovo racconto sul tema, visto che da vincitore del passato concorso omonimo, per racconti erotici che miscelino gola e lussuria non posso certo esimermi dal ritentare.
(Chi fosse curioso e volesse leggere il suddetto racconto lo trova tra quelli linkati qui a lato: Nuda e Cruda, oppure cliccando direttamente sul titolo qui)
E se qualche lettore volesse cimentarsi può trovare sul sito Eroxe  il bando del concorso.
E per prepararmi alla serata oggi penso mi preparerò un bel piatto di spaghetti…
Stanlio olio e peperoncino!

Written by Michele

10 marzo 2014 at 11:59

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Sogno o son Destro?

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Le tue strane inibizioni
non fanno parte del sesso
i desideri mitici di prostitute libiche
il senso del possesso che fu pre-alessandrino
la tua voce come il coro delle sirene di Ulisse m’ incatena
ed è bellissimo perdersi in quest’incantesimo


E’ stata una notte agitata, ricca di sogni vividi e persistenti, quelli che preferisco, che non svaniscono come nebbia nei lenti momenti del risveglio, quando ti sembra di ricordarli ancora bene e invece, con estrema rapidità, ogni particolare sfugge alla mente incapace di trattenerli.
Questa notte ho sognato un tremendo mare feroce, i cui colori oscillavano continuamente tra il blu e il grigio. Una grande tempesta, un maelstrom degno di Melville con onde immani spinte da un gelido vento del nord che, come impazzite, si riversavano spumeggianti in un cielo grigio, plumbeo, quasi dello stesso colore dell’acqua, due fluidi uguali, solo di densità diversa che si affannano uno nell’altro, rincorrendosi come se ognuno cercasse di sopraffare l’altro, come in certe lampade fluorescenti che ipnotizzano lo sguardo.
Il mare era tutto, era il sogno ed ero io, insieme danza e danzatore, spettacolo e spettatore.
Sogno in verità spesso il mare in tempesta, ma questa volta la visione si è improvvisamente mutata in incubo quando mi sono sentito fisicamente precipitare, e cadere immerso in quell’uragano di movimenti, sballottato dai marosi come una foglia in un tornado, percepivo una mancanza d’aria tremenda, un angoscia e una incredibile paura di morire così, perduto nei neri abissi senza fondo.
Poi l’incubo si è trasformato in visione quando mi sono sentito afferrare tra le onde e trascinare sul fondo da due azzurre e delicate braccia, appartenenti a una specie di sirena, anche se qui il ricordo si fa più nebuloso, ricordo distintamente solo una enorme massa di capelli scuri ondeggiante nell’acqua profonda, capelli che sembravano godere di vita propria, come minuscoli serpenti di una novella Medusa. Poi due grandi e profondi occhi bianchi e due piene labbra nere, i cui baci appassionati e intensi mi offrivano l’aria che anelavo e insieme mi precipitavano ancora più nell’abisso.
È decisamente vero che gran parte dei nostri sogni li viviamo con assai maggiore intensità della nostra stessa esistenza da svegli, e come scrisse Shakespeare: potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e considerarmi un monarca d’infiniti spazi, se non facessi brutti sogni.
Certo ora a qualcuno pungerà vaghezza di chiedersi come sia finita con la sirena…
Tutto tutto non lo ricordo, ma sicuro deve aver goduto molto, perché faceva continuamente…
AAAAAAAOOOOOHHHAAAAAAAOOOOOOHHHAAAAAAAAAAH!!!

Written by Michele

21 novembre 2013 at 14:29

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●○•°La mia mente è un turbinio di parole sparse che cercano un senso°•○●

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