Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

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Cuoco

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Cuoco

– Tu che sei un così bravo cuoco, mostrami una bella ricetta erotica, dai! Insegnami!
Qualcosa di piccante e stuzzicante, che faccia impazzire.
– Ma certo, ecco appoggiati al tavolo e inizia a fare a cubetti regolari questo cioccolato fondente.
– Allora è un dolce? Bello, mi piace.
Ma? Ma?
Perché mi spingi giù?
Perché mi sollevi la gonna?
Perché mi abbassi le mutandine?
Perché…? Perché…
Certo che è stata una ricetta davvero profondamente erotica, e molto molto gustosa.
Ma perché ho dovuto fare a cubetti il cioccolato?
– Perché io adoro il fondente nero con il Rum dopo l’orgasmo.

Written by Michele

24 aprile 2014 at 13:34

Cantù che ti passa

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sessantasfumaturedigolaA Cantùùù trallallà trallallà trallallà…
a Cantùùù…
No, non mi sono completamente rimbambito, non più del solito perlomeno.
Ma giovedì sera sarò al Ristorante Garibaldi al Cantù, per una serata di mangiacomescrivi, una cena “piccante” (Menu con 15 varietà di peperoncino, salse e oli, da aggiungere e degustare) per presentare di nuovo il mio libro di cucina afrodisiaca, Sessanta sfumature di Gola, oltre tutto devo pure decidermi a scrivere un nuovo racconto sul tema, visto che da vincitore del passato concorso omonimo, per racconti erotici che miscelino gola e lussuria non posso certo esimermi dal ritentare.
(Chi fosse curioso e volesse leggere il suddetto racconto lo trova tra quelli linkati qui a lato: Nuda e Cruda, oppure cliccando direttamente sul titolo qui)
E se qualche lettore volesse cimentarsi può trovare sul sito Eroxe  il bando del concorso.
E per prepararmi alla serata oggi penso mi preparerò un bel piatto di spaghetti…
Stanlio olio e peperoncino!

Written by Michele

10 marzo 2014 at 11:59

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Sogno o son Destro?

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Le tue strane inibizioni
non fanno parte del sesso
i desideri mitici di prostitute libiche
il senso del possesso che fu pre-alessandrino
la tua voce come il coro delle sirene di Ulisse m’ incatena
ed è bellissimo perdersi in quest’incantesimo


E’ stata una notte agitata, ricca di sogni vividi e persistenti, quelli che preferisco, che non svaniscono come nebbia nei lenti momenti del risveglio, quando ti sembra di ricordarli ancora bene e invece, con estrema rapidità, ogni particolare sfugge alla mente incapace di trattenerli.
Questa notte ho sognato un tremendo mare feroce, i cui colori oscillavano continuamente tra il blu e il grigio. Una grande tempesta, un maelstrom degno di Melville con onde immani spinte da un gelido vento del nord che, come impazzite, si riversavano spumeggianti in un cielo grigio, plumbeo, quasi dello stesso colore dell’acqua, due fluidi uguali, solo di densità diversa che si affannano uno nell’altro, rincorrendosi come se ognuno cercasse di sopraffare l’altro, come in certe lampade fluorescenti che ipnotizzano lo sguardo.
Il mare era tutto, era il sogno ed ero io, insieme danza e danzatore, spettacolo e spettatore.
Sogno in verità spesso il mare in tempesta, ma questa volta la visione si è improvvisamente mutata in incubo quando mi sono sentito fisicamente precipitare, e cadere immerso in quell’uragano di movimenti, sballottato dai marosi come una foglia in un tornado, percepivo una mancanza d’aria tremenda, un angoscia e una incredibile paura di morire così, perduto nei neri abissi senza fondo.
Poi l’incubo si è trasformato in visione quando mi sono sentito afferrare tra le onde e trascinare sul fondo da due azzurre e delicate braccia, appartenenti a una specie di sirena, anche se qui il ricordo si fa più nebuloso, ricordo distintamente solo una enorme massa di capelli scuri ondeggiante nell’acqua profonda, capelli che sembravano godere di vita propria, come minuscoli serpenti di una novella Medusa. Poi due grandi e profondi occhi bianchi e due piene labbra nere, i cui baci appassionati e intensi mi offrivano l’aria che anelavo e insieme mi precipitavano ancora più nell’abisso.
È decisamente vero che gran parte dei nostri sogni li viviamo con assai maggiore intensità della nostra stessa esistenza da svegli, e come scrisse Shakespeare: potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e considerarmi un monarca d’infiniti spazi, se non facessi brutti sogni.
Certo ora a qualcuno pungerà vaghezza di chiedersi come sia finita con la sirena…
Tutto tutto non lo ricordo, ma sicuro deve aver goduto molto, perché faceva continuamente…
AAAAAAAOOOOOHHHAAAAAAAOOOOOOHHHAAAAAAAAAAH!!!

Written by Michele

21 novembre 2013 at 14:29

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back from Bologna

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EOtto-in-cucina-libro-60-sfumature-di-gola-2013-10-10-000d è con viva e vibrante soddisfazione che sono tornato sabato da Bologna, dopo due eccellenti serate. Sia l’aperitivo di presentazione del libro sia la cena sono andati ottimamente.

Ambiente splendido a Ottoincucina, il piacere di una amichevolissima compagnia e una cucina davvero professionale in cui mi sono deliziosamente dilettato nel preparare numerose ricette dal mio libro per la gioia (si spera) dei partecipanti ai due eventi.

Otto-in-cucina-libro-60-sfumature-di-gola-2013-10-10-004

 

L‘aperitivo si è sviluppato con piacevoli chiacchiere e bevute con amici di vecchia data e molte nuove piacevoli conoscenze, cui ho propinato dal libro diverse ricette, come l’insalata di patate e alici marinate allo zenzero, il tortino di fichi, caprino e cipolle rosse, le polpette patate e zenzero ai profumi indiani e le penne curry, piselli zucca e zenzero fritto, che hanno riscosso un notevole successo.

 

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Certo il clou però è stato la serata di venerdì, con la vera e propria cena afrodisiaca.

Dove ho ripetuto l’insalata di patate e alici marinate allo zenzero, poi gamberoni alla Michele, potage Pompadour, risotto birra zenzero e mortadella (scelta ovvia trovandomi a Bologna) e un azzardato ma gustoso filetto di maiale al cioccolato, per finire i cuori caldi di cioccolato con salsa di frutti di bosco e lingue di gatto (purtroppo questi sono stati la sola cosa non uscita esteticamente perfetta, ma visto che non ne è avanzato uno, non mi lamento).

insalata di alici marinate allo zenzero e patateOtto-in-cucina-cucina-afrodisiaca-2013-10-11-012Otto-in-cucina-cucina-afrodisiaca-2013-10-11-014Otto-in-cucina-cucina-afrodisiaca-2013-10-11-017Otto-in-cucina-cucina-afrodisiaca-2013-10-11-019cuori caldi di cioccolato

Ho peraltro davvero capito quale paiolo esagerato si facciano i cuochi professionisti, visto che per una cena per una dozzina di persone ho lavorato più di 4 ore nel pomeriggio, più la preparazione vera e propria durante la cena, protrattasi dalle 8,30 a quasi l’una, per fortuna tra la soddisfazione davvero commovente dei commensali paganti, e devo ammettere che, cucinare così, professionalmente per sconosciuti avventori paganti, è davvero cosa diversa dal farlo a casa per amici.
Ma si è instaurato uno splendido rapporto di chiacchiere e risate, e visto che il cibo (abbondante) è andato alla grande e che tutti hanno poi comprato una copia del libro avendone apprezzato le ricette direi che la soddisfazione è stata enorme, soprattutto mia.
Ma alla fine penso di cucinare bene anche perché da piccolo sono caduto in un burrone…
E mi sono unto tutto!

Written by Michele

14 ottobre 2013 at 11:27

io e la due giorni Bolognese

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Messaggio pubblicitario

sessantasfumaturedigolaEbbene sì, oggi niente post deliranti o onirici, ma mi autopromuovo, perché giovedì e venerdì sarò a Bologna per un paio di deliziose (si spera) iniziative di presentazione del mio libro di ricette afrodisiache.
Presso L’associazione enogastronomica Ottoincucina (via del Genio 8, Bologna)
Giovedì 10, dalle ore 18,30 un Aperitivo con la felsinea  presentazione del libro, e alcune delle ricette del libro come stuzzichino.

Venerdì 11, invece la vera e propria Cena Afrodisiaca, in cui cucinerò alcune delle ricette per i fortunati (si spera) commensali

E se qualche lettore si trovasse a passare dalle parti di Bologna e gli pungesse vaghezza di passare a trovarmi ne sarei oltremodo felice.
N
aturalmente mi impegnerò a fondo nel godermi il piacere delle preparazioni, perché in fondo cucinare è come fare l’amore: dev’essere fatto in totale abbandono o non fatto per niente.
Anche se prenderò la cosa con la consueta ironia e leggerezza, siccome più tempo e fatica ci vogliono a preparare la cena, più alta è la probabilità che gli ospiti parlino tutta la sera di altre cene a cui sono stati.
Mi resta solo un piccolo dubbio su una parte del dolce.
Perché la ricetta dice espressamente, una volta rotte le uova, di separare i tuorli, e poi di montare la Chiara…
Io quindi le ho telefonato, ma non ne ha voluto proprio sapere…

Written by Michele

8 ottobre 2013 at 14:07

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Aperitivo milanese con libro

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aperitivo a milano

tu fretta di vivere qualcosa
e ogni cosa è già un ricordo liso
e adesso la pubblicità

Connotando il presente post come velatissimo messaggio pubblicitario, oggi niente profonde elucubrazioni mentali o intensa peccaminosa immaginazione, ma un invito, invito a tutti gli amici e anche agli sconosciuti che passano da queste parti e che potrebbero trovarsi a Milano questo sabato.
Perché con magnifica organizzazione de l’officina del piacere, presenterò il mio libro di cucina afrodisiaca “sessanta sfumature di gola” con un lungo aperitivo, dalle 18, presso il Frida Isola, via Pollaiuolo 3, naturalmente Milano.
E così insieme potremo prendere la vita cum grano salis.
Più una fetta di limone… E una bella tequila…

Written by Michele

11 settembre 2013 at 14:23

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Sessanta Sfumature di Gola

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sessantasfumaturedigola

 In attesa dell’imminentissima uscita cartacea del mio libercolo di cucina afrodisiaca:
“sessanta sfumature di gola” è nata anche l’omonima pagina di facebook (per chi si diletta anche nel zukemberghiano social la porta è apertissima)

https://www.facebook.com/sessantasfumaturedigola

In realtà, seppur in fondo io creda al potere di certi cibi preparati con cura di suscitare desiderio, io ho sempre pensato che ciò che conti davvero nel rendere eccitante una cena siano più che altro i pensieri, gli sguardi, i gesti.

L’osservarsi reciprocamente gli occhi, le labbra, la bocca mentre si riempie e svuota progressivamente, il gusto di godere di come si assaporano, anche in maniera provocante i bocconi più succulenti, di come le mani si muovono sul piatto e ancora di più intorno al calice, di come il vino scivola lungo il cristallo per riversarsi tra le labbra, bagnandole delicatamente.

Ed è proprio  in queste percezioni sensoriali, capaci di provocare sguardi e gesti di reciproca intesa, di profonda complicità, che risiede e vive il vero potere afrodisiaco del cibo, perché la stimolazione del palato non tarda poi ad espandersi ed a coinvolgere tutti gli altri sensi.

Anche perché onestamente cosa si desidera sempre appagare prima di tutto, se non la mente?

Non c’è piacere più grande per appagare il cervello e la mente delle curiosità, delle fantasie, il vero alimento dell’intelligenza e dello spirito. Perché in fondo nati non fummo a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.

E qui esco un attimo dal discorso e mi autocompiaccio per la dantesca citazione, alla faccia della cara professoressa di italiano che per 5 anni di liceo ha sostenuto (in verità abbastanza a ragione) che non aprissi mai la divina commedia.

In fondo è innegabile che il rapporto con il cibo sia un momento importante della nostra vita, con una simbologia e un valore che trascendono ormai la sua semplice, iniziale funzione nutritiva, e così  insieme al piacere della gola la stessa Afrodite balza protagonista, perché le sensazioni gustative inconsciamente rievocano le molte altre piacevoli sensazioni corporee fino ad unire indissolubilmente eros e cibo.

E se poi si invita a cena una deliziosa fanciulla, e grazie al cibo preparato con cura e seguendo le ricette adatte, le sue labbra si fanno infuocate, i suoi tremiti si fanno impetuosi tra le tue braccia, gli occhi ardono e si dilatano… Scordatela, sicuramente ha la malaria…

 

Written by Michele

31 agosto 2013 at 13:19

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Makeupraimbow

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