Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

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back from Bologna

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EOtto-in-cucina-libro-60-sfumature-di-gola-2013-10-10-000d è con viva e vibrante soddisfazione che sono tornato sabato da Bologna, dopo due eccellenti serate. Sia l’aperitivo di presentazione del libro sia la cena sono andati ottimamente.

Ambiente splendido a Ottoincucina, il piacere di una amichevolissima compagnia e una cucina davvero professionale in cui mi sono deliziosamente dilettato nel preparare numerose ricette dal mio libro per la gioia (si spera) dei partecipanti ai due eventi.

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L‘aperitivo si è sviluppato con piacevoli chiacchiere e bevute con amici di vecchia data e molte nuove piacevoli conoscenze, cui ho propinato dal libro diverse ricette, come l’insalata di patate e alici marinate allo zenzero, il tortino di fichi, caprino e cipolle rosse, le polpette patate e zenzero ai profumi indiani e le penne curry, piselli zucca e zenzero fritto, che hanno riscosso un notevole successo.

 

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Certo il clou però è stato la serata di venerdì, con la vera e propria cena afrodisiaca.

Dove ho ripetuto l’insalata di patate e alici marinate allo zenzero, poi gamberoni alla Michele, potage Pompadour, risotto birra zenzero e mortadella (scelta ovvia trovandomi a Bologna) e un azzardato ma gustoso filetto di maiale al cioccolato, per finire i cuori caldi di cioccolato con salsa di frutti di bosco e lingue di gatto (purtroppo questi sono stati la sola cosa non uscita esteticamente perfetta, ma visto che non ne è avanzato uno, non mi lamento).

insalata di alici marinate allo zenzero e patateOtto-in-cucina-cucina-afrodisiaca-2013-10-11-012Otto-in-cucina-cucina-afrodisiaca-2013-10-11-014Otto-in-cucina-cucina-afrodisiaca-2013-10-11-017Otto-in-cucina-cucina-afrodisiaca-2013-10-11-019cuori caldi di cioccolato

Ho peraltro davvero capito quale paiolo esagerato si facciano i cuochi professionisti, visto che per una cena per una dozzina di persone ho lavorato più di 4 ore nel pomeriggio, più la preparazione vera e propria durante la cena, protrattasi dalle 8,30 a quasi l’una, per fortuna tra la soddisfazione davvero commovente dei commensali paganti, e devo ammettere che, cucinare così, professionalmente per sconosciuti avventori paganti, è davvero cosa diversa dal farlo a casa per amici.
Ma si è instaurato uno splendido rapporto di chiacchiere e risate, e visto che il cibo (abbondante) è andato alla grande e che tutti hanno poi comprato una copia del libro avendone apprezzato le ricette direi che la soddisfazione è stata enorme, soprattutto mia.
Ma alla fine penso di cucinare bene anche perché da piccolo sono caduto in un burrone…
E mi sono unto tutto!

Written by Michele

14 ottobre 2013 at 11:27

io e la due giorni Bolognese

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Messaggio pubblicitario

sessantasfumaturedigolaEbbene sì, oggi niente post deliranti o onirici, ma mi autopromuovo, perché giovedì e venerdì sarò a Bologna per un paio di deliziose (si spera) iniziative di presentazione del mio libro di ricette afrodisiache.
Presso L’associazione enogastronomica Ottoincucina (via del Genio 8, Bologna)
Giovedì 10, dalle ore 18,30 un Aperitivo con la felsinea  presentazione del libro, e alcune delle ricette del libro come stuzzichino.

Venerdì 11, invece la vera e propria Cena Afrodisiaca, in cui cucinerò alcune delle ricette per i fortunati (si spera) commensali

E se qualche lettore si trovasse a passare dalle parti di Bologna e gli pungesse vaghezza di passare a trovarmi ne sarei oltremodo felice.
N
aturalmente mi impegnerò a fondo nel godermi il piacere delle preparazioni, perché in fondo cucinare è come fare l’amore: dev’essere fatto in totale abbandono o non fatto per niente.
Anche se prenderò la cosa con la consueta ironia e leggerezza, siccome più tempo e fatica ci vogliono a preparare la cena, più alta è la probabilità che gli ospiti parlino tutta la sera di altre cene a cui sono stati.
Mi resta solo un piccolo dubbio su una parte del dolce.
Perché la ricetta dice espressamente, una volta rotte le uova, di separare i tuorli, e poi di montare la Chiara…
Io quindi le ho telefonato, ma non ne ha voluto proprio sapere…

Written by Michele

8 ottobre 2013 at 14:07

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Aperitivo milanese con libro

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aperitivo a milano

tu fretta di vivere qualcosa
e ogni cosa è già un ricordo liso
e adesso la pubblicità

Connotando il presente post come velatissimo messaggio pubblicitario, oggi niente profonde elucubrazioni mentali o intensa peccaminosa immaginazione, ma un invito, invito a tutti gli amici e anche agli sconosciuti che passano da queste parti e che potrebbero trovarsi a Milano questo sabato.
Perché con magnifica organizzazione de l’officina del piacere, presenterò il mio libro di cucina afrodisiaca “sessanta sfumature di gola” con un lungo aperitivo, dalle 18, presso il Frida Isola, via Pollaiuolo 3, naturalmente Milano.
E così insieme potremo prendere la vita cum grano salis.
Più una fetta di limone… E una bella tequila…

Written by Michele

11 settembre 2013 at 14:23

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Sessanta Sfumature di Gola

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 In attesa dell’imminentissima uscita cartacea del mio libercolo di cucina afrodisiaca:
“sessanta sfumature di gola” è nata anche l’omonima pagina di facebook (per chi si diletta anche nel zukemberghiano social la porta è apertissima)

https://www.facebook.com/sessantasfumaturedigola

In realtà, seppur in fondo io creda al potere di certi cibi preparati con cura di suscitare desiderio, io ho sempre pensato che ciò che conti davvero nel rendere eccitante una cena siano più che altro i pensieri, gli sguardi, i gesti.

L’osservarsi reciprocamente gli occhi, le labbra, la bocca mentre si riempie e svuota progressivamente, il gusto di godere di come si assaporano, anche in maniera provocante i bocconi più succulenti, di come le mani si muovono sul piatto e ancora di più intorno al calice, di come il vino scivola lungo il cristallo per riversarsi tra le labbra, bagnandole delicatamente.

Ed è proprio  in queste percezioni sensoriali, capaci di provocare sguardi e gesti di reciproca intesa, di profonda complicità, che risiede e vive il vero potere afrodisiaco del cibo, perché la stimolazione del palato non tarda poi ad espandersi ed a coinvolgere tutti gli altri sensi.

Anche perché onestamente cosa si desidera sempre appagare prima di tutto, se non la mente?

Non c’è piacere più grande per appagare il cervello e la mente delle curiosità, delle fantasie, il vero alimento dell’intelligenza e dello spirito. Perché in fondo nati non fummo a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.

E qui esco un attimo dal discorso e mi autocompiaccio per la dantesca citazione, alla faccia della cara professoressa di italiano che per 5 anni di liceo ha sostenuto (in verità abbastanza a ragione) che non aprissi mai la divina commedia.

In fondo è innegabile che il rapporto con il cibo sia un momento importante della nostra vita, con una simbologia e un valore che trascendono ormai la sua semplice, iniziale funzione nutritiva, e così  insieme al piacere della gola la stessa Afrodite balza protagonista, perché le sensazioni gustative inconsciamente rievocano le molte altre piacevoli sensazioni corporee fino ad unire indissolubilmente eros e cibo.

E se poi si invita a cena una deliziosa fanciulla, e grazie al cibo preparato con cura e seguendo le ricette adatte, le sue labbra si fanno infuocate, i suoi tremiti si fanno impetuosi tra le tue braccia, gli occhi ardono e si dilatano… Scordatela, sicuramente ha la malaria…

 

Written by Michele

31 agosto 2013 at 13:19

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Ne conquista più la Gola della Spada

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Piccola personale dissertazione psico-afrodisiaco-culinaria.

Mi capita saltuariamente tra le mani un vecchio libro di cucina (forse il primo che abbia mai comprato), la cucina di Afrodite, scritto dal grande Ugo Tognazzi, un bellissimo libro di ricette, che l’autore sostiene essere molto afrodisiache.
In realtà io credo che ciò che possa rendere davvero eccitante una cena siano più che altro i pensieri, gli sguardi, i gesti di chi partecipa (specialmente se si tratta di una cena a due).
L’osservarsi reciprocamente gli occhi, le labbra, la bocca mentre si riempie e si svuota progressivamente, la lingua che, a volte, appare lieve a solleticare e ripulire le labbra.
Il saper godere con ogni senso mentre si assapora, anche in maniera deliziosamente provocante, i bocconi più succulenti.
Saper cogliere la sensualità delle mani che si muovono sul piatto, sulle posate e ancora di più intorno al calice, di come il vino scivola lungo il cristallo per riversarsi tra le labbra, bagnandole delicatamente.
Ed è proprio in queste percezioni sensoriali, capaci di provocare sguardi e gesti di reciproca intesa e di profonda complicità, che risiede e vive il vero potere afrodisiaco del cibo, perché la stimolazione del palato non tarda mai a espandersi e coinvolgere tutti gli altri sensi.
Anche perché, onestamente, cosa si desidera sempre appagare prima di tutto se non la mente?
Non esiste quindi piacere più grande per soddisfare il cervello e la mente delle curiosità e delle fantasie, il vero alimento dell’intelligenza e dello spirito.
In fondo nati non fummo a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza, e qui esco un attimo dal discorso e mi autocompiaccio per la dantesca citazione, alla faccia della cara professoressa di italiano che per 5 anni di liceo ha sostenuto (in verità abbastanza a ragione) che non aprissi mai la divina commedia, e anche del buon Benigni che ormai sembra il solo depositario della suddetta.
In fondo è innegabile che il rapporto con il cibo sia un momento importante della nostra vita, con una simbologia e un valore che trascendono ormai la sua semplice, iniziale funzione nutritiva.
Così, insieme al piacere della gola, la stessa Afrodite balza protagonista, perché le sensazioni gustative inconsciamente rievocano le molte altre piacevoli sensazioni corporee fino ad unire indissolubilmente eros e cibo.
Ma tornando all’argomento iniziale, i “cibi afrodisiaci”, sorge spontanea la domanda:
Esistono davvero cibi afrodisiaci o sono solo un’invenzione della mente?
Certo non è facile dare una risposta, in genere molti reputano certi cibi afrodisiaci per via del loro contenuto in sostanze piccanti o vasodilatatorie, applicando quindi una base di ragionamento scientifica, altri si basano più sulle caratteristiche tipiche del cibo in questione, ma certo nulla di sicuro si conosce davvero al riguardo.
Sicuramente ci sono molte esagerazioni, ad esempio si dice che le ostriche siano molto afrodisiache, ma l’ultima volta che ne ho mangiate una dozzina, solo sette hanno poi fatto effetto (per chi eventualmente non capisse qui la battuta, sono disposto anche a una dimostrazione pratica).
Quali sarebbero quindi esattamente i cibi Afrodisiaci?
Il termine “Afrodisiaco” risale agli albori della cultura Greca.
Discende appunto da Afrodite, la dea dell’amore e della bellezza, gli afrodisiaci comprenderebbero quindi bevande, cibi, odori, erbe, prodotti chimici e altre sostanze che incrementano (o dovrebbero incrementare) la libido.
Gli Afrodisiaci nascono per influenzare uno o più dei sei sensi, Vista, Udito, Odorato, Tatto, Gusto e, ultimo, non considerato tra i 5 sensi classici, ma non meno importante, Mente.
Ma certo alla fine sono immaginazione, complicità e gioco i presupposti su cui si basa il vero potere afrodisiaco di certi cibi.
Alcuni alimenti derivano il loro “potere” da evidenti associazioni visive, dall’aspetto quindi (fallico o vaginale), come l’asparago, il cetriolo, l’avocado, la polvere di corno di rinoceronte, il fico, l’ostrica e i molluschi in genere, che sono peraltro ricchi di minerali e sostante nutrienti ed erano usati allo scopo in abbondanza dai Romani.
Altri dalla loro stessa natura genitale, come i testicoli di vari animali o lo sperma di cervo o asino (sempre retaggio dei Romani).
Molti, specialmente diverse erbe e spezie, conterrebbero poi diverse sostanze atte ad aumentare o migliorare il desiderio, il caviale (ricco di zinco e anche ricco di suo visto il prezzo), il cioccolato (ricco di antiossidanti ed eccitanti), il peperoncino (estremamente vasodilatatorio), e poi zafferano, anice, chiodi di garofano, coriandolo, origano, pepe, zenzero, noce moscata, senape e vaniglia.
Infine gli alcolici, che in piccole dosi tendono ad euforizzare e far abbandonare le inibizioni.
Ma ciò che occorre veramente perché la cucina sia Afrodisiaca è che riesca a i
nebriare davvero tutti i sensi.
La vista.
L’occhio vuole la sua parte perché prima l’immagine forma i sogni e poi sviluppa desideri, quindi in cucina come in amore la vista va stupita, stuzzicata. Quindi occorre sbizzarrirsi con la fantasia e la cura del piatto.
L’udito.
Durante una buona cena il piacere di una buona, intima e profonda conversazione, i rumori discreti e l’atmosfera ovattata, al limite con una lieve musica di sottofondo, creano una situazione di benessere che predispone all’intimità ed alla seduzione.
Gusto.
Senza dubbio il senso più coinvolto, con i molteplici sapori dei piatti, che devono quindi contenere sapienti contrasti di caldo-freddo, morbido-croccante, dolce-amaro-piccante, atti a stupire e coinvolgere.
Olfatto.
L’odore anticipa il piacere della gola, fa sognare, stuzzica la fame ricordandoci anche sensazioni già vissute o prospettandone di nuove.
Tatto.
Nella tavola tutto partecipa al piacere e quindi va accuratamente predisposto e pensato, proprio come il vestito e la biancheria nel corpo dell’amante. E poi usare le mani spesso rende ancora più afrodisiaco, eccitante l’atto del mangiare, soprattutto se ci si scambia il cibo con le dita.
E’ pertanto in questa combinazione di tutti i sensi che si trova la magia dell’indissolubilità di gastronomia ed eros.
Ed è
certo che se inviti a cena una deliziosa fanciulla e grazie al cibo e all’ambiente preparato con cura le sue labbra si fanno infuocate, i suoi tremiti si fanno impetuosi tra le tue braccia, gli occhi ardono e si dilatano…
Scordatela, sicuramente ha la malaria…

 

Written by Michele

11 aprile 2013 at 19:06

Pubblicato su pensieri

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