Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

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Alice nel paese delle mie meraviglie

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Sfuggente dal Cappellaio Matto e rincorsa dal Bianconiglio, dimmi di te Alice, dimmi del mondo riflesso al contrario che vive così uguale e profondamente differente dentro allo specchio, di tutti i noncompleanni che potremmo festeggiare, e raccontami di tutti quegli amori che non finiscono mai, perché iniziano continuamente, scorrendo da soli sulla copertina senza mai spalancare il libro delle fiabe.
E e se fingessimo che la realtà sia quella oltre lo specchio e il sogno tutta questa noiosa e ammorbante quotidianità?
Così potrai ballare con me, estraendo dal cilindro del cappellaio matto una fantasia nuova a ogni passo di danza, volteggiando su cuori e pensieri che non vanno mai in frantumi e dove non sono solo o dolcetti a sussurrarti mangiami e bevimi, ma anche le mie labbra.
Certo, dolce Alice, sarebbe stato molto più facile lasciar fuggire il Bianconiglio senza inseguirlo.
Guardarlo semplicemente correre via, ma sarebbe così scappata anche la tua fantasia.
Potevi certamente restare nel tuo piccolo mondo, continuare a essere ciò che in realtà non sei, tutto più semplice, più logico, più normale.
Eppure hai deciso di spingerti oltre, oltre lo specchio, oltre il consueto, oltre il possibile, lasciando uscire le più segrete sfumature di te.
Per perderti in una infinita e turbinante ora del the con il folle cappellaio.
Perché in realtà il Cappellaio Matto vuole solo trovare il cuore di Alice e stringerlo tra le dita, mostrarglielo e farle vedere come batte e quanto può fermare il tempo, o scorrere con esso, all’unisono, come un vitale metronomo.
Sa che è sommerso da schegge di vetro, perduto e sparso negli incubi di tutto il mondo ma non teme il buio. Seppur folle era un cavaliere, un tempo.
Sa scendere nei profondi abissi delle sue stesse paure, noncurante dei tagli sposta a mani nude le lame e le schegge acuminate che nascondono e proteggono i segreti di Alice, pronto a sfidare il tempo stesso per assaporarli e viverli, uno a uno.
E così dopo aver ammazzato lo stesso tempo, fermandolo in un’interminabile ora del the, perduto nell’attesa di lei, continua a cercarle il cuore.
E lo trova, alla fine.

Written by Michele

9 novembre 2015 at 11:37

Mi son sognato addosso!

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sono sempre i sogni
a dare forma al mondo
sono sempre i sogni
a fare la realtà
sono sempre i sogni
a dare forma al mondo
e sogna chi ti dice
che non è così
e sogna chi non crede
che sia tutto qui


Un sogno davvero stupendo stanotte, intenso e profondo.
Eravamo completamente soli, io e te, con il rumore mare che si frangeva sugli scogli in candide onde spumeggianti, luce di candele ovunque che rischiaravano una notte calda e stellata.
Il dolce e delicato profumo di aranci che scendeva dai declivi alle nostre spalle.
Era tutto così profondamente romantico…
E ci siamo fatti un’impepata di cozze da paura!

 

Written by Michele

21 dicembre 2014 at 09:38

Pubblicato su pensieri

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Prigioniera dell’Ombra

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Esce oggi su tutti gli ebook store il mio ultimo racconto lungo:Prigioniera dell'Ombra

Prigioniera dell’Ombra

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Invece di un caffè potrete assaggiare e gustare un piccante e appassionante racconto.

“….
L’aria era fresca e il piccolo sole saliva tra poche candide nuvole. Come sempre la stupì il fatto che la torre non era visibile da nessuna parte, questo poteva solo significare che il labirinto era più lontano da essa di quanto potesse immaginare. Scelse l’ingresso a ovest, per non avere il sole negli occhi, e si avviò tra le siepi. Iniziò girando a caso. Come sempre si imbatteva a tratti in statue curiose, situate in nicchie semicircolari lungo la siepe, oppure in qualche raro spazio più aperto, in cui trovava piccole fontane, panche di pietra e a volte persino qualche bassa costruzione. Curiosi Gazebo e piccoli padiglioni con all’interno quadri e altre misteriose e intriganti opere d’arte.
La cosa strana era che, anche rifacendo lo stesso percorso, o almeno le sembrava di farlo, le statue e le altre meraviglie architettoniche erano sovente differenti, come se il luogo mutasse di continuo mentre lo percorreva. Dopo qualche ora di svolte casuali e dopo aver visitato un piccolo padiglione mai visto prima, con all’interno dei dipinti davvero incredibili per l’emozione intensa donata da quei colori così cupi ma vividi insieme e lo sconvolgente realismo e umanità delle figure rese con una imperfetta perfezione davvero estatica, giunse a un piccolo spiazzo, con al centro un piedistallo sormontato da una splendida scultura di pietra nera.
Si avvicinò, salendo i due gradini del piedistallo, fino a trovarsi di fronte alla statua. Si trattava di una figura maschile, atletica. L’uomo, completamente nudo e dal volto concentrato, quasi corrucciato, tendeva i muscoli con le bracia aperte a compasso e, nella destra, stringeva un sottile giavellotto di metallo brunito. Gabie sfiorò con le dita la perfezione del corpo scolpito, il torace muscoloso, i cui capezzoli parevano quasi veri da tanto erano perfettamente e minuziosamente cesellati. Le sue mani percorsero i tesi muscoli delle braccia, gli accarezzarono il viso, il naso sottile e adunco, la lunga barba riccioluta che scendeva in una punta, tesa anch’essa verso l’invisibile obiettivo del suo lancio. Poi le dita di lei scesero, lungo i muscoli delineati del petto e del ventre, fino a entrare in contatto con il liscio pene, proteso verso il basso, in posizione di riposo, ma comunque sporgente.
Lo accarezzò, lasciando che la mano scivolasse dietro, scoprendo la perfezione della scultura anche nei punti più celati, stringendo tra le dita i marmorei testicoli e abbracciando inconsciamente la scultura. Il desiderio tornò a infiammare la sua mente, l’interno delle sue intime labbra si inumidì profondamente e lei premette il suo corpo, in modo voluttuoso, contro l’uomo di marmo.
…..”

 

Written by Michele

17 novembre 2014 at 10:46

Sognandomi addosso

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La porta dei sogni
La porta dei sogni
La porta dei sogni chiudila tu

Questa notte ho sognato molto.
Sogni molto agitati, un ludibrio di membra intrecciate, passione e piaceri che si mescolavano incessantemente.
Due corpi nudi intrecciati, che si univano e intrecciavano in ogni modo possibile e immaginabile.
Uno era decisamente il mio, l’altro era avvolto nell’ombra del sogno, ma si avvinghiava a me, baciava, mordeva, graffiava, e poi baciava ancora, e su tutto, ovattato come nella nebbia di un caldo vapore, un profumo.
Un sentore dolce di zucchero, zucchero a velo forse, o più probabilmente filato.
Ricordo bene quando da bambino restavo incantato davanti alla macchina dello zucchero filato.
Come quel semplice e sottile lungo bastoncino si ricopriva rapidamente di scie di bianca dolcezza, come una nuvola di golosità, pronta a ricristallizzarsi e sciogliersi poi al contatto caldo con le labbra e la lingua, un piacere così simile al sesso orale, ora mi rendo conto.
Sesso orale, che adoro…
E che
è poi decisamente più interessante e piacevole di quello scritto…

Written by Michele

10 novembre 2014 at 10:55

Prendimela!

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Prendimela!

«Allora me la prendi? Lo hai promesso»

«Non posso proprio, non insistere, sai che è proibito»

Lei mosse le dita sul suo corpo giocando, come a mimare un omino che passeggia, camminando su di lui fino al membro, ora rilassato.
Iniziò quindi un movimento leggero, circolare, che gli provocò immediati sussulti, facendolo ergere rapido e turgido, anche se avevano appena terminato di fare l’amore.
Poi la ragazza introdusse la lingua nel suo orecchio, vorace e peccaminosa, facendolo tremare. infine scese poco a poco lungo il suo corpo nudo leccando e baciando, fino sostituire le dita con le labbra.
Lo leccò, succhiò, baciò e strinse come mai aveva fatto prima, poi improvvisamente smise.

«No, ti prego, continua!»
La pregò l’uomo, preda di un desiderio irrefrenabile.

«Prendimela… Prendimela.. Prendimela…»
Continuò a sussurrargli lei, leccandolo piano, su e giù, provocante e irresistibile.

«Sì, sì, non smettere e giuro che te la prendo Eva!»

Written by Michele

3 ottobre 2014 at 13:26

Pubblicato su racconti

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Mi Piace

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Mi Piace

Mi piace sorprenderti improvvisamente.
Mi piace quando provi a fermarmi, perché potrebbero vederci, ma i tuoi occhi urlano: ancora! Ancora!
Mi piace appoggiare la mano sul tuo collo, sfiorare le orecchie, la gola offerta, indifesa, in natura chi si sottomette al predatore offre sempre la gola, segno di resa totale.
Mi piace restarti dietro, così che la mano segua la tua schiena, provocando brividi.
Mi piace stringerti il culo, le cosce nude. Farti sobbalzare.
Mi piace far scivolare la mia mano sotto la tua corta gonna, oltrepassare il pizzo della calza e trovarti eccitata, desiderosa di me.
Mi piace scostare l’intimo di lato e penetrarti con le dita forti e delicate insieme, possessive, profonde, vogliose.
Mi piace sentire i tuoi sospiri, la diga dei tuoi tabù cedere improvvisa al fiume in piena della mia passione.
Mi piace sentirti completamente mia, così.
Mi piace avere tutto questo potere in una sola mano…

Written by Michele

8 settembre 2014 at 14:15

Ricordo dolce e amaro

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Proprio oggi sono 5 anni che mio padre se né andato per sempre, e seppur allietato dai mille ricordi splendidi mi manca ancora tremendamente, e non so che darei per poterlo rivedere ancora una volta, fargli sapere molte cose che non ho mai avuto occasione di dirgli e condividere con lui molte cose splendide accadute dopo la sua scomparsa.
Sono felice di essergli stato accanto, tenendogli la mano quando è successo, in fondo lui era lì, quando sono arrivato io, è giusto che io ci fossi quando è partito lui.
E conserverò per sempre gli innumerevoli momenti piacevoli vissuti insieme.
Come dimenticare quando da bambino, invece di favole, mi raccontava come un fantastico racconto di avventura l’Iliade e l’Odissea, e penso che la mia passione per quel genere di letteratura nasca proprio da quello, oppure quel suo modo unico di essere sempre ironico, seppur in modo delicato, il sorriso sempre presente, il suo modo di affrontare la vita con leggerezza, vivendo pienamente le sue passioni e non curandosi troppo del resto del mondo, di chi esulava dalle persone speciali e amiche davvero.
E anche un po’ questo credo sia la sua magnifica eredità, ormai naturale in me.

Sei stato un bravo papà, oserei dire un grande padre, e non si potrebbe assolutamente desiderarne uno migliore.

“ma ho vissuto, e non ho vissuto invano;
la mia mente perderà la sua forza,
il mio sangue il suo fuoco,
e, sconfitto dal male,
perirà anche il mio corpo,
ma in me esiste qualcosa che consumerà
il tormento del tempo
e vivrà quando sarò morto…”
prometeus – Lord Byron

Written by Michele

26 luglio 2014 at 14:22

Pubblicato su pensieri

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Luminaria sprecata

L'essenziale è invisibile agli occhi

La ragazza che pedala

Scatto fisso, senza freni. Non posso fermarmi anzi non voglio farlo.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Anna Salvaje

Diario di una cougar

Noras Erotica

I'm just a puzzle that doesn't wanna be solved

the.blonde.emigrant

Random feelings, crazy life

Un Folletto in abito da sera

Io sono quella che, con le parole, crea origami per decorare le pagine

Rupestreblog

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Marmellata di pensieri

Cosa dice la mia testa

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Scrivere è dar voce al silenzio

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

ipennaioli.wordpress.com/

I PENNAIOLI USANO ANCORA CARTA, PENNA E CALAMAIO. SCRIVONO DA ANNI RACCONTI E LI DIFFONDONO ATTRAVERSO PICCIONI VIAGGIATORI AI LORO LETTORI. ALCUNI AMICI NE HANNO SELEZIONATI E RACCOLTI UNA PARTE E HANNO APERTO UNA “BOTTEGA DELLE LETTERE” PER POTERLI DIVULGARE SPONTANEAMENTE ATTRAVERSO INTERNET. NE “LA BOTTEGA DELLE LETTERE” SONO CUSTODITI FRAMMENTI DI QUOTIDIANITÀ, VISSUTA O IMMAGINATA: ESPERIENZE, PARADOSSI, INNAMORAMENTI, EROS. UNA BOTTEGA APERTA AGLI AMICI E A TUTTI COLORO CHE PASSERANNO A trovarci e che con il loro sostegno ci stimoleranno ad esprimerci in modo sempre più creativo e fantasioso.

Laura Ruggiero

Sono solo [Luoghi]. Altrove. @LapostrofoAura

Alessandra Favaro

Le emozioni non possono guarire i mali del mondo, ma permettono di sognare forte!

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