Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

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Prigioniera dell’Ombra

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Prigioniera dell’Ombra

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“….
L’aria era fresca e il piccolo sole saliva tra poche candide nuvole. Come sempre la stupì il fatto che la torre non era visibile da nessuna parte, questo poteva solo significare che il labirinto era più lontano da essa di quanto potesse immaginare. Scelse l’ingresso a ovest, per non avere il sole negli occhi, e si avviò tra le siepi. Iniziò girando a caso. Come sempre si imbatteva a tratti in statue curiose, situate in nicchie semicircolari lungo la siepe, oppure in qualche raro spazio più aperto, in cui trovava piccole fontane, panche di pietra e a volte persino qualche bassa costruzione. Curiosi Gazebo e piccoli padiglioni con all’interno quadri e altre misteriose e intriganti opere d’arte.
La cosa strana era che, anche rifacendo lo stesso percorso, o almeno le sembrava di farlo, le statue e le altre meraviglie architettoniche erano sovente differenti, come se il luogo mutasse di continuo mentre lo percorreva. Dopo qualche ora di svolte casuali e dopo aver visitato un piccolo padiglione mai visto prima, con all’interno dei dipinti davvero incredibili per l’emozione intensa donata da quei colori così cupi ma vividi insieme e lo sconvolgente realismo e umanità delle figure rese con una imperfetta perfezione davvero estatica, giunse a un piccolo spiazzo, con al centro un piedistallo sormontato da una splendida scultura di pietra nera.
Si avvicinò, salendo i due gradini del piedistallo, fino a trovarsi di fronte alla statua. Si trattava di una figura maschile, atletica. L’uomo, completamente nudo e dal volto concentrato, quasi corrucciato, tendeva i muscoli con le bracia aperte a compasso e, nella destra, stringeva un sottile giavellotto di metallo brunito. Gabie sfiorò con le dita la perfezione del corpo scolpito, il torace muscoloso, i cui capezzoli parevano quasi veri da tanto erano perfettamente e minuziosamente cesellati. Le sue mani percorsero i tesi muscoli delle braccia, gli accarezzarono il viso, il naso sottile e adunco, la lunga barba riccioluta che scendeva in una punta, tesa anch’essa verso l’invisibile obiettivo del suo lancio. Poi le dita di lei scesero, lungo i muscoli delineati del petto e del ventre, fino a entrare in contatto con il liscio pene, proteso verso il basso, in posizione di riposo, ma comunque sporgente.
Lo accarezzò, lasciando che la mano scivolasse dietro, scoprendo la perfezione della scultura anche nei punti più celati, stringendo tra le dita i marmorei testicoli e abbracciando inconsciamente la scultura. Il desiderio tornò a infiammare la sua mente, l’interno delle sue intime labbra si inumidì profondamente e lei premette il suo corpo, in modo voluttuoso, contro l’uomo di marmo.
…..”

 

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Written by Michele

17 novembre 2014 at 10:46

Prendimela!

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Prendimela!

«Allora me la prendi? Lo hai promesso»

«Non posso proprio, non insistere, sai che è proibito»

Lei mosse le dita sul suo corpo giocando, come a mimare un omino che passeggia, camminando su di lui fino al membro, ora rilassato.
Iniziò quindi un movimento leggero, circolare, che gli provocò immediati sussulti, facendolo ergere rapido e turgido, anche se avevano appena terminato di fare l’amore.
Poi la ragazza introdusse la lingua nel suo orecchio, vorace e peccaminosa, facendolo tremare. infine scese poco a poco lungo il suo corpo nudo leccando e baciando, fino sostituire le dita con le labbra.
Lo leccò, succhiò, baciò e strinse come mai aveva fatto prima, poi improvvisamente smise.

«No, ti prego, continua!»
La pregò l’uomo, preda di un desiderio irrefrenabile.

«Prendimela… Prendimela.. Prendimela…»
Continuò a sussurrargli lei, leccandolo piano, su e giù, provocante e irresistibile.

«Sì, sì, non smettere e giuro che te la prendo Eva!»

Written by Michele

3 ottobre 2014 at 13:26

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La vera scelta

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La vera scelta

L’Emiro, come ogni sera, passò lungo la fila delle decine di donne del suo immenso variegato harem, con il grande fazzoletto rosso in mano, simbolo del suo potere assoluto di scelta.
Quanto si sentiva un Dio in quel momento, capace di dispensare piacere e invidia tra loro, le sue fanciulle adoranti.
Con la sua decisione, sempre oculata, era pronto a premiare colei che più sapeva mettersi in luce per lui.
Amina lo vide fermarsi davanti a sé, sapeva di essere truccata meglio di tutte, in modo  assolutamente perfetto, e anche abbigliata con i suoi colori preferiti e nel modo più sensuale.
Nulla in lei era fuori posto, unica tra le tante.
Il rosso cadde ovviamente ai suoi piedi, lei si chinò a raccoglierlo, con uno smagliante sorriso, per poi seguire il suo signore nelle stanze del piacere, passando davanti alle altre, ora tutte a testa bassa.
Sapeva che sarebbe stata scelta, era la sola davvero perfetta quella sera.
Era stata lei a estrarre la pietra nera dal sacchetto, purtroppo.

Written by Michele

15 giugno 2014 at 10:48

Pubblicato su racconti

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La Passera solitaria

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La Passera solitaria

D’in su la vetta della torre antica,

Passera solitaria, alla campagna

Chiamando vai finché non more il giorno;

Ed erra il tuo desio per questa valle.

Sensualità dintorno

Brilla nell’aria, e per li mascoli esulta,

Sì ch’a mirarla s’irrigidisce il pene.

Odi giovini arrivar, muggire gaudenti;

Gli estratti augelli contenti, a gara insieme

Per lo libero cul fan mille giri,

Pur spumeggiando il lor seme migliore:

Tu in generose offerte il tutto aspiri;

Non ti neghi, ne godi,

Non ti cal d’allegria, né schivi gli spruzzi;

Coiti, e così incassi

Nell’ano ed in tua vita il bel gonfiore.

Written by Michele

10 giugno 2014 at 13:47

Cuoco

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Cuoco

– Tu che sei un così bravo cuoco, mostrami una bella ricetta erotica, dai! Insegnami!
Qualcosa di piccante e stuzzicante, che faccia impazzire.
– Ma certo, ecco appoggiati al tavolo e inizia a fare a cubetti regolari questo cioccolato fondente.
– Allora è un dolce? Bello, mi piace.
Ma? Ma?
Perché mi spingi giù?
Perché mi sollevi la gonna?
Perché mi abbassi le mutandine?
Perché…? Perché…
Certo che è stata una ricetta davvero profondamente erotica, e molto molto gustosa.
Ma perché ho dovuto fare a cubetti il cioccolato?
– Perché io adoro il fondente nero con il Rum dopo l’orgasmo.

Written by Michele

24 aprile 2014 at 13:34

Odi et Amo

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Odi et Amo

Ma tu Gaio Valerio, davvero odi così tanto le donne?
Certamente, come potrei non odiarle?
Odio come sanno scuotermi i lombi, obnubilarmi la mente, condurre i miei pensieri e desideri alla follia.
Odio il loro modo assoluto di baciare, di amare, di desiderare e comprendere.
Odio la loro impudica sensualità, la loro innocente perversione, il loro modo suadente di acconsentire con un no, o un forse.
Odio il loro incedere sprezzante e voluttuoso, quelle gambe nude elettrizzanti, sguardi e sorrisi, che fanno voltare la testa e perdere il filo dei pensieri.
Odio la loro apparente fragilità che così sapientemente sanno usarmi contro.
Odio il mistero del loro piacere, così segreto e intimamente complesso.
E come manifesti quindi questo tuo odio?
Amandole incondizionatamente, è ovvio!

Written by Michele

9 marzo 2014 at 10:06

Pubblicato su racconti

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8 M’arzo

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le donne lo sanno
che niente è perduto
che il cielo è leggero
però non è vuoto
le donne lo sanno
le donne l’han sempre saputo

8 M’arzo…
Ma mica solo oggi, all’8 m’arzo più o meno tutti i giorni, per cui che c’è di strano oggi?
Come mai veggo ovunque il maleodorante (ebbene sì, notatelo, puzza parecchiotto) pallinato fiore giallino?
Ah, già! Rieccoci all’annuale celebrazione del genere femminile.
Come sempre eccessivamente commerciale e sfruttata più per sciocchezze che per senso reale di comprensione dell’evento.
Per cui decorizzandomi (leggasi uscendo dal coro) eviterò di fare triti auguri, perché trovo così insulso e assolutamente inutile ciò che fa una grande maggioranza di ominidi, cioè mimosare qualche fanciulla con il sorriso una tantum e poi comportarsi da solito cialtrone gli altri 364 giorni e un quarto (nessuno in fondo mai considera l’annuale parte del bisesto).
Pertanto un sorriso e un bacio alle fanciulle che passano di qui lo lascio come farei qualsiasi altro giorno dell’anno (son vizioso mica per niente)
Perché in fondo, a prescindere dalla retorica, a me non dispiace affatto essere un uomo, ma è così incredibilmente bello che esistano le donne!
E mai dimenticare che a ciascun uomo il fato ha destinato in verità una donna…
Se riesci a sfuggirle sei salvo!

Written by Michele

8 marzo 2014 at 09:00

Pubblicato su pensieri

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Ricette pensieri e idiozie

Non è un food blog, non è un diario, allora cos'è?

La Pillaccherona

... stai sempre a spilaccherà.

La ragazza che pedala

Scatto fisso, senza freni. Non posso fermarmi anzi non voglio farlo.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Anna Salvaje

Diario di una cougar

Noras Erotica

I'm just a puzzle that doesn't wanna be solved

the.blonde.emigrant

Random feelings, crazy life

Un Folletto in abito da sera

Io sono quella che, con le parole, crea origami per decorare le pagine

Rupestreblog

∃x(φ)

Marmellata di pensieri

Cosa dice la mia testa

Note di Rugiada

Scrivere è dar voce al silenzio

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

ipennaioli.wordpress.com/

I PENNAIOLI USANO ANCORA CARTA, PENNA E CALAMAIO. SCRIVONO DA ANNI RACCONTI E LI DIFFONDONO ATTRAVERSO PICCIONI VIAGGIATORI AI LORO LETTORI. ALCUNI AMICI NE HANNO SELEZIONATI E RACCOLTI UNA PARTE E HANNO APERTO UNA “BOTTEGA DELLE LETTERE” PER POTERLI DIVULGARE SPONTANEAMENTE ATTRAVERSO INTERNET. NE “LA BOTTEGA DELLE LETTERE” SONO CUSTODITI FRAMMENTI DI QUOTIDIANITÀ, VISSUTA O IMMAGINATA: ESPERIENZE, PARADOSSI, INNAMORAMENTI, EROS. UNA BOTTEGA APERTA AGLI AMICI E A TUTTI COLORO CHE PASSERANNO A trovarci e che con il loro sostegno ci stimoleranno ad esprimerci in modo sempre più creativo e fantasioso.

LapostrofoAura

Sono solo [Luoghi]. Altrove. @LapostrofoAura

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Le emozioni non possono guarire i mali del mondo, ma permettono di sognare forte!

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Racconti, teatro, letteratura

Una certa idea di inchiostro

di Deborah Talarico

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In punta di piedi

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