Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

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D’equilibristi anonimi

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Ci muoviamo quotidianamente in un mondo intimamente e fortemente alieno, circondati e oppressi da infiniti automi, gente grigia e anonima che occupa lo spazio visivo solo lateralmente, come pallide ombre sgualcite.
Una massa compatta ed equilibrata che guarda ma non vede, sente ma non ascolta, parla ma non dice, mangia ma non gusta, tocca ma non percepisce, una profusione di ciechi sensoriali, avulsi da ogni più intimo contatto con la realtà, che invece andrebbe sempre vissuta nella sua essenza più profonda.
Forse che l’equilibrio, in questa vita dominata dal caos, sia proprio nel non-equilibrio?
Nell’oscillare danzando come magnifiche trottole impazzite?
Perché quando la trottola alla fine smette di roteare può solo cadere sbilenca e finire immota in un angolo.
E così per sopravvivere al grigiore io mi drogo!
Mi drogo di fantasia, di desideri, di voglie, di parole da leggere e scrivere, di baci e di abbracci, di profumi e di odori, di morsi e di graffi, di ottimo vino e fredda birra, di cocktail inebrianti e di cibo goloso, di film e persino di serial tv.
Insomma mi drogo quotidianamente di vita.
Per quanto riguarda invece le illecite sostanze varie non mi servono, sono già stupefacente di mio!

Written by Michele

4 febbraio 2016 at 17:27

Mi auguro gli auguri più auguratamente augurali!

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Nel mezzo del cammin della mia vita
Mi ritrovai più vecchio, di un anno addirittura
Ché in un lampo il tempo è scivolato tra le dita.

Ahi quanto a dir come mi sento è cosa dura
Esta mezz’età selvaggia et aspra e forte
Che nel pensier fa proprio un pò paura!

Tant’è amara che poco più è morte;
Ma per parlar del bello ch’i’ vi trovai,
Dirò de l’altre meraviglie ch’i’ v’ho scorte.

 

Ed eccomi giunto all’ultimo compleanno degli ‘anta…
siamo già a 49… e dal prossimo si passa lo scoglio della metà, anche se da un po’ medito di arrivare ai 50 e da lì di ricominciare poi a contare tornando indietro.
Anche perché, in verità, mi sento più giovane che mai, vivo e vitale, sempre più affamato di emozioni, sensazioni, passioni.
Poi quest’ultimo è stato un anno davvero notevole, ricco di vita, vitalità, e di molti di quei momenti unici, speciali.
Di quelli che restano scolpiti nel marmo del ricordo, che non scivolano via, ma che rendono la vita davvero degna di essere vissuta, quegli attimi cui si ripensa poi spesso, che riportano il sorriso nei momenti tristi.
Perché in fondo i momenti davvero indimenticabili di una vita sono sempre pochini, e il resto fa solo volume.
Ma bando ai discorsi troppo seri e leviamo i calici… (vorrei veramente poter brindare, almeno una volta, con ognuna delle splendide persone che passano di qui, per me)
In un brindisi alla vita, che sia lunga e piena di passione.
Perché nel rammentare i piaceri da me provati, li rinnovo, ne godo di nuovo, e rido delle fatiche sopportate che ormai non sento più , e nel sentirmi una piccola particella dell’universo, rido e parlo all’aria.
In fondo so di aver vissuto, perché ho avuto delle sensazioni.
E bevendo alla mia e vostra salute gioisco, perché sono sicuro che il prossimo anno, il quarantanovesimo di una speriamo ancora molto lunga vita, sarà ancora più bello e emozionante, in un continuo e perenne crescendo. (vabbé in fondo io sono un ottimista, che volete farci)
E quindi voglio fare una cosa nuova, originale, e invece di apprestarmi a ricevere gli auguri, li faccio io a tutti voi che di qui passate.
Auguri di vivere infiniti giorni come questo…
Anche perché la scienza ha recentemente scoperto che avere molti compleanni, allunga molto la vita…

Written by Michele

22 gennaio 2015 at 13:27

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6 Gennaio

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GENNAIO

La neve scendeva furiosa e rischiarava appena l’oscurità notturna, i miei passi erano lenti e silenziosi, gli stivaletti imbottiti affondavano nella neve lasciando dietro di me una traccia profonda ed evidente. Il freddo era intenso e, per mia fortuna, avevo pensato di prendere la sciarpa e i guanti pesanti prima di uscire. Forse sarebbe stato meglio restare a casa, visto il clima inclemente, ma avevo proprio voglia di vedere gli amici e bere qualcosa di caldo e stimolante, un buon irish coffe, fatto come si deve, era stato proprio l’ideale.
Mentre continuavo ad arrancare nella neve fresca, che si spezzava con quel delizioso tipico suono croccante, i miei pensieri scivolavano lievi, svolazzando sulle deliziose gambe della ragazza bionda che avevo appena conosciuto al bar, sul suo irresistibile sorriso e, spietatamente, sulla mia stupidità per non aver trovato il coraggio di chiederle di uscire, o almeno il numero di cellulare.
Sarebbe sparita nel nulla? O avrei avuto la fortuna di rivederla?
Intento in queste elucubrazioni non notai un’oscura figura seduta in un androne accanto al quale ero appena passato, ma una voce lieve mi fermò.
Udii alcune parole sconosciute pronunciate da una persona probabilmente anziana e, incuriosito, mi avvicinai con cautela. Seduta su un freddo gradino vidi una vecchia signora, con il volto raggrinzito dal freddo, avvolta in un vecchio e sgualcito cappotto scuro e con uno scialle nero in testa, che sembrava quasi congelata. Mi avvicinai di più chiedendole se avesse bisogno di aiuto, lei mi rispose qualcosa, sempre in una lingua a me ignota, sorridendomi con una bocca storta e sdentata. Poi, tolte le mani intirizzite dalle tasche del cappotto, fece verso di me alcuni gesti che non riuscii ad interpretare.
Cercai di aiutarla ad alzarsi ma rifiutò il mio aiuto, sempre ridendo e parlando in quell’idioma incomprensibile, quindi sconsolato feci quasi per andarmene. Poi, sorridendole, mi sfilai la sciarpa dal collo avvolgendola intorno al suo e mi levai i guanti poggiandoli sul suo grembo, lei sorrise e li raccolse ma, quando feci per estrarre dal portafoglio alcune banconote, rispose con un gesto fermo e sicuro impedendomi di continuare.
Con una lieve alzata di spalle salutai allora la vecchia e ricominciai a camminare nella neve verso casa, giungendovi infreddolito e stanco, pronto a buttami nel letto per una abbondante dormita.

Guardo ora il sole fuori dalla finestra, i mille riflessi sui tetti coperti di neve e finalmente mi decido ad alzarmi dal letto. È tardi ma in fondo oggi è il 6 gennaio e sono a casa. in vacanza. Entrato nello studio però un’anomalia colpisce immediatamente il mio sguardo. Appesa al camino c’è una lunga e grossa calza rossa, come quelle che da bambino appendevo alla porta della mia camera in attesa che i miei genitori la riempissero di dolci.
“Che ieri sia passata da casa mia madre a farmi questo scherzetto?” Mi chiedo curioso.
“Però me ne sarei accorto”, penso, mentre mi avvicino al camino.
Guardo dentro e vedo una bellissima sciarpa rossa, soffice e calda, poi qualcos’altro di piccolo e verde in fondo alla calza.
Infilo la mano ed estraggo un minuscolo quadrifoglio che si sbriciola al contatto della mia mano, e, mentre mi chiedo cosa cavolo ci facesse lì dentro, uno squillo mi desta dai mille turbinosi pensieri che mi affollano la mente.
Rispondo al telefono, una dolce e calda voce:
«Ciao, sono Elena, ci siamo conosciuti ieri sera al bar. Scusa se chiamo così, è il tuo amico barista che mi ha dato il tuo numero, volevo solo dirti che mi ha fatto piacere conoscerti e che, se ti va, potemmo uscire uno di questi giorni.
E’ stata una lunga e piacevolissima conversazione, ora devo prepararmi e poi passare a prenderla a casa.
Sì! Penso proprio che sarà uno splendido giorno della Befana…

 

Written by Michele

6 gennaio 2015 at 12:28

Mi son sognato addosso!

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sono sempre i sogni
a dare forma al mondo
sono sempre i sogni
a fare la realtà
sono sempre i sogni
a dare forma al mondo
e sogna chi ti dice
che non è così
e sogna chi non crede
che sia tutto qui


Un sogno davvero stupendo stanotte, intenso e profondo.
Eravamo completamente soli, io e te, con il rumore mare che si frangeva sugli scogli in candide onde spumeggianti, luce di candele ovunque che rischiaravano una notte calda e stellata.
Il dolce e delicato profumo di aranci che scendeva dai declivi alle nostre spalle.
Era tutto così profondamente romantico…
E ci siamo fatti un’impepata di cozze da paura!

 

Written by Michele

21 dicembre 2014 at 09:38

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BANG! e la felicità ti coglie sul coppino!

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Felicità
improvvisa vertigine
illusione ottica
occasione da prendere
parcheggiala
senza frecce o triangolo
tutti dormono già
e si è spento il semaforo


Oggi mi è tornata chissà perché alla mente una vecchissima vignetta dei Peanuts.
Il solito povero caro vecchio Charlie Brown stava discutendo con la solita tremenda acida Lucy.
Il discorso verteva sulla vita e ricordo che Charlie filosofeggiava sul fatto che la vita ha i suoi alti e bassi e ci dev’essere per forza un picco massimo, un momento che è il più bello, il più felice e più piacevole in assoluto.
Ma ciò che disarmava era la conclusione di Lucy., semplice e tremenda: e se… “BANG”, il tuo momento così è già passato? L’hai già vissuto?
Questa è una considerazione che ha un nonsoché di atroce, di inevitabile, seppur non si sappia mai se tale evento sia già davvero avvenuto, sarebbe profondamente triste la sola idea che il futuro non riserverà più un apice, un massimo assoluto di felicità cui tendere.
Perché in fondo noi dovremmo sempre tendere all’infinito, al massimo, ad un radioso indimenticabile futuro.
Peraltro quando faccio pensieri così mi sento veramente come il nano sempre confuso…
Brancolo!

Written by Michele

11 dicembre 2014 at 17:55

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Leggere attentamente le avvertenze

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siamo perfetti molto speciali
fenomeni da circo travestiti da normali
sono gli effetti che non avrei voluto mai
sputerò il sangue se lo vuoi
ma non riuscirai a convincermi

 

 


Chissà come sarebbe la vita se tutti avessimo un libretto di avvertenze ed effetti collaterali da poter leggere e consultare prima di avvicinarsi reciprocamente.
Perché senza dubbio io conosco un sacco di:
“Attenzione potrebbe causare sonnolenza”.
Per non parlare dei moltissimi:
“Può causare problemi di stomaco o intestino”.
Alcuni peraltro devono essere necessariamente “agitati bene prima dell’uso”.
Altri “si possono assumere solo per via rettale”.
Da evitare accuratamente quelli che causano “irritabilità, aggressività e stato maniacale”.
I migliori sono quelli che “causano effetti stupefacenti, oppure effetti vasodilatatori e afrodisiaci”.
Irrinunciabili quelli “calmanti, che causano l’eliminazione momentanea di pensieri funesti e ansie”.
E io?
Nel mio spero ci sia scritto:
“Attenzione, può causare dipendenza”.

 

 

Written by Michele

1 dicembre 2014 at 10:48

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Prigioniera dell’Ombra

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Esce oggi su tutti gli ebook store il mio ultimo racconto lungo:Prigioniera dell'Ombra

Prigioniera dell’Ombra

Al link Damster sopra trovate tutti i link ai vari store online. a ben 99 cent!
Invece di un caffè potrete assaggiare e gustare un piccante e appassionante racconto.

“….
L’aria era fresca e il piccolo sole saliva tra poche candide nuvole. Come sempre la stupì il fatto che la torre non era visibile da nessuna parte, questo poteva solo significare che il labirinto era più lontano da essa di quanto potesse immaginare. Scelse l’ingresso a ovest, per non avere il sole negli occhi, e si avviò tra le siepi. Iniziò girando a caso. Come sempre si imbatteva a tratti in statue curiose, situate in nicchie semicircolari lungo la siepe, oppure in qualche raro spazio più aperto, in cui trovava piccole fontane, panche di pietra e a volte persino qualche bassa costruzione. Curiosi Gazebo e piccoli padiglioni con all’interno quadri e altre misteriose e intriganti opere d’arte.
La cosa strana era che, anche rifacendo lo stesso percorso, o almeno le sembrava di farlo, le statue e le altre meraviglie architettoniche erano sovente differenti, come se il luogo mutasse di continuo mentre lo percorreva. Dopo qualche ora di svolte casuali e dopo aver visitato un piccolo padiglione mai visto prima, con all’interno dei dipinti davvero incredibili per l’emozione intensa donata da quei colori così cupi ma vividi insieme e lo sconvolgente realismo e umanità delle figure rese con una imperfetta perfezione davvero estatica, giunse a un piccolo spiazzo, con al centro un piedistallo sormontato da una splendida scultura di pietra nera.
Si avvicinò, salendo i due gradini del piedistallo, fino a trovarsi di fronte alla statua. Si trattava di una figura maschile, atletica. L’uomo, completamente nudo e dal volto concentrato, quasi corrucciato, tendeva i muscoli con le bracia aperte a compasso e, nella destra, stringeva un sottile giavellotto di metallo brunito. Gabie sfiorò con le dita la perfezione del corpo scolpito, il torace muscoloso, i cui capezzoli parevano quasi veri da tanto erano perfettamente e minuziosamente cesellati. Le sue mani percorsero i tesi muscoli delle braccia, gli accarezzarono il viso, il naso sottile e adunco, la lunga barba riccioluta che scendeva in una punta, tesa anch’essa verso l’invisibile obiettivo del suo lancio. Poi le dita di lei scesero, lungo i muscoli delineati del petto e del ventre, fino a entrare in contatto con il liscio pene, proteso verso il basso, in posizione di riposo, ma comunque sporgente.
Lo accarezzò, lasciando che la mano scivolasse dietro, scoprendo la perfezione della scultura anche nei punti più celati, stringendo tra le dita i marmorei testicoli e abbracciando inconsciamente la scultura. Il desiderio tornò a infiammare la sua mente, l’interno delle sue intime labbra si inumidì profondamente e lei premette il suo corpo, in modo voluttuoso, contro l’uomo di marmo.
…..”

 

Written by Michele

17 novembre 2014 at 10:46

Atteso

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Atteso

L’aria notturna era fredda e il vento soffiava cupo e forte sul campo coltivato.
Il bambino era seduto a terra con le braccia conserte, rimirando il cielo stellato e la luna, che per tre quarti riluceva nel cielo nero, illuminando appena le sue piccole mani.
Il silenzio era assoluto, rotto solo dal suo lieve respiro che formava piccoli sbuffi di vapore.
Improvviso lo udì.
Rumore di passi pesanti, trascinati dietro di sé.
Il suo piccolo cuore iniziò a battere più forte, più frenetico.
Si voltò improvviso e lo vide avanzare alto, grosso e ondeggiante verso di lui.
Un’espressione di assoluta gioia e stupore gli pervase il volto e si alzò avvicinandosi timoroso.
Non poteva quasi crederci.
Anni e anni di solitaria attesa e ora era davvero giunto. Per lui!
Sollevò le piccole braccia in segno di giubilo e gridò:
«Grande cocomero! Grande cocomero! Sei venuto da me! Evviva!»
l’immenso vegetale vivente sollevò la pala che portava con sé abbattendola vigorosamente sulla testa del fanciullo, che crollò sanguinante e svenuto al suolo.
Quindi la sua voce tonante, echeggiò nella fredda aria notturna
«Sono una zucca! Idiota!»

Written by Michele

31 ottobre 2014 at 13:27

Sliding Leaf (larga la foglia stretta la via, con sta str…upideta ho detto la mia)

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Osservando oggi, nel tragitto di ritorno a casa dal negozio, una piccola foglia che, preda del forte vento, roteava su se stessa come una ballerina, lanciandosi in arditi e deliziosi volteggi, mi sono soffermato a pensare alla meraviglia della natura, del mondo e della vita, che sa sempre sorprenderti magnificamente e meravigliosamente.
Poi il mulinello è cessato e la foglia mi è caduta ai piedi…

E ora? vi chiederete. E poi che succede?
Mi sono sovvenute due possibili conclusioni per questa piccola storia, e così come in quelle vecchie storie a bivi, che ricordo leggevo su topolino eoni fa, vi lascio scegliere la fine che preferite.

1) Poi il mulinello è cessato e la foglia mi è caduta ai piedi e l’ho semplicemente pestata camminando, solo una inutile foglia secca…
Proprio come fa con noi la vita.

2) Poi il mulinello è cessato e la foglia mi è caduta ai piedi, ma la piccola foglia, un attimo prima di essere calpestata venne raccolta da un nuovo, possente soffio di vento che la fece volare attraverso una finestra aperta, e adagiarsi sul piccolo diario segreto, dalla copertina rossa, di una giovane sognatrice, che le lascio occupare per sempre una delle tante pagine destinate alla fantasia.
Da cui volò ancora e ancora, verso incantevoli e infiniti mondi fatati.

Come dite?
Volevate anche una terza opzione?
Si trattava in realtà della famosa foglia di Adamo ed Eva nel paradiso Terrestre.
Perduta quando lui disse a lei: “Sfogliati!”.

Written by Michele

23 ottobre 2014 at 13:52

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Quasi maggiorenne

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Seduto in quel caffè
io non pensavo a te
Guardavo il mondo che
girava intorno a me

Reduce dal festival dell’Eros di Zibello, ho ritirato gli ultimi due volumi, freschi di stampa in cui appaiono altri due miei racconti, e così ora (escluso il mio libro di cucina, che conteggio a parte) sono a 17 libri in cui appare qualcosa della mia lussuriosa fantasia.

Messaggi al Cioccolato

Messaggi al Cioccolato

L'Ultima Estasi

L’Ultima Estasi


Al prossimo divento quindi maggiorenne.
Curioso pensiero peraltro quello sulla maggiore età, mescolato ai racconti erotici, perché, anche se molti forse non ci hanno mai fatto caso, la letteratura è proprio la sola cosa che non ha alcun tipo di divieto o censura per età del fruitore.
Mentre un ragazzino non può entrare al cinema a vedere molti film, acquistare una rivista fotografica erotica, o sigarette o alcolici, per la letteratura niente limiti, mai.
Non che io sia contrario, per carità, ma fa sorridere il pensiero che si debba cliccare “sono maggiorenne” su internet per visionare corpi nudi o teoricamente presentare un documento per playboy e si possa invece tranquillamente acquistare un De Sade, o un Apollinaire (per citare due scrittori classici ma estremamente forti nella loro erotica letteratura).
Forse che leggere sia meno possente che semplicemente guardare?
Eppure secondo me è il contrario, è immensamente più immaginifico e sensuale poter completare con la fantasia la parola scritta in immagini mentali che meramente guardare una figura, trovo assolutamente più eccitante una storia coinvolgente che una serie di foto esplicite.
Perché alla fine è la fantasia che distingue tra eros e pornografia, il saper condurre almeno per un poco la mente oltre, aldilà del reale, del quotidiano.
Che è un poco la stessa differenza che c’è tra dire a una donna:
voglio far sgorgare appassionatamente e irrefrenabilmente l’erezione sorgiva della tua anima che, rinchiusa nella prigione dei tabù e delle paure, stenta a risalire in superficie”
O
ppure dirle:
“posso trombarti?”
È pur vero che la conclusione potrebbe essere la stessa, ma con molta meno poesia.
La sola cosa importante è che se lei, a quel punto, ti chiede: fammi godere con la lingua…
Tu non le legga delle poesie!

Written by Michele

29 settembre 2014 at 11:33

Makeupraimbow

Everyday something new for us...:-)

Ricette pensieri e idiozie

Non è un food blog, non è un diario, allora cos'è?

La Pillaccherona

... stai sempre a spilaccherà.

La ragazza che pedala

Scatto fisso, senza freni. Non posso fermarmi anzi non voglio farlo.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

the.blonde.emigrant

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Un Folletto in abito da sera

Io sono quella che, con le parole, crea origami per decorare le pagine

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