Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Posts Tagged ‘maschera

Mr Sacco

with 45 comments

mrsaccoMi è capitato di rivedere alcune vecchissime vignette del grande Schultz (Peanuts) in cui il caro, povero, sempre perdente e bistrattato Charlie Brown, ormai esasperato dall’essere continuamente maltrattato e deriso dal mondo decideva di infilarsi un sacchetto da pane in testa, e di nascondersi così per sempre, piccolo infantile rifugio in se stesso, mostrando solo due piccoli fori nella carta per gli occhi.
Partiva quindi, dentro il suo bravo sacchetto, per l’annuale campeggio estivo, e laggiù, miracolo dei miracoli, con il nomignolo di Mister Sacco, iniziava a godere di un’inaspettata e incredibile popolarità tra tutti gli altri bambini del campeggio, che lo ricercavano strenuamente per le sagge parole e i consigli, fino a farne, contro il suo stesso desiderio il loro capo indiscusso.
Persino le ragazze, notorio punto critico del povero Charlie (memorabili le lunghe, tristi e infruttuose attese dei biglietti di San Valentino della mitica “ragazzina dai capelli rossi”, seduto contro la cassetta della posta) pendevano dalle sue labbra trovandolo affascinante e misterioso (probabilmente proprio per via del sacco sulla testa).
Questo incredibile successo potrebbe avere due spiegazioni:
La prima è che il mondo, non più condizionato dalla vista, inizia a giudicare Charlie solo per le sue parole e pensieri (che seppur spesso noiosi sono sempre pregni di saggezza e verità), in verità sappiamo che troppo spesso l’occhio, che è l’organo più impreciso, più incoerente e più condizionato dai pregiudizi di tutto il nostro corpo, ci porta ad errate valutazioni e preconcetti.
La seconda invece fa leva sulla forte attrazione che il mistero, e ciò che non è prontamente comprensibile (e certo uno che gira permanentemente con un sacchetto sulla testa è più che incomprensibile), esercita sull’inconscio umano.
Tutto questo ha una sorprendente analogia (soprattutto per i tempi lontani in cui è stato scritto) con internet, facebook, Twitter e i blog, luoghi in cui tutti vestiamo il nostro bel sacchetto di carta con solo i buchi per gli occhi, e grazie a quello possiamo esprimere totalmente e senza paure o indecisioni con pensieri e passioni, idee e fantasie, fino ad addentrarci profondamente e, spesso come mai prima, nei meandri nascosti della nostra psiche e del nostro animo oscuro.
Per mostrarci così come siamo dentro, abbandonando l’esteriorità che è così importante e vincolante nel mondo al di là del sacchetto.
Ma come finisce la storia?
Naturalmente male, come quasi tutte le storie vere e profonde alla prova del mondo spietato.
Incoraggiato dai successi, dall’affetto di tutti e dalle pressanti richieste delle sue fans l’ora idolo Mister Sacco decide infine di aver sbagliato a nascondersi e buttato il sacchetto fa la sua apparizione tra i nuovi amici, i quali naturalmente, appena lo vedono, iniziano a scambiarsi frasi del tipo: “ma questo sarebbe mister sacco?”, e lo abbandonano quasi istantaneamente (soprattutto le fanciulle) con espressioni che variano tra il disgustato, l’offeso e il gravemente deluso, rimpiangendo poi il mitico scomparso Mister sacco e mettendo persino in dubbio la sua passata esistenza e saggezza.
E quindi cosa dovremmo dedurne? Che sono davvero in pochi a saper guardare davvero oltre la maschera?
In fondo Nietzsche diceva: “tutto ciò che è profondo ama la maschera. Dammi ti prego una maschera ancora! Una seconda maschera!”
Certo la mia maschera cade un po’ a pezzi, visto che ormai sul web sono presente quasi ovunque con nome, cognome, lavoro e su facebook pure numero di telefono, ma in fondo si tratta sempre di qualcosa di più sottile, più insondabile.
Ma mai dimenticare che una maschera può anche ferire, creare concatenazioni di bugie e dolore, che spesso tendono anche a tornare indietro, avvolgersi e riflettersi nelle quotidiane maschere indossate…
Perché chi di spada ferisce…
È Zorro!

 

Written by Michele

11 novembre 2013 at 11:29

Pubblicato su pensieri

Tagged with , , , , ,

Maschera!

with 39 comments

dietro questa maschera
c’è un uomo e tu lo sai
con le gioie, le amarezze
ed i problemi suoi
e mi trucco perché la vita mia
non mi riconosca e vada via

A volte mi sento quasi speleologo.
Mi dilungo in profonde riflessioni per cercare di comprendere e apprezzare il mio animo, le mie idee e pensieri e proprio come uno speleologo mi sembra di scendere sempre più nelle viscere, in grotte sempre più oscure e tenebrose per portare una strana tenue luce che forse non le aveva mai sfiorate.
Ultimamente mi trovo spesso a soffermarmi in riflessioni sulle maschere che tutti portiamo. Nietzsche, ricordo, scrisse “tutto ciò che è profondo ama la maschera. Dammi ti prego una maschera ancora! Una seconda maschera.”
Indubbiamente il portare una maschera è a volte una sensazione affascinante, forse anche utile o necessaria a volte, la maschera nasconde, cela tutto ciò che di oscuro o fantastico (dipende spesso dai punti di vista) ci sono in noi, profondità che spesso temiamo nessuno potrebbe comprendere pienamente (a volte nemmeno io stesso le capisco completamente).
n realtà è intenso il desiderio di trovare una persona che non solo sappia abilmente sfilare dal nostro viso una maschera dietro l’altra e portare alla luce, nuda e indifesa la nostra anima tenebrosa, ma che possa soprattutto amare ed apprezzare davvero ciò che è fuoriuscito.
Un blog, una chat e internet stessa sono in fondo la più grande, complessa e attraente delle maschere, ma nello stesso tempo possono anche rivelarsi quella non-maschera definitiva, che in realtà è il vero nostro essere, perché come Wilde, anch’io penso che fornendo ad un uomo una maschera, costui probabilmente ti dirà la verità.
Quest’ultima delle infinite maschere consente allora di liberare davvero quello che è profondamente celato in noi mostrandolo al mondo e alla luce indagatrice dei pensieri altrui ?
Siamo forse tutti attori?
Chi sono io in verità? Uno, nessuno, centomila. Ed ecco le mie verità, con la v minuscola, ovviamente.
Spesso nel liberare i pensieri mi contraddico persino, ma in fondo sono grande e contengo moltitudini. Moltitudini che premono per uscire e dire la loro opinione.
Il mondo intero in fondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne, tutti, non sono che attori (trovo veramente impossibile passeggiare tra i dilemmi della mia anima e non citare Shakespeare), ma il piacere è poter recitare ogni tanto il nostro vero e profondo io, quando si incontra una persona speciale si desidera così fortemente spalancare insieme gli oscuri cassetti segreti dell’anima ed essere per una volta davvero nient’altro che se stessi.
Non per cercare la perfezione nel riflesso dello specchio rappresentato dalla società e dalla gente che ci osserva quotidianamente, ma andare oltre, come alice e magari rompere addirittura lo specchio e giungere nel mondo aldilà, dove nessun desiderio, nessuna passione nessun pensiero debba essere mai nascosto. Per vivere davvero, anche se per pochi attimi, tutta la propria personalità.
Questa è una di quelle rare volte in cui sento quasi inadeguata la parola scritta, in questo momento mi piacerebbe veramente essere di fronte alla persona che sta leggendo, magari persino ognuna di esse, guardare i suoi occhi e parlare di tutto questo (e magari molto altro) per potermi davvero esprimere pienamente. Sfuggire da questa piccola, adorabile prigione che è lo schermo del pc, dalla gabbia dei tasti per volare libero guardando negli occhi ogni interlocutore.
Perché in fondo si deve sempre assolutamente prendere la vita cum grano salis…
Più possibilmente una fetta di limone e una abbondante tequila.

Written by Michele

10 giugno 2013 at 10:23

Pubblicato su pensieri

Tagged with , , , ,

Luminaria sprecata

L'essenziale è invisibile agli occhi

La ragazza che pedala

Scatto fisso, senza freni. Non posso fermarmi anzi non voglio farlo.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Anna Salvaje

Diario di una cougar

Noras Erotica

I'm just a puzzle that doesn't wanna be solved

the.blonde.emigrant

Random feelings, crazy life

Un Folletto in abito da sera

Io sono quella che, con le parole, crea origami per decorare le pagine

Rupestreblog

∃x(φ)

Marmellata di pensieri

Cosa dice la mia testa

Note di Rugiada

Scrivere è dar voce al silenzio

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

ipennaioli.wordpress.com/

I PENNAIOLI USANO ANCORA CARTA, PENNA E CALAMAIO. SCRIVONO DA ANNI RACCONTI E LI DIFFONDONO ATTRAVERSO PICCIONI VIAGGIATORI AI LORO LETTORI. ALCUNI AMICI NE HANNO SELEZIONATI E RACCOLTI UNA PARTE E HANNO APERTO UNA “BOTTEGA DELLE LETTERE” PER POTERLI DIVULGARE SPONTANEAMENTE ATTRAVERSO INTERNET. NE “LA BOTTEGA DELLE LETTERE” SONO CUSTODITI FRAMMENTI DI QUOTIDIANITÀ, VISSUTA O IMMAGINATA: ESPERIENZE, PARADOSSI, INNAMORAMENTI, EROS. UNA BOTTEGA APERTA AGLI AMICI E A TUTTI COLORO CHE PASSERANNO A trovarci e che con il loro sostegno ci stimoleranno ad esprimerci in modo sempre più creativo e fantasioso.

Laura Ruggiero

Sono solo [Luoghi]. Altrove. @LapostrofoAura

Alessandra Favaro

Le emozioni non possono guarire i mali del mondo, ma permettono di sognare forte!

intempestivoviandante's Blog

Racconti, teatro, letteratura

Debs and the City

di Deborah Talarico

Anna Salvaje

Diario di una cougar

Il Suono Visibile

perché, ogni tanto, è bello ricordarti chi sei...

libellula22

Non cedere mai alle passioni ma se cedi fallo con tutta l' anima

La Mela sBacata

qualche spicchio di me: pensieri caotici in ordine sparso

maplesexylove

_Fall in love with style_

Alice Ayres

NEVER REPRESS YOURSELF

In punta di piedi

Entra in punta di piedi e spia nel buco della serratura

Il benessere secondo Sara

Mens sana in corpore sano

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: