Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

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Ricordo dolce e amaro

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Proprio oggi sono 5 anni che mio padre se né andato per sempre, e seppur allietato dai mille ricordi splendidi mi manca ancora tremendamente, e non so che darei per poterlo rivedere ancora una volta, fargli sapere molte cose che non ho mai avuto occasione di dirgli e condividere con lui molte cose splendide accadute dopo la sua scomparsa.
Sono felice di essergli stato accanto, tenendogli la mano quando è successo, in fondo lui era lì, quando sono arrivato io, è giusto che io ci fossi quando è partito lui.
E conserverò per sempre gli innumerevoli momenti piacevoli vissuti insieme.
Come dimenticare quando da bambino, invece di favole, mi raccontava come un fantastico racconto di avventura l’Iliade e l’Odissea, e penso che la mia passione per quel genere di letteratura nasca proprio da quello, oppure quel suo modo unico di essere sempre ironico, seppur in modo delicato, il sorriso sempre presente, il suo modo di affrontare la vita con leggerezza, vivendo pienamente le sue passioni e non curandosi troppo del resto del mondo, di chi esulava dalle persone speciali e amiche davvero.
E anche un po’ questo credo sia la sua magnifica eredità, ormai naturale in me.

Sei stato un bravo papà, oserei dire un grande padre, e non si potrebbe assolutamente desiderarne uno migliore.

“ma ho vissuto, e non ho vissuto invano;
la mia mente perderà la sua forza,
il mio sangue il suo fuoco,
e, sconfitto dal male,
perirà anche il mio corpo,
ma in me esiste qualcosa che consumerà
il tormento del tempo
e vivrà quando sarò morto…”
prometeus – Lord Byron

Written by Michele

26 luglio 2014 at 14:22

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L’Evocatore

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L’Evocatore

Ora la chiamo, pensò il Magus, spronandosi all’azione.
Controllò ancora una volta il pentacolo protettivo, quindi pronunciò accuratamente, con la voce irrochita dalle gutturali dell’oscuro linguaggio della magia, l’invocazione, che aveva rinvenuto in una vecchia tavoletta.
Tra il fumo e le fiamme che si sprigionarono la vide apparire.
Una incantevole ragazza dai lunghi capelli rosso fiamma e ipnotici occhi verdi che, nuda e voluttuosa, iniziò subito a stuzzicarlo con voce suadente, sppur non potesse avvicinarsi a lui per via del simbolo contenitivo disegnato con il sangue sul freddo pavimento di marmo.
Conscio del pericolo recitò immediatamente il vincolo, come descritto esaurientemente insieme all’invocazione.
La succube prontamente si inginocchiò, prostrandosi ai suoi piedi e chiamandolo padrone.
Saltellando dall’euforia l’uomo spezzò il pentagramma e lei poté così avvicinarglisi .
Lo strinse e baciò profondamente.
La lingua della creatura era calda, fremente e famelica, e gli incendiò prontamente i sensi.
Sorridendogli lei gli mise sul petto una mano, da cui fuoriuscirono neri artigli e gli strappò con un sol gesto il cuore, divorandolo con gusto.
Ancora una volta libera sul piano materiale, la succube esultò.
Quelle tavolette che aveva creato e nascosto secoli prima continuavano a funzionare.

 

Written by Michele

20 giugno 2014 at 13:35

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Se me lo dicevi prima

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Eh, eh, eh, ma se me lo dicevi prima
Eh, se me lo dicevi prima
Come prima
Ma sì se me lo dicevi prima
Ma prima quando
Ma prima no

 


La musica ha sempre il potere di risvegliare sensazioni e immagini, ricordi e flashback, anche lontanissimi.
È il suo bello e brutto insieme.
Questa mattina, in negozio, è uscita dalla web radio (105 story) questa canzone di Jannacci che mi ricorda sempre dolorosamente e stupendamente mio padre.
Un’immagine vivida, indelebile.
Un giorno in cui in eravamo noi due, insieme in auto, mentre lo accompagnavo a Genova a una chemio.
È un ricordo forse insulso, minimo. Uno di milioni.
Eppure ogni volta che mi capita di ascoltarla e talmente vivido che, se mi volto verso destra, lo vedo accanto a me che sorride e canta.
E fa male e bene insieme.
E ogni tanto finisco per cercarla io stesso tra i molteplici mp3 in auto, per rivivere ancora quella sensazione.
Peraltro ammetto di essere abbastanza ignorante in fatto di musica.
Ho sempre creduto che la chiave di violino servisse per aprire l’astuccio dello strumento…

Written by Michele

18 giugno 2014 at 13:51

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Santini, Santoni e Santi propriamente detti

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vai cercando qua
vai cercando là
ma quando la morte
ti coglierà
che ti resterà
delle tue voglie
vanità di vanità

Oggi due papi faranno santi altri due papi.
E non riesco proprio a non vedere una sorta di ironia in questo, e ammetto di non sentirmi proprio minimamente toccato, certo sono state due persone indubbiamente di grandi qualità, che forse hanno persino lasciato il mondo migliore, eppure, forse perché in fondo sono così profondamente ateo, non riesco ad essere nulla più che divertito.
E come sempre la parte cinica, atea e mostruosa che è in me non riesce a non pensare alla tremenda ironia di qualcuno che ha fermamente creduto in qualcosa di sacro tutta la vita e che nel momento finale ha scoperto (anche se non penso ci possa essere davvero questo tipo di comprensione) che nulla di ciò era veramente reale.
Ma come ho detto questa è la parte più tremenda di me, e in fondo vorrei veramente essere io a sbagliarmi e che siano nel giusto loro e che ora, su una candida nuvoletta, si godano il patentino di santo e l’annessa aureola dorata che qualche solerte angioletto gli sta per consegnare.
Certo, sarebbe una bella sorpresa, in un futuro (molto, ma molto remoto, mi auguro) momento finale trovarmi davanti San Pietro, che girella distrattamente un grande anello di immense chiavi bronzee e che, con un sorrisetto goduto, mi dice:
«Oh bischero d’un mihele
– chissà perchè lo immagino con accento toscano come il benigni –
occhè ti sembrava d’esse davvero simpatiho cò quei’pposte?»

Written by Michele

27 aprile 2014 at 11:26

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Ombra

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Ombra

Camminava di notte, per le vie della città, ma ogni volta che scivolava sotto un lampione nessun cono scuro si proiettava sul marciapiede.
Si era coscientemente privato della sua ombra, cosicché non restasse più alcuna traccia del suo passaggio.
Ora i suoi passi erano più lievi, le sue movenze più rapide e sinuose, eppure avvertiva un lieve vuoto dentro.
Il mangiatore di ombre aveva giurato che non avrebbe notato alcuna differenza, ma si sbagliava.
O forse aveva mentito per soddisfare la sua feroce voracità.
Nell’inferno delle ombre intanto una nera entità si contorceva disperata:
«La mia esistenza sarà priva di senso finché sarai ancora vivo. Cosa sono io mentre tu esisti? Un’ombra dell’ombra? Un’eco inudibile nel tempo?»
Ma l’uomo senza ombra non udì alcun lamento, mentre spegneva insensibile un’altra esistenza.

Written by Michele

22 aprile 2014 at 14:19

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La Morte in Sorte

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davanti all’estrema nemica
non serve coraggio o fatica
non serve colpirla nel cuore
perché la morte mai non muore

Ebbene sì, mi è toccata in sorte la Morte!
Tranquilli, nessun lutto in vista, è solo che insieme a 22 amici scribacchini è balenata l’idea di un libro che raccolga dei racconti (erotici ovviamente) ispirati ai 22 arcani maggiori dei tarocchi, e ovviamente avrete già tutti intuito quale sia stato sorteggiato per me.
Ho naturalmente già effettuato gli scaramantici scongiuri di rito con mirati toccamenti e poi mi son messo al lavoro, in effetti con un’idea niente male e in solo due giorni ne è uscita una discreta novella.
Purtroppo non posso ancora inserirla qui con gli altri racconti per ovvie ragioni ma se qualcuno di voi che passa di qui avesse piacere di leggerlo basta una mail e lo avrà con piacere.
Certo è curioso, avrei voluto ricevere il papa, per cui avevo già un’idea oltremodo intrigante e discretamente blasfema, che sia un segnale da qualcuno lassù che avvisa di non fare certi pensieri?
C
he peraltro non ho idea di cosa ci sia dopo la morte, già faccio molta fatica a capire quello che c’è prima, ma nel caso non mi dispiacerebbe che fosse come l’ho immaginata nel racconto.
E per fortuna che l’idea è giunta rapida, anche perché a meditarci troppo avrei finito per sentirmi come il nano condannato a morte…
Patibolo!

Written by Michele

11 aprile 2014 at 14:19

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Appena in tempo

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Appena in tempo

Lei andò all’appuntamento, non avrebbe potuto farne a meno per alcuna ragione anche se dubitava che lui potesse davvero arrivare in tempo.
Era una splendida mattina di sole, attraversò il mercato affollato di gente, di suoni e odori di spezie e giunse di fronte alla grande porta che conduceva fuori dalla città, lungo la via della seta.
Fu invero stupita di vederlo davvero arrivare.
Il soldato la vide e smontò dal candido destriero che montava.
Lento si avvicinò a lei, intenso sudore gli imperlava la fronte e i lunghi capelli biondi erano sporchi e coperti dalla polvere della strada.
Doveva aver davvero cavalcato forsennatamente per arrivare da lei in tempo.
Le giunse di fronte e chinò la testa.
Lei sorrise:
«Ti aspettavo qui, per oggi, a Samarcanda».

Written by Michele

7 aprile 2014 at 09:50

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Ricette pensieri e idiozie

Non è un food blog, non è un diario, allora cos'è?

La Pillaccherona

... stai sempre a spilaccherà.

Luminaria sprecata

L'essenziale è invisibile agli occhi

La ragazza che pedala

Scatto fisso, senza freni. Non posso fermarmi anzi non voglio farlo.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Anna Salvaje

Diario di una cougar

Noras Erotica

I'm just a puzzle that doesn't wanna be solved

the.blonde.emigrant

Random feelings, crazy life

Un Folletto in abito da sera

Io sono quella che, con le parole, crea origami per decorare le pagine

Rupestreblog

∃x(φ)

Marmellata di pensieri

Cosa dice la mia testa

Note di Rugiada

Scrivere è dar voce al silenzio

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

ipennaioli.wordpress.com/

I PENNAIOLI USANO ANCORA CARTA, PENNA E CALAMAIO. SCRIVONO DA ANNI RACCONTI E LI DIFFONDONO ATTRAVERSO PICCIONI VIAGGIATORI AI LORO LETTORI. ALCUNI AMICI NE HANNO SELEZIONATI E RACCOLTI UNA PARTE E HANNO APERTO UNA “BOTTEGA DELLE LETTERE” PER POTERLI DIVULGARE SPONTANEAMENTE ATTRAVERSO INTERNET. NE “LA BOTTEGA DELLE LETTERE” SONO CUSTODITI FRAMMENTI DI QUOTIDIANITÀ, VISSUTA O IMMAGINATA: ESPERIENZE, PARADOSSI, INNAMORAMENTI, EROS. UNA BOTTEGA APERTA AGLI AMICI E A TUTTI COLORO CHE PASSERANNO A trovarci e che con il loro sostegno ci stimoleranno ad esprimerci in modo sempre più creativo e fantasioso.

Laura Ruggiero

Sono solo [Luoghi]. Altrove. @LapostrofoAura

Alessandra Favaro

Le emozioni non possono guarire i mali del mondo, ma permettono di sognare forte!

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Racconti, teatro, letteratura

Una certa idea di inchiostro

di Deborah Talarico

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perché, ogni tanto, è bello ricordarti chi sei...

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Non cedere mai alle passioni ma se cedi fallo con tutta l' anima

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qualche spicchio di me: pensieri caotici in ordine sparso

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In punta di piedi

Entra in punta di piedi e spia nel buco della serratura

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