Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

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Rotolandomi rotolatamente

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Quante deviazioni
quali direzioni e quali no?
Prima di restare in equilibrio per un po’
sogno un viaggio morbido
dentro al mio spirito
e vado via, vado via,
mi vida così sia

Ultimamente sto latitando un pelo da questo blog, eppure in verità ne avrei di cose da scrivere qui, da mettere nero su bianco, picchiettando sui tasti come un disarmonico compositore, eppure il tempo vola e mi sfugge.
Ultimamente mi sembra quasi che le giornate stiano perdendo costantemente minuti, forse persino ore in un incedere fremente, un’accelerazione continua.
Chissà che anch’io non stia in qualche modo rotolando verso sud, come la canzone che accompagna questa elucubrazione.
Oltre tutto io in una giornata penso, penso molto, penso certamente più del necessario e sicuramente troppo, arrivando a volte a pensare in maniera veramente smisurata, e quindi inconsciamente cerco sempre più rifugio in ciò che, seppur non faccia in verità pensare meno, devia i pensieri verso luoghi e mondi molto meno pericolosi.
Ed è così difficile riuscire a distrarre davvero la mia mente, certo potrei dedicarmi alla lettura, ai film, ascoltare musica, scrivere più assiduamente, che ho un sacco di storie da far passare dai meandri della fantasia alla realtà.
O anche telefonare a qualche amico, eppure chissà perché, proprio in questi momenti meno brillanti, si ha le remore maggiori a chiamare chi si vorrebbe veramente sentire, per paura di annoiare o sconvolgere l’interlocutore da farlo fuggire.
E neppure i libri, così spesso protagonisti nella mia vita, riescono a distogliermi dai pensieri.
E quindi per assurdo mi dedico sempre di più al gioco, ho una costante voglia di giocare, giocherei sempre e a qualsiasi cosa.
Dal calcetto ai giochi da tavolo ai giochi per pc, in verità non disdegnerei affatto anche qualche gioco più appassionato, sfrenato e perverso (ma qui trascendo come spesso mi capita l’argomento iniziale).
Eppure continuo a sentire il desiderio di fare, di fare cose, di scoprire emozioni nuove, ho così tanto da vivere e la sensazione che troppo sfugga scivolando via giorno dopo giorno.
E così da un po’ di tempo mi sento come se fossi parcheggiato diagonalmente, e in sosta vietata, in un universo parallelo.
Ma devo sempre rammentarmi che il segreto in fondo è che la vita è una sola…
Sono le gambe che sono due…

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Written by Michele

8 luglio 2014 at 17:08

Pubblicato su pensieri

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Una coppia perfetta

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Coppia perfetta

Ma davvero era così strana?
Su dai, racconta!
Mica è da tutti ritrovarsi così, come dicevi, con due donne insieme.
Oddio strana… certo era una gran bella coppia.
Due donne insieme, davvero magnifiche da avere tra le mani, sentire sotto le dita, accarezzare.
Una era rossa, caliente direi. Color del fuoco, della passione e della lussuria. Un colore che infiamma il desiderio e i pensieri, che scuote i lombi in modo irrefrenabile.
L’altra era nera, corvina. Quasi glaciale eppure così sensuale. Il nero è il colore dell’oscurità che si nasconde dentro di noi, del torbido, dei piaceri più nascosti e segreti, i più perversi e desiderati.
E insieme erano davvero una magnifica coppia, assolutamente irresistibile.
E poi?
Suvvia dimmi, non farti pregare, racconta!
Poi che cosa è successo?
Che hai fatto?
Ho cambiato tre carte e mi è entrato un full!

 

Written by Michele

18 gennaio 2014 at 13:20

Scacchi e affini

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Potremmo sbilanciarci e dire ‘pour toujours’,
ma attenti a non sbagliare qualche accento,
attenti a non lasciarci spettinare dal vento.
Però…..
qualcuno poi sutura le ferite,
c’è qualcuno da fuori che ci aspetta alle uscite,
come il giocatore sconfitto che si allena per nuove partite

Nell’ultimo post parlavo di giocattoli, ma anche i cosiddetti giochi in fondo non sono altro che giocattoli, e, in fondo, tutto ciò che pur essendo superfluo ci dona momenti di sorriso ed estraniamento dal quotidiano è pur sempre un giocattolo (sì alludo anche al piacere, per chi, con mente sottilmente perversa come la mia, ha già pensato a questo)
E recentemente mi è capitato più volte di tornare, con immenso piacere devo dire, a recuperare e riutilizzare persino vecchi giochi che da anni giacevano sepolti nella mente (e nell’armadio), penso per esempio al risiko, o al mitico talisman (un vecchio gioco da tavolo che ho riesumato per una partitona serale con amici) e prima o poi so che mi ricapiterà in mano persino il monopoli (anche se in verità non mi è mai molto piaciuto, infatti di solito il vincitore si individua già da metà partita, e il resto è solo un inevitabile crescendo).
Ricordo poi sempre con piacere i giochi di carte, un bel poker con gli amici è sempre una delizia, oppure gli scacchi, e infatti non molto tempo fa sono tornato, dopo almeno 20 anni a fare una partita a scacchi.
Ammetto di essermi molto divertito, anche se ricordavo poco dell’antica abilità, e pensare che ai tempi del liceo partecipai persino ad un torneo.
Fu mio padre a insegnarmi a giocare a scacchi da bambino, e ricordo con immenso piacere e commozione le partite con lui, allora.
In fondo gli scacchi hanno quell’incredibile, unico fascino, sono forse il solo gioco in assoluto dove non esiste la fortuna, dove, a differenza anche della vita, solo chi è più bravo, più astuto, più attento e concentrato può vincere.
Ma in fondo mi viene da pensare che sarebbe quasi tremendo se fosse così anche per il resto della vita.
Perché allora dove finirebbero speranze, sogni o illusioni per quelle vittorie quasi impossibili, oltre ogni immaginazione, ma che a volte miracolosamente avvengono.
E pensate poi che, da ragazzo, riuscivo anche a giocare ben sei partite di scacchi contemporaneamente con sei avversari diversi…
E le perdevo tutte!

 

Written by Michele

30 ottobre 2013 at 14:28

Pubblicato su pensieri

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Giocare giocare giocare

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Ogni favola è un gioco
se ti fermi a giocare
dopo un po’ lasciala andare
non la puoi ritrovare
in nessuna città
perché è vera soltanto a metà!

Io sono un giocomane, da sempre.
Adoro giocare, praticamente a tutto, e ho sempre amato i giocattoli; fin da bambino restavo anche ore davanti alle vetrine dei negozi specializzati a guardare, e immaginarmi alle prese con ognuno di quei mirabolanti giochi, e visto che, per mia grande fortuna, ero, come il bimbo Gigi di mai dire gol (i più maturi lettori lo ricorderanno sicuramente), un bimbo benestante, i miei me ne hanno sempre comperati parecchiotti.
Però in fondo i giocattoli sono anche lo specchio della nostra anima, dimmi con cosa giochi e ti dirò chi sei, vale senza dubbio.
Essi possono poi essere persino utilizzati come termine di paragone tra le innumerevoli religioni e idee politico-filosofiche che esistono (infestano?) nel mondo.
Perché se è vero che nel capitalismo vince indubbiamente chi possiede più giocattoli, nel comunismo ciascuno avrà diritto allo stesso misero e squallido numero di giocattoli, ma sarà severamente punito in caso cercasse di rivendere i propri al mercato nero.
Il cattolicesimo insegna misteriosamente che chi nega a se stesso la maggior parte dei giocattoli vincerà poi alla fine, mentre per gli Amish tutti i giocattoli forniti di pile sono peccato mortale.
Per i mormoni e i mussulmani invece solo i maschi possono avere tutti i giocattoli che vogliono, bambine comprese.
Per i testimoni di Geova vince solo chi ne vende di più porta a porta.
Per gli agnostici non è in realtà possibile sapere se in fondo i giocattoli facciano davvero qualche differenza.
E per me? Per gli atei?
Beh immagino voglia dire che in realtà non esiste alcun fabbricante di giocattoli.
Quindi, filosofeggiamo meno e giochiamo di più, anche perché la vita stessa in fondo è semplicemente un gioco…
Resta solo il sottile dubbio: per il divertimento di chi?

Written by Michele

26 ottobre 2013 at 14:31

Pubblicato su pensieri

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Capitano!

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Capitano

Ero perduto e solo, alla deriva, quando vidi una lunga nave nera all’orizzonte fui euforico.
Poi notai la bandiera nera, con il teschio e la paura mi avvolse.
Salii così a bordo e lo vidi, i nostri occhi si incrociarono, anzi, i miei e il suo, azzurro come il cielo, perché sul lato destro i lunghi capelli coprivano una nera benda, oscura come la nave e il suo mantello.
Scoprii poi che il suo cuore non era affatto nero, nonostante fosse un pirata aveva un animo puro, limpido.
Mi condusse con se, verso luoghi sconosciuti, facendomi volare con lui prima di tornare a casa, regalandomi libertà e fantasia, oltre a mille meravigliosi ricordi.
Ogni tanto, ancora oggi, mi affaccio alla finestra e guardo nel vuoto, pensando a lui.
Gridando intimamente: “fammi volare con te, capitano, senza una meta… indimenticabile capitan Harlock!

Il tema settimana nel gruppo microracconti: “il regalo del pirata” mi ha fatto ricordare la fanciullezza e partorire questo microracconto, come un ritorno a momenti in cui il solo scopo della vita era giocare e divertirsi, praticamente lo stesso cui aspirerei ora.
Ok probabilmente parte della mia mente ha mantenuto un’età decisamente adolescenziale, ma certi ricordi mi fanno insieme sorridere e commuovere, e persino venire la voglia di afferrare un mantello e una spada e tornare a fare il pirata!
E giocare, giocare ancora, sempre e comunque, persino giocare ancora al dottore!
E poi con il senno e l’esperienza di adesso, non farei più quello che guida l’ambulanza…

Written by Michele

20 luglio 2013 at 13:57

Pubblicato su pensieri, racconti

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Film da Sogno? o Sogni da Film…

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Penso che un sogno cosi
Non ritorni mai più
Mi dipingevo le mani e la faccia di blu
Poi d’improvviso venivo dal vento rapito
E incominciavo a volare nel cielo infinito

Parlavo di recente di sogni nei commenti a uno dei molti splendidi blog che seguo, e in verità io credo di essere un vero sognatore da competizione.
Ho sempre sognato davvero arditamente, e spesso tanto fu l’ardore che il sogno eguagliò l’atto!
Oltre tutto sogno molto spesso cinematograficamente, nel senso che vivo a volte veri e propri film nel sogno, qualche volta persino guidati e preordinati prima del sonno, anche se poi il più delle volte prendono direzioni inaspettate.
Uso questo sistema soprattutto per ideare i miei racconti, spesso il sogno ha indicato idee, direzioni e personaggi inaspettati.
Purtroppo seppur vada così praticamente al cinema ogni notte talvolta capita di addormentarmi in sala e quindi non ricordare nulla, o solo pochi frammenti al risveglio, ma per fortuna spesso le immagini restano ancora vivide, ancorate e quasi reali, e mi sento un novello Randolph Carter nelle mie personali Dreamlands (a chi coglie la citazione offro da bere).
Certo poi capitano a volte film assurdi, come quando ho sognato King Kong sulla torre Eiffel, in “Ultimo Orango a Parigi”.
Oppure quella incredibile storia dell’ardua lunga sopravvivenza di un ultimo superstite di una sperduta base sottomarina: “20.000 Seghe sotto i Mari”.
E la triste magnifica avventura di quell’indiano (di quelli con le piume, non quelli che han fame, ‘supercitazione’) che aveva un fallimentare allevamento di chiuahua: “L’ultimo dei miei cani”.
Per non parlare di quella incredibile storia di un trio di fanciulle che rubavano e recuperavano antichi e pregiati strumenti musicali: “I Predatori dell’Arpa perduta”.
E la fuga d’amore di una fanciulla che durante una vacanza perde la testa per un gondoliere: “Via col veneto”.
E la tremenda storia del misterioso crollo del primo teatro ligneo Elisabettiano: “Tarma Letale”.
Per non parlare dell’incubo (per un ornitofobico come me) della ardita lotta tra un uccellaccio famelico e un uomo alle prese con una piacevole grigliata al mare:”Corvo Rosso non avrai il mio Scampo”.
E quel film tremendo, da incubo, con il ministro Brunetta come protagonista:” Quel pomeriggio di un giorno da Nani”.
Ma alla fine, dopo tutti questi sogni incredibili, quando mi risveglio mi ritrovo sempre a riflettere e penso, come disse Marlon Brando in Via Col Vento:
Ma che cazzo ci faccio in questo film?

 

Written by Michele

3 aprile 2013 at 12:23

Pubblicato su pensieri

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Il Gioco dell’Amore

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Via, via, vieni via con me
entra in questo amore buio,
non perderti per niente al mondo…

Ci sono momenti nella vita in cui ti rendi davvero conto di quanto l’amore sia davvero un gioco, anzi è IL gioco.
Il gioco dell’amore, della lussuria, della passione e della complicità è il solo gioco che vale davvero la pena vivere in modo totale, assoluto, intenso e irrefrenabile.
Perché come la vita stessa è ciò che dona le emozioni più assolute, più intense, possenti e indimenticabili.
Perché se non hai veramente amato, non hai vissuto davvero interamente una persona, rubando e donando insieme ogni pensiero, vivendo ogni desiderio, ogni fantasia in modo assolutamente complice e liberatorio non hai veramente vissuto.
E poi si tratta di un gioco anche perché non esistono in fondo delle regole ferree, ma tutto è così estremamente mutevole, quasi un ordinato caos,  che si miscela, si compone e scompone in un’infinita combinazione di aria, di emozione, di empatia, di complicità.
Sensazioni che hanno a volte del magico, dell’incredibile.
È in fondo come creare dal nulla un cocktail, un’esotica, incredibile, irresistibile bevanda inebriante con una segreta, unica ricetta per ogni persona.
E la sola cosa che resta in fondo da fare è assaggiare, assaporare e quindi scoprire quanto piaccia davvero ad ognuno il colore, il profumo, il sapore dell’altro cocktail, per poterli unire in una nuova e ancora più inebriante bevuta.
Certo il rischio di un’ubriacatura estrema è elevato, e insieme molto piacevole, perché nulla è più dolce e esaltante di ubriacarsi veramente di qualcuno, di entrare così profondamente nel suo sangue da inebriarne i sensi, i pensieri e le passioni.
Certo però è che dopo ore di tali cocktail di passioni, occorre stare poi molto attenti agli autovelox…
Soprattutto se lei è vestita da poliziotta.
Perché se vieni troppo in fretta minimo ti toglie 5 punti dalla patente…

Written by Michele

24 gennaio 2013 at 11:49

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Ricette pensieri e idiozie

Non è un food blog, non è un diario, allora cos'è?

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... stai sempre a spilaccherà.

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Scatto fisso, senza freni. Non posso fermarmi anzi non voglio farlo.

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UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

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Sono solo [Luoghi]. Altrove. @LapostrofoAura

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