Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

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Sognandomi addosso

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La porta dei sogni
La porta dei sogni
La porta dei sogni chiudila tu

Questa notte ho sognato molto.
Sogni molto agitati, un ludibrio di membra intrecciate, passione e piaceri che si mescolavano incessantemente.
Due corpi nudi intrecciati, che si univano e intrecciavano in ogni modo possibile e immaginabile.
Uno era decisamente il mio, l’altro era avvolto nell’ombra del sogno, ma si avvinghiava a me, baciava, mordeva, graffiava, e poi baciava ancora, e su tutto, ovattato come nella nebbia di un caldo vapore, un profumo.
Un sentore dolce di zucchero, zucchero a velo forse, o più probabilmente filato.
Ricordo bene quando da bambino restavo incantato davanti alla macchina dello zucchero filato.
Come quel semplice e sottile lungo bastoncino si ricopriva rapidamente di scie di bianca dolcezza, come una nuvola di golosità, pronta a ricristallizzarsi e sciogliersi poi al contatto caldo con le labbra e la lingua, un piacere così simile al sesso orale, ora mi rendo conto.
Sesso orale, che adoro…
E che
è poi decisamente più interessante e piacevole di quello scritto…

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Written by Michele

10 novembre 2014 at 10:55

Prendimela!

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Prendimela!

«Allora me la prendi? Lo hai promesso»

«Non posso proprio, non insistere, sai che è proibito»

Lei mosse le dita sul suo corpo giocando, come a mimare un omino che passeggia, camminando su di lui fino al membro, ora rilassato.
Iniziò quindi un movimento leggero, circolare, che gli provocò immediati sussulti, facendolo ergere rapido e turgido, anche se avevano appena terminato di fare l’amore.
Poi la ragazza introdusse la lingua nel suo orecchio, vorace e peccaminosa, facendolo tremare. infine scese poco a poco lungo il suo corpo nudo leccando e baciando, fino sostituire le dita con le labbra.
Lo leccò, succhiò, baciò e strinse come mai aveva fatto prima, poi improvvisamente smise.

«No, ti prego, continua!»
La pregò l’uomo, preda di un desiderio irrefrenabile.

«Prendimela… Prendimela.. Prendimela…»
Continuò a sussurrargli lei, leccandolo piano, su e giù, provocante e irresistibile.

«Sì, sì, non smettere e giuro che te la prendo Eva!»

Written by Michele

3 ottobre 2014 at 13:26

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Quasi maggiorenne

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Seduto in quel caffè
io non pensavo a te
Guardavo il mondo che
girava intorno a me

Reduce dal festival dell’Eros di Zibello, ho ritirato gli ultimi due volumi, freschi di stampa in cui appaiono altri due miei racconti, e così ora (escluso il mio libro di cucina, che conteggio a parte) sono a 17 libri in cui appare qualcosa della mia lussuriosa fantasia.

Messaggi al Cioccolato

Messaggi al Cioccolato

L'Ultima Estasi

L’Ultima Estasi


Al prossimo divento quindi maggiorenne.
Curioso pensiero peraltro quello sulla maggiore età, mescolato ai racconti erotici, perché, anche se molti forse non ci hanno mai fatto caso, la letteratura è proprio la sola cosa che non ha alcun tipo di divieto o censura per età del fruitore.
Mentre un ragazzino non può entrare al cinema a vedere molti film, acquistare una rivista fotografica erotica, o sigarette o alcolici, per la letteratura niente limiti, mai.
Non che io sia contrario, per carità, ma fa sorridere il pensiero che si debba cliccare “sono maggiorenne” su internet per visionare corpi nudi o teoricamente presentare un documento per playboy e si possa invece tranquillamente acquistare un De Sade, o un Apollinaire (per citare due scrittori classici ma estremamente forti nella loro erotica letteratura).
Forse che leggere sia meno possente che semplicemente guardare?
Eppure secondo me è il contrario, è immensamente più immaginifico e sensuale poter completare con la fantasia la parola scritta in immagini mentali che meramente guardare una figura, trovo assolutamente più eccitante una storia coinvolgente che una serie di foto esplicite.
Perché alla fine è la fantasia che distingue tra eros e pornografia, il saper condurre almeno per un poco la mente oltre, aldilà del reale, del quotidiano.
Che è un poco la stessa differenza che c’è tra dire a una donna:
voglio far sgorgare appassionatamente e irrefrenabilmente l’erezione sorgiva della tua anima che, rinchiusa nella prigione dei tabù e delle paure, stenta a risalire in superficie”
O
ppure dirle:
“posso trombarti?”
È pur vero che la conclusione potrebbe essere la stessa, ma con molta meno poesia.
La sola cosa importante è che se lei, a quel punto, ti chiede: fammi godere con la lingua…
Tu non le legga delle poesie!

Written by Michele

29 settembre 2014 at 11:33

Mi Piace

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Mi Piace

Mi piace sorprenderti improvvisamente.
Mi piace quando provi a fermarmi, perché potrebbero vederci, ma i tuoi occhi urlano: ancora! Ancora!
Mi piace appoggiare la mano sul tuo collo, sfiorare le orecchie, la gola offerta, indifesa, in natura chi si sottomette al predatore offre sempre la gola, segno di resa totale.
Mi piace restarti dietro, così che la mano segua la tua schiena, provocando brividi.
Mi piace stringerti il culo, le cosce nude. Farti sobbalzare.
Mi piace far scivolare la mia mano sotto la tua corta gonna, oltrepassare il pizzo della calza e trovarti eccitata, desiderosa di me.
Mi piace scostare l’intimo di lato e penetrarti con le dita forti e delicate insieme, possessive, profonde, vogliose.
Mi piace sentire i tuoi sospiri, la diga dei tuoi tabù cedere improvvisa al fiume in piena della mia passione.
Mi piace sentirti completamente mia, così.
Mi piace avere tutto questo potere in una sola mano…

Written by Michele

8 settembre 2014 at 14:15

Giocattolo

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Giocattolo


L’uomo la guardava da diverso tempo, in silenzio. E
Lei era distesa sul letto, come sempre senza nulla addosso.
Lui si avvicinò, posò le mani, forti e possessive sul suo corpo, toccando e accarezzando; infine giunse al collo e strinse di più, forte e crudele per imporre la sua forza.
«E adesso, tesoro» disse.
«Ti farò soffrire per me. Se tanto o poco dipenderà da quanto sarai ubbidiente e docile, da quanto piacere mi darai. Ti porterò con me, nel mondo della mia pura e perversa fantasia. Ti farò conoscere tutti i miei giocattoli. Perché lo voglio e perché adesso, come loro, tu sei solo una cosa, una cosa mia!»
Lei restò immobile, gli occhi e la bocca spalancati.
Lui la colpì.
Una, due, tre volte.
«Rispondimi maledetta!» Le gridò furioso, poi pianse.
Mentre la bambola gonfiabile continuava a guardarlo immota.

Written by Michele

3 luglio 2014 at 13:29

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L’Evocatore

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L’Evocatore

Ora la chiamo, pensò il Magus, spronandosi all’azione.
Controllò ancora una volta il pentacolo protettivo, quindi pronunciò accuratamente, con la voce irrochita dalle gutturali dell’oscuro linguaggio della magia, l’invocazione, che aveva rinvenuto in una vecchia tavoletta.
Tra il fumo e le fiamme che si sprigionarono la vide apparire.
Una incantevole ragazza dai lunghi capelli rosso fiamma e ipnotici occhi verdi che, nuda e voluttuosa, iniziò subito a stuzzicarlo con voce suadente, sppur non potesse avvicinarsi a lui per via del simbolo contenitivo disegnato con il sangue sul freddo pavimento di marmo.
Conscio del pericolo recitò immediatamente il vincolo, come descritto esaurientemente insieme all’invocazione.
La succube prontamente si inginocchiò, prostrandosi ai suoi piedi e chiamandolo padrone.
Saltellando dall’euforia l’uomo spezzò il pentagramma e lei poté così avvicinarglisi .
Lo strinse e baciò profondamente.
La lingua della creatura era calda, fremente e famelica, e gli incendiò prontamente i sensi.
Sorridendogli lei gli mise sul petto una mano, da cui fuoriuscirono neri artigli e gli strappò con un sol gesto il cuore, divorandolo con gusto.
Ancora una volta libera sul piano materiale, la succube esultò.
Quelle tavolette che aveva creato e nascosto secoli prima continuavano a funzionare.

 

Written by Michele

20 giugno 2014 at 13:35

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La vera scelta

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La vera scelta

L’Emiro, come ogni sera, passò lungo la fila delle decine di donne del suo immenso variegato harem, con il grande fazzoletto rosso in mano, simbolo del suo potere assoluto di scelta.
Quanto si sentiva un Dio in quel momento, capace di dispensare piacere e invidia tra loro, le sue fanciulle adoranti.
Con la sua decisione, sempre oculata, era pronto a premiare colei che più sapeva mettersi in luce per lui.
Amina lo vide fermarsi davanti a sé, sapeva di essere truccata meglio di tutte, in modo  assolutamente perfetto, e anche abbigliata con i suoi colori preferiti e nel modo più sensuale.
Nulla in lei era fuori posto, unica tra le tante.
Il rosso cadde ovviamente ai suoi piedi, lei si chinò a raccoglierlo, con uno smagliante sorriso, per poi seguire il suo signore nelle stanze del piacere, passando davanti alle altre, ora tutte a testa bassa.
Sapeva che sarebbe stata scelta, era la sola davvero perfetta quella sera.
Era stata lei a estrarre la pietra nera dal sacchetto, purtroppo.

Written by Michele

15 giugno 2014 at 10:48

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Ricette pensieri e idiozie

Non è un food blog, non è un diario, allora cos'è?

La Pillaccherona

... stai sempre a spilaccherà.

La ragazza che pedala

Scatto fisso, senza freni. Non posso fermarmi anzi non voglio farlo.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Anna Salvaje

Diario di una cougar

Noras Erotica

I'm just a puzzle that doesn't wanna be solved

the.blonde.emigrant

Random feelings, crazy life

Un Folletto in abito da sera

Io sono quella che, con le parole, crea origami per decorare le pagine

Rupestreblog

∃x(φ)

Marmellata di pensieri

Cosa dice la mia testa

Note di Rugiada

Scrivere è dar voce al silenzio

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

ipennaioli.wordpress.com/

I PENNAIOLI USANO ANCORA CARTA, PENNA E CALAMAIO. SCRIVONO DA ANNI RACCONTI E LI DIFFONDONO ATTRAVERSO PICCIONI VIAGGIATORI AI LORO LETTORI. ALCUNI AMICI NE HANNO SELEZIONATI E RACCOLTI UNA PARTE E HANNO APERTO UNA “BOTTEGA DELLE LETTERE” PER POTERLI DIVULGARE SPONTANEAMENTE ATTRAVERSO INTERNET. NE “LA BOTTEGA DELLE LETTERE” SONO CUSTODITI FRAMMENTI DI QUOTIDIANITÀ, VISSUTA O IMMAGINATA: ESPERIENZE, PARADOSSI, INNAMORAMENTI, EROS. UNA BOTTEGA APERTA AGLI AMICI E A TUTTI COLORO CHE PASSERANNO A trovarci e che con il loro sostegno ci stimoleranno ad esprimerci in modo sempre più creativo e fantasioso.

LapostrofoAura

Sono solo [Luoghi]. Altrove. @LapostrofoAura

Alessandra Favaro

Le emozioni non possono guarire i mali del mondo, ma permettono di sognare forte!

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Racconti, teatro, letteratura

Una certa idea di inchiostro

di Deborah Talarico

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perché, ogni tanto, è bello ricordarti chi sei...

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Non cedere mai alle passioni ma se cedi fallo con tutta l' anima

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qualche spicchio di me: pensieri caotici in ordine sparso

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Alice Ayres

NEVER REPRESS YOURSELF

In punta di piedi

Entra in punta di piedi e spia nel buco della serratura

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